Indiscrezioni

di Katty Colzi // pubblicato il 14 Aprile, 2008

Una gran bella persona il Tornatore incontrato ieri mattina al MNAF, non certo il regista beato di se stesso, ma un uomo cordiale e disponibile, capace di trasmettere la reale sorpresa per la sua mostra, ma anche per il Museo definto come la casa abitata molto tempo prima, dove adesso ci sono altri, seppur in un ambiente familiare, riferendosi alla sua creazione scenografica dell'allestimento del Museo Nazionale Alinari della Fotografia.

Una collaborazione iniziata nel 2003 in occasione della mostra celebrativa dei centocinquanta anni dell'Istituzione che ora dedica al fotografo Giuseppe Tornatore la prima grande antologica intitolata  "Indiscrezioni”, con suggestive immagini della quotidianità scattate in giro per il mondo, dove è saldo e indissolubile il rapporto tra fotografia e cinema.

Giuseppe Tornatore si racconta "Avevo dieci anni quando ho cominciato a usare la macchina fotografica. Da allora per circa un decennio essa è stata per me una specie di indumento, qualcosa che si indossa necessariamente la mattina prima di uscire per strada, qualcosa senza la quale non puoi muoverti, qualcosa di molto simile alle scarpe"

Partendo da Bagheria, dalle prime ricerche giovanili dove coglie furtivamente le emozioni del vivere quotidiano, alle visioni più mature della Siberia, in un viaggio voluto da Alberto Meomartini, presidente dell'Italgas, nella cittadina di Novij Urengoi, per raccontare la
storia di un agglomerato urbano nato negli anni Ottanta, a seguito della scoperta di oltre seimila miliardi di metri cubi di riserve di gas naturale. 

Poi Tokyo e New York, Mosca e Città del Capo, la Cinna e il Sud Africa in un viaggio intorno al mondo a ritroso nel tempo “verso quella stagione della mia vita spesa ad andare in giro a rubare immagini con la mia indimenticata Rolleicord. Anni di pedinamenti e appostamenti, anni che mi hanno insegnato ad osservare la gente, a studiarne le espressioni e i movimenti, sino a prevenirne quasi le azioni, sino all'illusione di condizionarne il comportamento. Anni in cui ho scoperto che se fotografi uno sconosciuto, nell'istante stesso in cui fai scattare l'otturatore, quella persona smette di esserti estranea, perché la porterai sempre con te."

Una selezione di oltre cento foto che denota la sua visione e, muovendo dalle "still pictures”, arriva al "moving pictures", stroricizza la passione per la fotografia, come elemento determinante per l'attivività futura, dove la qualità è stata unanimamente riconosciuta e più volte premiata (“La Leggenda del pianista sull’oceano” e “Malena”).

Proprio in occasione del ventesimo anniversario dell’uscita di “Nuovo Cinema Paradiso” che, oltre alla notorietà gli ha fatto vincere il premio Oscar, l'evento fiorentino rappresenta l'occasione per scoprire un nuovo aspetto artistico di un regista di successo planetario e stimato in egual misura.

Raffinato e di grande pregio il volume edito da Alinari per l'evento che riporta ben 150 immagini con testi di Vincenzo Consolo, Giovanni Fiorentino e Monica Maffioli e la proiezione filmata di una intervista a Tornatore sul tema della fotografia, completata dai “trailers” dei suoi film. 

Fino al 15 gigno 2008, info www.mnaf@alinari.it

© copyright foto, Giuseppe Tornatore, gentilmente concesseci a esclusiva integrazione del presente articolo.
Si specificano, inoltre, i singoli copyright, in ordine di pubblicazione:
- Bagheria, 1972
- Bagheria, 1970
- Siberia, Novij Ugrengoi, 1999
- Sudafrica, 1995
- New York, 1998

 

Dettagli