Il tesoro di San Lorenzo regala un nuovo museo a Firenze

di Katty Colzi - pubblicato il 29 Novembre, 2007 in Musei

Nei sotterranei del complesso di San Lorenzo, l?ex sede della Compagnia del SS. Sacramento, il magaazzino abbandonato é diventato?il ??Museo del Tesoro di San Lorenzo?, che sarà inaugurato il?primo dicembre.
Si tratta di una realizzazione dipendente dal?sostegno, economicamente non indifferente, delll?Ente Cassa di Risparmio di Firenze, progetto del 1993 fermamente sostenuto dalla?Parrocchia di San Lorenzo?e dell?Opera Medicea Laurenziana.

Il nuovo Museo si?colloca?in una posizione importante del Complesso, le fondamenta della Sagrestia Vecchia, fra le prime parti?edificate dal Brunelleschi, proprio al centro della Sagrestia, sotto al tavolo marmoreo destinato ad appoggiare le vesti degli officianti, dove si trova?la tomba di Giovanni di Bicci de? Medici, primo mecenate della famiglia,?e di sua moglie Piccarda, in corrispondenza del grande pilastro centrale dell?ambiente sotterraneo.

Quando nel 1467 il corpo di Cosimo il Vecchio fu inumato all?interno del pilastro all?incrocio del transetto con la navata, fu riproposta la valenza funeraria di quello che sorregge la Sagrestia Vecchia, da quasi un quarantennio mausoleo familiare.?

Con il tempo si?era?perso l’ alto significato simbolico dell’ambiente delle parti?sotto la Sagrestia Vecchia e nel Cinquecento,?il Capitolo, lo concesse?alla Compagnia del SS. Sacramento i cui scopi?erano principalmente connessi alle processioni con le quali l?ostia consacrata era portata ai malati della parrocchia da alcuni fratelli(indossavano la veste bianca con?la ?buffa? abbassata e affiancavano il baldacchino reggendo delle torce),?al trasporto dei defunti e alla partecipazione alle cerimonie solenni.?
Soppressa da Pietro Leopoldo nel 1785, la confraternita venne ripristinata nel 1790, e ancora all?inizio del Novecento contava oltre cinquecento iscritti.?

Oggi,?attraverso circa quaranta opere databili tra il XIV e il XIX secolo, viene offerta?al pubblico la possibilità di ammirare arredi liturgici e reliquiari di pertinenza della basilica laurenziana, già parzialmente documentato da quanto esposto nelle sagrestie della cappella dei Principi.?

Nel percorso museale delle Cappelle Medicee furono?trasferiti nel 1945?parte dei donativi legati ai papi medicei, Leone X e Clemente VII, oltre un?consistente numero di reliquiari provenienti dalla Cappella Reale di palazzo Pitti, pervenuti a San Lorenzo nel 1785. Lo spettatore, però, non aveva modo di ammirare e constatatre la reale complessità delle vicende del tesoro.
Erano rimaste escluse proprio le suppellettili di stretta pertinenza della basilica,?non visibili perché conservate in?armadi della cappella delle Reliquie, ma anche in luoghi lontani?dal complesso laurenziano.
Adesso, con questi recuperi si completa?l?immagine della raccolta, che nel corso dei secoli si era impoverita per?la necessità di trasformare in moneta spendibile quei meravigliosi ori e argenti lavorati, ma anche?arricchita con nuove opere commissionate dai religiosi o donate dai fedeli.

Fra questi capolavori spicca un?Cristo, del 1444,?in argento e argento dorato di Michelozzo?proveniente da una Croce realizzata anche con il concorso di Cosimo il Vecchio de? Medici.

Gran parte delle opere esposte sono state?restaurate per l’evento?da Maria Ludovica Nicolai, sotto la direzione di Matilde Simari della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per le Province di Firenze, Pistoia e Prato. L’Opificio delle Pietre Dure si é occupato del restauro del reliquiario?di sant?Antonio da Padova, capolavoro del 1684, opera dell’argentiere di corte Marcantonio Merlini e?proveniente dalla cappella privata del granduca Cosimo III.

Altro pezzo d?eccezione la monumentale cassa reliquiario in argento dei santi Marco papa, Amato abate e Concordia martire, realizzata per volere del granduca Ferdinando II nel 1622, già sotto l?altare maggiore della Basilica e poi chiusa negli?armadi della cappella dei santi Cosma e Damiano.

Nel catalogo, edito da Mandragora, oltre alle schede delle opere, troverete?ampi saggi sull?intera vicenda del tesoro laurenziano e sulla storia del prestigioso ambiente.








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