I miei giardini

di Roberto Mariotti // pubblicato il 28 Maggio, 2008

“E’ incredibile quanto sia fragile e passivo il mondo dei giardini. La natura domata, scelta, coltivata e trasmessa può vivere soltanto se alimentata da molta cura e da molto affetto… si ha un bel parlare di civiltà, di storia di anima: di fronte alla non memoria diventano tutte parole vuote e inutili”.

Alcuni giorni fa leggevo su una rivista uno dei tanti articoli di questo periodo sull'allarme ambientale in cui si spiegava che per risolvere i gravi problemi che affliggono il nostro pianeta sarebbe importante che ciascuno do noi coltivasse un pezzo di terra al fine di riequilibrare l'ecosistema. Leggendo il pezzo ho pensato che una simile occupazione servirebbe probabilmente anche a creare un equilibrio più stabile e una maggiore armonia tra gli esseri umani. Il giardino infatti, impone e fa apprezzare virtù come la tenacia, la diligenza, la caparbietà. Il rapporto con la terra e le piante è fatto di ostinazione, di prove, di interventi che misurano la tenzone fra l’intelligenza del giardiniere e la stizzosa resistenza, la finta cedevolezza, di una flora che l’immaginazione, incautamente, dipinge come gentile.

E' auspicabile quindi che le nuove generazioni riscoprano davvero l'importanza di un contatto diretto con la “terra”.
E il volume appena pubblicato da Electa (Mondadori) dal titolo “I miei giardini” di Paolo Pejrone offre sicuramente un'ottima occasione per avvicinarsi a questo mondo.

Paolo Pejrone è uno degli architetti di giardini più noti e talentuosi d’Italia, e in questo libro, arricchito da ben 170 illustrazioni a colori, racconta come affrontare il lavoro del garden designer, traendo sempre spunto dal genius loci e rispettando la flora naturale che caratterizza ogni luogo. Tutto ciò attraverso una selezione di 13 giardini - situati tra Piemonte, Toscana, Riviera, Lazio e Corsica – in cui i testi e le didascalie illustrano puntualmente, e con molti spunti pratici, il rapporto tra spazi coltivati e vegetazione spontanea, le scelte di fiori e piante, le caratteristiche climatiche e le necessità idriche.

Passando in rassegna 12 giardini, la prima parte del libro è un inno alla personalità mediterranea dei luoghi descritti: giardini semplici e raffinatissimi, fatti di piante robuste e non bisognose di cure. Atmosfere e sensazioni che sanno di sole, di mare, di essenze profumate, di pino, di alloro, di rosmarino e orti ricchi di colori, profumi, odori, sapori, e di gioia di vivere.

La seconda parte del volume è interamente dedicata al giardino segreto di Pejrone, il Bramafam, lontano e discreto rifugio di Revello, nel Saluzzese. E’ certamente un giardino felice “quello a cui si arriva per la via più semplice e razionale, con fatica e lavoro, sicuramente, ma senza troppo 'rumore'. Il giardino troppo elaborato, troppo ricercato, troppo ripulito, diventa un incubo”. L'autore, inoltre, all’interno di una selezione delle più belle immagini del suo giardino, scrive pillole di esperienza di un giardiniere felice, suggerendo regole e comportamenti per non mortificare le piante e gli altri esseri viventi.

 

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