Il mito della ‘Venere Vincitrice’ di Canova

di Cinzia Colzi // pubblicato il 18 Ottobre, 2007

Prorogata al 10 febbraio 2008


In quella villa romana che lui stesso definiva la più bella del mondo, potrete lasciare fuori rumore e realtà quotidiane per farvi avvolgere dalla belleza: all'arte del genio che trasforma il marmo in "vera carne"  fa da cornice la collezione permanente della Galleria Borghese.

Presenta ieri, "Canova e la Venere Vincitrice", secondo grandissimo appuntamento annuale dei dieci programmati, dopo Raffaello lo scorso anno.

Genesi dell'evento sono il 250° anniversario della nascita dell'artista e il bicentenario di Paolina Bonaparte come Venere Vincitrice, unite, per illustrare quali relazioni legassero il Maestro con il principe Camillo Borghese e la famiglia Bonaparte e, conseguentemente, la nascita della scultura capace di divinizzare il ritratto.

La figura della dea della bellezza, associata ad Adone, ad Amore, alle Grazie, ad Apollo, a Paride, a Elena, permette di scrutare all'interno della poetica del Canova, interprete del fascino dell'antico e dei valori della mitologia pagana e dove Paolina ne é l'esaltazione.

Fino al 3 febbraio, questo percorso attraverso oltre cinquanta opere provenienti dai maggiori musei mondiali per rielaborare "la?Venere" attraversograndi marmi, disegni, tempere, monocromi, dipinti, bozzetti in creta e terracotta, testimonianze tangibili delle metodologie adottate.

Il "dialogo tra le staute" permette al vistatore di confrontare l'arte del Canova con quella a cui si ispirò: i capolavori di Bernini e i marmi antichi.

Lucentezza, trasparenza, effetti pittorici appaiono chiarissimi camminando fra le Tre Grazie (Ermitage di San Pietroburgo), la Naiade ( Metropolitan Museum di New York), la Ninfa dormiente ( Victoria & Albert Museum di Londra), la Venere (Leeds City Art Gallery), la Venere Italica (Galleria Palatina di Firenze), Amore e Psiche (Louvre di Parigi), il Ritratto della Principessa Leopoldina Esterhazy Liechtenstein (Castello Esterhazy di Eisenstadt in Austria), la Tersicore ( Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo) e, per la?prima volta in Italia la serie completa degli Amorini.
In questo incontro ravvicinato appare naturale che Canova definisse "smaterializzare il marmo" riferendosi alla sua opera o pensare a Giacomo Leopardi che, nel 1822 decideva di lasciare Recanati con il sogno di incontrarlo (senza riuscirci, il 13 ottobre il Maestro muore a Venezia).

Suggerisco, prima di questa visita imperdibile, un approfondimento degli eventi fondamentali della vita dell'artista perché sensibilmente rilevanti durante il percorso creativo: di quanto abbia realmente sofferto per le opere "spogliate" a seguito della vendita obbligata a cui Camillo Borghese dovette sottostare in favore del cognato o quando, 19 febbraio 1797, lo stesso Napoleone e il papa Pio VI, firmano il trattato di Tolentino, che imponeva allo Stato pontificio la consegna alla Francia di grandi capolavori d'arte.
E ancora, unico dopo Raffaello a fregiarsi del titolo di "Primo Soprintendente", nominato da Pio VII, capo della delegazione della Santa Sede al Congresso di Parigi del 1815, quanto Canova si sia battuto per la restituzione di parte delle opere d?arte che i francesi avevano portato oltre le alpi.


Per ogni ulteriore informazione, potete consultare il sito ufficiale:
http://www.canovaelavenerevincitrice.it/
 

 

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