Identità in transito

di Elisabetta Venturi // pubblicato il 23 Giugno, 2008

Per chi ama la pittura e desidera apprezzare l’opera di una mano davvero capace, prendete nota che Pedro Cano è tornato ad esporre a nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio con “Identità in transito”.

Noto ai fiorentini per una mostra del 2005 dedicata alle "Città invisibili" di Calvino e per aver realizzato l'anno successivo l'immagine del simbolo del 40° anniversario dell'Alluvione, se ancora non avete apprezzato la sua grandezza, preparatevi a restare attratti dalla forza di un allestimento nato in sette anni di lavoro dalle immagini dei primi sbarchi dei clandestini sulle coste italiane dove il forte contenuto sociale e poetico di questo nuovo lavoro del maestro spagnolo si propone con una serie di persone senza volto.

Antonio Natali, nell’introduzione al catalogo, scrive: “Uomini di spalle. Sempre in cammino verso abitazioni vuote o lande spopolate: questi gli attori muti delle storie di Pedro Cano. Effigi che – a suo dire – sono quelle di gente che viene di lontano e che nel tragitto verso aliene terre promesse ha perso l’identità: tutti senza volto. Di più: con un volto che nessuno ha interesse a conoscere. Meglio ignorare le vicende di un’umanità che, col solo esistere, rinfaccia a noi la propria sofferenza”.

Il Direttore della Galleria degli Uffizi, all’inaugurazione, ha fatto anche notare: "Il presupposto ideologico che sta dietro a queste tele è l'indifferenza che mostriamo nei confronti di chi arriva e di chi transita. Il non vedere il volto delle persone è lo specchio del lavarsi la coscienza e il senso di colpa. Conosco Pedro ed è uno spirito nomade e credo che queste figure siano un po' la rappresentazione di se stesso. Uomini in transito verso luoghi dove sono diretti, persone invisibili perché tutti noi siamo sconosciuti e allo stesso tempo uguali se visti da dietro” concludendo con un'anticipazione “Ospiteremo ancora Pedro Cano qui a Firenze poiché a luglio un suo autoritratto sarà inserito nella galleria degli autoritratti nel corridoio Vasariano".

Il Maestro ci spiega: "Il viaggio e la pittura sono i due elementi cruciali della mia vita che mi hanno fatto arrivare dove sono. Nella realizzazione delle opere sono stato ispirato dall'immagine di una nave attraccata nel porto di Bari negli anni 90 con a bordo centinaia e centinaia di cittadini albanesi, che avevano rischiato la vita per giorni in Balia dell'Adriatico. I telegiornali e la stampa ci bombardarono in quel periodo con le drammatiche immagini della vita del campo di raccolta barese e ci riferivano che di notte molti albanesi scappavano da quell'inferno dirigendosi verso Nord. Io misi da parte diverse fotografie pubblicate da quotidiani e periodici e quei ritagli mi servirono per elaborare sette disegni in bianco e nero e da qui è partita l'ispirazione per il mio lavoro che poi grazie alla Galleria degli Uffizi, all'associazione Kromata, al gruppo Orenes abbiamo potuto presentare qui in Palazzo Vecchio."



Fino al 2 agosto 2008. Ingresso gratuito.


Immagini coperte da copyright Identità in transito © Pedro Cano
gentilmente concesseci a esclusiva integrazione del presente articolo.

 

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