Il Bozzetto di Casorati è tornato a casa
di // pubblicato il 27 Giugno, 2008
Il Presidente Edoardo Speranza se non ci fosse... andrebbe inventato! e l'Ente Cassa di Risparmio di Frenze, grazie al suo presidente, è sempre meno Fondazione Bancaria e, ogni giorno, un po' più "Firenze": oggi ci ha restituito un altro frammento della nostra storia.
Lo scorso 21 maggio, alla Casa d’Aste Pandolfini, ha acquistato un olio su tavola di Felice Casorati raffigurante il bozzetto scenografico per l’Atto primo dell'opera la “Vestale”, della prima edizione del Maggio Musicale svoltasi nel 1933, diretta da Vittorio Gui su musiche di Gaspare Spontini e libretto di Victor Étienne de Jouy.
Il melodramma, ambientato nella Roma di Giulio Cesare, esordì a Parigi il 15 dicembre 1807 e ruota attorno alla figura di Giulia, votata al culto della dea Vesta ma innamorata del generale Licinio di ritorno nella capitale da una vittoriosa campagnia in Gallia. La scena illustrata da Casorati, secondo le indicazioni del libretto, fa riferimento alla piazza di Roma antica dove sorge il tempio di Vesta e si consuma, in un tripudio di folla, il trionfo di Licinio che, nell’occasione, incontra l’amata alla quale è demandato dalla Gran Sacerdotessa il compito di incoronarlo con il serto di alloro riservato ai vincitori. Negli altri due atti, la storia di un amore apparentemente impossibile prosegue tra alterne vicende per sciogliersi infine con un lieto epilogo.
Dalla lettura delle note ufficiali e vi starete chiedendo come mai la notizia possa rendermi così ilare, ma il bozzetto acquisito dall’Ente Cassa era incredibilmente smarrito in epoca imprecisata e la sua improvvisa ricomparsa sul mercato d'Aste è un evento culturale di forte contenuto perché, con la perdita dell'impianto scenografico ideato da Felice Casorati, distrutto dalla furia dell'Arno del 4 novembre 1966, l'opera assume memoria storica e visiva.

Si deve a Moreno Bucci, Conservatore dell’Archivio Storico del Teatro del Maggio, averlo segnalato presente sul mercato e, d’intesa tra la Fondazione del Teatro e l’Ente Cassa, è stato così definitivamente recuperato.
Questa mattina, vederlo, sfiorarlo, è stata emozione autentica, un tassello di storia fiorentina tornata a casa.
Come ha sottolineato lo stesso Bucci, la partecipazione di Felice Casorati e di altre personalità come Giorgio De Chirico e Mario Sironi al Maggio del 1933, inaugura un lungo periodo di impegno dei più grandi artisti italiani alla ideazione degli apparati scenografici per gli spettacoli del Teatro Comunale.
L'avvovcato Edoardo Speranza ha aggiuto: «Il bozzetto recentemente ritrovato di Gaspare Spontini rappresenta un'evento culturale di grande significato che rafforza le ragioni della collaborazione tra l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La salvaguardia e valorizzazione della memoria storica della massima istituzione teatrale fiorentina è un momento importante nell'ambito di una più generale politica di sviluppo, e non di sopravvivenza, di un centro di eccellenza della produzione lirica e musicale italiana quale è appunto il Teatro del Maggio».
Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ha espresso la propria gratitudine all’Ente, che con il suo intervento ha permesso il recupero di un’opera fondamentale: « Mi ha colpito il riferimento del Presidente Speranza alla necessità di una politica di sviluppo e non di sopravvivenza. D'altra parte il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha riconosciuto al Teatro del Maggio Musicale il massimo punteggio nella valutazione sulla qualità delle nostre produzioni musicali, anche se , paradossalmente, c'è il concreto pericolo che le risorse destinate invece diminuiscano, nonostante i dati sull'andamento del botteghino per gli eventi del Maggio Musicale di quest'anno registrino circa un + 25% . Per quanto riguarda il bozzetto, esso oggi ritorna a casa: si ricompone il tassello mancante del processo ideativo che portò Felice Casorati a realizzare le scenografie e i figurini per la "Vestale" di Spontini. E proprio da Firenze, dal Maggio Musicale del 1933, iniziò una prassi poi imitata da altri teatri italiani: la partecipazione di grandi artisti alla creazione di elementi scenografici».
Il bozzetto ha viaggiato molto e se la Casa d'Aste Pandolfini non fa trapelare alcun sospiro al riguardo, sul retro dell'opera appaiono due etichette di altrettante galleria d'arte (la più recente è milanese) da dove partire per provare a ricostruire l'itinerario che lo ha tenuto così lungamente lontano da casa.
Ovviamente sarete immediatamente informati non appena scoprirò qualcosa di rilevante.
La visione del bozzetto di questa mattina, non resterà privilegio per giornalisti e pochi fortunati perché sarà esposto al pubblico in occasione della riapertura autunnale del Teatro quando, prima della vera e propria Stagione, con l'omaggio a Giacomo Puccini, si avvierà l’esperimento “popolare” intitolato RecondiArmonia: dall’11 al 26 ottobre quando, in due settimane, si alterneranno tutte le sere le tre opere: Tosca, Boheme e Cavalleria Rusticana con una previsione di trentamila presenze.
Per gli appassionati del genere, concludo solleticando loro l'idea che con il Nuovo Teatro ci sarà anche il museo per ospitare, a rotazione, tutti i tesori dell'archivo di cui abbiamo avuto un'anticpipazione con la mostra allestita a Palazzo Pitti lo scorso anno.