Il Monetiere del Museo con nobili origini

di Katty Colzi // pubblicato il 31 Ottobre, 2007

Di alto valore la pubblicazione del?catalogo?con?monete greche ed etrusche del ricco Monetiere del Museo Archeologico?Nazionale di Firenze dove?ogni moneta è corredata da foto e descrizione.
La Sylloge di Firenze comprende 1173 monete, tutte di zecche dell?Etruria:?molte?provengono da scavi nel?territorio regionale,?altre appartengono al Medagliere delle Gallerie Granducali.
Nobilissime orgini dunque perché, come asseriva?il suo primo ordinatore,?Giuseppe Pelli,? ?Il più ricco gabinetto che sia in Italia?in cui sta riunita la collezione che principiò Cosimo I e proseguì con impegno Francesco suo figlio, quella che in proprio raccolse l?egregio Cardinale Leopoldo, e quanto da Cosimo III vi fu aggiunto".

L''Archeologico di Firenze?cstodisce?la cospicua sezione antica di quel Medagliere: le monete greche, le romane repubblicane e imperiali, e le bizantine a cui, nel tempo, sono state agginte al nucleo granducale i ritrovamenti etruschi.

Seguendo la storia,?la prima e?più completa descrizione della raccolta di monete si deve ad Arcangelo Michele Migliarini, dal 1841 direttore delle Collezioni di antichità granducali le cui minuziose?indicazioni,?con i dati di diametro e?peso, sono quelle che ancora oggi consentono il riconoscimento di ogni singolo esemplare.

Il volume?con copertina rossa che oggi sfogliamo con soddisfazione,?si inserisce in una prestigiosa collana internazionale di cataloghi di collezioni pubbliche. L?edizione infatti, fa parte della serie della SNG pubblicata, da oltre 70 anni, sotto il controllo della Commissione Internazionale di Numismatica.?

Fiorenzo Catalli, direttore archeologo Soprintendenza Archeologica di Roma ci spiega?"Il monetiere del Museo Archeologico Nazionale di Firenze conserva il più cospicuo nucleo (ben 1173 esemplari !) di monete etrusche di qualsiasi altro museo in Italia o all?estero.
Una selezione di appena 225 monete in oro, argento e bronzo ha consentito di predisporre una mostra, una novità assoluta nel pur sterminato elenco delle manifestazioni inerenti la civiltà etrusca, che espone la totalità della produzione monetaria attribuibile agli Etruschi, con un ventaglio cronologico che va dagli inizi del V alla fine del III secolo a.C.
Agli inizi del V secolo a.C., sporadiche serie di monete in argento, composte soprattutto di nominali di taglio elevato, sono prodotte dalle città di Populonia e di Vulci; nel corso del IV secolo a.C. ancora Populonia torna a produrre una nuova serie in argento, caratterizzata su un solo lato da una terrificante testa frontale di Gorgone, assieme ad una serie in oro composta da tre valori tutti recanti, su un solo lato, una testa di leone con le fauci spalancate.
Ancora alla fine dello stesso secolo o agli inizi del successivo, Populonia amplierà la propria produzione di monete in argento evidenziando il nome della città, Pupluna, e completandola con diverse serie di bronzo. Questa fase della produzione di monete populoniesi sarà accompagnata da una più ampia e vivace circolazione della moneta di cui sono evidenti testimonianze alcuni ripostigli rinvenuti nel territorio dipendente dalla città.
Tra gli ultimi anni del IV secolo e i decenni iniziali del III secolo a.C., altri centri etruschi emettono una propria moneta: Vetulonia con limitate serie in bronzo contrassegnate dalla leggenda Vatl, iniziale del nome Vatluna; Volterra, Tarquinia ed altri centri dell?Etruria settentrionale interna, che in linea con la tradizione italica del commercio del bronzo producono serie fuse di bronzo. Soltanto le serie di Volterra sono contraddistinte dalla leggenda Velathri.
La cessazione della produzione di monete etrusche è in diretta relazione con l?espandersi del predominio romano nella penisola. Qualche serie monetale potrebbe, tuttavia, essere in relazione con la presenza di Annnibale in Italia.
Assieme alle monete sono esposti altri materiali, dalla ceramica alla bronzistica, che mostrano tipi figurati tratti dallo stesso repertorio cui sono stati attinte le tipologie monetali.
Completa il quadro una scelta di volumi del XVIII, XIX e XX secolo della Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana dedicati alla civiltà etrusca con i primi capitoli riservati alle monete oppure interamente dedicati al fenomeno della produzione di moneta etrusca ed italica nella penisola italiana ancora in età preromana".




Didascalie e foto pubblicate gentilmente inviateci dal dott. Fiorenzo Catalli?a esclusivo corredo del presente articolo:
1- Zecca di Populonia- da 20 unità in argento
2- Zecca di Lucca- argento
3- Zecca di Populonia. Da 10 unità in argento
4- Zecca di Populonia- da 10 unità in argento



 

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