Il nostro Valdarno
di - pubblicato il 31 Ottobre, 2007 in Libri e pubblicazioni
Dopo otto mesi di lavoro, siamo abbastanza conosciuti e visitati per?iniziare a dare spazio agli Amici che desiderano contribuire alla crescita di questo sito per “innamorati d’arte”.
La recente pubblicazione?delle nuove guide del Valdarno é stata l’occasione che attendevamo per coinvolgere due?autentiche esperte e autrici di quello strepitoso libro intitolato “Guida ai Mestieri d’Arte” di cui abbiamo riferito lo scorso sedici maggio.
Spazio dunque all’articolo e un grazie sincero alle due autrici:
Maria Pilar Lebole e Benedetta Zini?
?L?Italia è il paese delle differenze dove esiste ancora il senso della piazza e del campanile. Provate a raggiungere il Valdarno, partendo da Firenze mediante un percorso alternativo e invece di imboccare l?autostrada, ammirate tutte le peculiarità che questa splendida valle ci offre?.
Antonio Paolucci, direttore della collana Piccoli Grandi Musei, presentando al pubblico i nuovi cinque numeri dedicati al Valdarno, riassume così la filosofia dell?Opera.
Le nuove Guide promosse grazie all?immancabile contributo dell?Ente Cassa di Risparmio di Firenze e della Regione Toscana edite da Polistampa, proseguono il percorso nei dintorni di Firenze, invitandoci, dopo il Chianti e l?Empolese Valdelsa a scoprire il Valdarno fiorentino ed aretino.
Cinque nuovi volumi per raccontare i ?piccoli grandi musei? d?Arte Sacra di Cascia, San Giovanni Valdarno, Figline, Montevarchi e Vallombrosa, in occasione della mostra ?Rinascimento in Valdarno? che ospita prestigiose opere provenienti dai più grandi musei fiorentini: opere di Giotto, Beato Angelico, Masaccio, Andrea della Robbia, Domenico Ghirlandaio, custodite agli Uffizi, al Bargello, nel Museo di San Marco, in quello diocesano di Santo Stefano in Ponte e nella Basilica di Santa Trinita messe a confronto con quelle dei musei del Valdarno.
Le Guide, composte dalla sezione Visita al Museo, sotto la cura scientifica di Caterina Caneva e Paola Refice che spiegano in dettaglio le opere contenute nei musei, hanno una sezione dedicata agli itinerari alternativi per raggiungere il museo partendo da Firenze. Soprire l?artigianato artistico e l?enogastronomia del Valdarno da Firenze e seguire la valle dell?Arno lungo la via Aretina, è sicuramente un?esperienza da provare.
Passate Pontassieve, salite a sinistra verso Vallombrosa per riscendere a Rignano, oppure andate verso oriente a Reggello, Pian di Scò e Castelfranco di Sopra. Lo scenario di questo tratto di strada presenta le pendici solitarie dei boschi di quercia, castagne, conifere e faggi verso il Pratomagno oppure si fa più dolce e collinare lungo la strada dei Sette Ponti che percorriamo durante il nostro lungo itinerario. Il tratto distintivo è rappresentato dalle ?Balze?, quei fenomeni di erosione ai piedi della dorsale del Pratomagno, affascinanti calanchi naturali a contrasto fra la spigolosità della roccia e le tonalità calde della materia che assumono nei mesi estivi al tramonto inconfondibili gradazioni rosso arancio, proprie di questa terra.
Dalle antiche gualchiere di Remole, proseguiamo mediante Pontassieve per Tosi e Vallombrosa, lungo la ?via dei Legni? famosa per la produzione di legname con la quale si producono mobili a Tosi e sedie impagliate a Taborra. Da Reggello, patria indiscussa dell?olio toscano fin dal XV secolo, arriviamo ad Incisa e a San Giovanni, dove ancora troviamo una buona produzione di oggetti in vetro e calzature, pelletteria, abbigliamento e tessuti. Qui è immancabile una sosta all?osteria e l?assaggio dei tipici fagioli zolfini e dello stufato alla Sangiovannese.
In direzione San Giustino Valdarno troviamo ?Il Borro?, un borgo medievale per un interessante soggiorno in un suggestivo ambiente familiare ricco di interessanti esempi di botteghe artigiane, per poi giungere a Laterina, dove ai lati della strada maestra un?antica fornace produce ancora mattoni seguendo la particolare tecnica della cottura a carbone.
Dalla strada Setteponti lungo lal via Vecchia Aretina per l?abitato di Castiglion Fibocchi si oltrepassano
antiche case coloniche leopoldine e affascinanti edifici di antiche tabaccaie restaurate per giungere alla riserva naturale di Ponte a Buriano e Penna, quell?area protetta del territorio valdarnese che ospita il Ponte a Buriano, sfondo inconfondibile della Gioconda di Leonardo.
Testo di Maria Pilar Lebole e Benedetta Zini
La foto relativa al Carnevale di Castiglion Fibocchi é di Maria Pilar Lebole, tutte le altre sono di George Tatge,?gentilmente concesse?eclusivamente a corredo del presente articolo