I luoghi di Giovanni Fattori
di // pubblicato il 05 Ottobre, 2008
' “Cominciai a fare senza nulla sapere”scrisse di sé Giovanni Fattori con commovente franchezza, ripensando al suo ingresso di sprovveduto ventunenne nel mondo dell’arte: ma era ed è la sorte di tutti, artisti e non, di cominciare “senza nulla sapere” e d’esser guidati dai docenti d’ogni ordine e grado nel percorso della conoscenza e della costruzione dell’identità individuale'. Con queste parole, Cristina Acidini, Soprintendente per il Patrimonio Storico e Artistico, sintetizza perfettamente il valore umano e didattico che si sprigiona da una scuola, da un'università, da un insegnamento in generale ed in particolare, il riferimento è scontato, dall'Accademia di Belle Arti di Firenze.Il progetto “Firenze per Fattori” per la celebrazione del centenario della morte dell’artista, ideato dallo storico d’arte Carlo Sisi, prosegue con la mostra “I luoghi di Giovanni Fattori nell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Passato e Presente”, promossa e prodotta dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, curata da Giuliana Videtta e Anna Gallo Martucci, allestita da Luigi Cupellini, catalogo edito da Mauro Pagliai Editore, e visitabile fino al 23 novembre 2008.
La mostra è allestita in quella stessa Accademia che ha visto Giovanni Fattori solcarne i corridoi per oltre 60 anni (dal 1847 al 1908), prima come studente e poi come docente amatissimo dai suoi alunni ed alunne, le quali furono ammesse a frequentarla soltanto nel 1886. L’Accademia di Belle Arti di Firenze vanta un’illustrissima storia secolare che si può far risalire intorno al 1340, quando nacque, come associazione di artisti, la Compagnia di San Luca; successivamente fu trasformata da Giorgio Vasari, patrocinato da Cosimo I de’ Medici, in Accademia del Disegno, iniziando ad avere anche una funzione di insegnamento, ma come scuola pubblica, prima nel suo genere, non solo in Italia ma in tutta Europa, nacque grazie a Pietro Leopoldo nel 1784.

Tantissimi i nomi illustri che nel tempo ne hanno varcato la soglia, come studenti, o come docenti; solo per citarne alcuni: Ottone Rosai, Carlo Carrà, Pietro Annigoni, Libero Andreotti, e ancora prima: Telemaco Signorini, Rafaello Sernesi, Odoardo Borrani, Ruggero Panerai, e tanti altri.
Luogo rappresentativo dell’arte per eccellenza, l’Accademia, grazie alla mostra, apre per la prima volta al pubblico le porte delle sue stanze. Idealmente è strutturata per ricreare fedelmente l’unità esistente all’epoca di Fattori fra Accademia delle Arti e del Disegno, Accademia di Belle Arti e Galleria dell’Accademia, che, divise in tre istituti diversi, si trovano nell’ex Spedale di San Matteo, fra Piazza San Marco e Via Ricasoli.
Occasione unica questa per visitarne gli interni, la loggia, il giardino, il chiostro, per affacciarsi sulla Biblioteca, custode di un patrimonio letterario antichissimo, ammirare la secentesca cappellina di Giovanni da San Giovanni, per giungere, alla fine del percorso, all’Aula Ghiberti, dove si può vedere il calco settecentesco della famosa Porta del Paradiso, sempre così vicini, quasi da sentirne la presenza, a quella meravigliosa opera che altro non è se non il David di Michelangelo nella confinante Galleria dell’Accademia.

Le opere esposte sono circa 130 tra quadri, sculture, fotografie, disegni ed acqueforti, suddivise in otto sezioni, che riassumono la vita artistica di Fattori, spaziando dai temi storici, a quelli militari, alla sua amata Maremma.
Non solo l’opera del maestro, ma anche quella di contemporanei come Borrani, Sernesi, Signorini, degli allievi e delle allieve, come Adele Galeotti ed Enedina Pinti.
E’ stato anche ricostruito lo studio dell’artista dove è possibile ammirare gli studi per i disegni corretti dalla penna di Fattori, così come il registro delle presenze degli alunni, che lascia immaginare un giovanissimo Fattori tra i banchi dell’Accademia.

Per finire, ma solo il nostro viaggio all’interno della mostra, la quale racchiude tanto altro, una sezione è dedicata ai lavori che gli alunni di oggi hanno voluto dedicare al loro antico maestro.
L’Accademia, infatti non vive solo del suo passato, ma è ancora e sempre fucina di arti e creatività, con un corpo docente importante (circa 150), con 1400 iscritti, (anno accademico 2007/2008) di cui 1000 solo le donne (sono lontani i tempi a cui era loro proibito l’ingresso!), ed il 38% è formato da alunni di tutte le parti del mondo, con 5 indirizzi formativi (pittura, scultura, decorazione, scenografia e grafica d’arte).
Non sono un’amante delle statistiche e dei numeri, ma in questo caso mi è sembrato doveroso riportarli, perché non sembri che Firenze si culli soltanto nel suo glorioso passato di città d’arte e di letteratura.
Catalogo
Mauro Pagliai Editore