Il Mercato delle Gaite
di - pubblicato il 21 Giugno, 2008 in Itinerari... d'autore!
Diamo il benvenuto e Elisa Mazzagardi, ultimo "acquisto" della Nostra rivista e, con il suo arrivo, abbiamo completato, con dodici elementi, selezione e inserimento dell'organico interno che scrive in esclusiva.
Elisa è stata in Umbria e ci racconta di Bevagna... scoltiamola!
Addio a lontani ricordi in volgare maccheronico di Non ci resta che piangere con Benigni e Troisi, addio alle comuni sagre paesane medievali con arcieri in scarpe da ginnastica e corteo storico munito di occhiali da sole e orologio.

Se, invece vi nasce il desiderio di scoprir del nuovo in un’epoca così tanto violentata, dovete andare a Bevagna (Perugia) dal 20 al 29 giugno. Lì vi aspetta la più autentica Sagra medievale che ci sia:

E se non bastasse l’istinto ospitale dei locali a garantire il successo e l’autenticità del risultato dell’iniziativa ci si mette una vera e propria Gara con giudici esperti e medievisti che con occhio attento sanno cogliere ogni anacronismo.
Ma andiamo con ordine: le gaite (dal longobardo uaide = posto di guardia) sono i quattro quartieri della deliziosa cittadina medievale che si confrontano di anno in anno nella contesa del premio.
Le Gaite di San Giorgio, San Giovanni, San Pietro e Santa Maria si cimentano nell’organizzazione di botteghe, mercati e taverne coinvolgendo l’intera popolazione in una rievocazione il più possibile fedele della vita quotidiana nel centennio successivo al 1250.
Un attento studio dell’antico statuto locale ha permesso l’individuazione esatta dell’organizzazione politica economica e amministrativa del borgo, nato sulla via Flaminia come punto di passaggio obbligato nelle comunicazioni tra Roma e il Nord. La posizione geografica anomala di Bevagna, posta in pianura, ha determinato lo sviluppo della città come centro economico aperto e recettivo e sede di un ricco mercato.
Il Mercato medievale previsto nelle due giornate conclusive offre allo spettatore contemporaneo uno spettacolo inatteso, e lo Zecchiere, la versione medievale di conio e cambio insieme, garantisce a tutti la possibilità di cambiare Euro in Cortonese e Perugino così da permettersi di partecipare in prima persona al curioso scambio economico.

Ma sicuramente l’iniziativa più affascinate, curiosa e coinvolgente è costituita dalla ricostruzione delle antiche botteghe e dai mestieri negli angoli più caratteristici e suggestivi della piccola città.
Con dovizia di particolari i locali ripropongono le antiche arti della lavorazione della seta, della cera d’api, del vetro, del ferro e della carta, munendosi di strumenti ricostruiti da modello antico e perfettamente funzionanti. Questo è il caso del Torcitoio circolare per la tessere la seta, unico funzionante in tutta Europa, o della Macchina ad attivazione idraulica per la lavorazione del cotone e degli stracci necessari alla creazione della carta bambagina.
Non mancano, infine, le attività più comuni e irrinunciabili, come la gara gastronomica, e la gara di tiro con l’arco. Insomma quello verso Bevagna alla fine di giugno è un viaggio indietro nel tempo che vale la pena di fare e di rifare ogni anno.