I luoghi del contemporaneo
di // pubblicato il 13 Maggio, 2008
Ho accolto con grande piacere la proposta di parlare della nascita della nuova collana “Luoghi del Contemporaneo” di Mondadori Arte, curata da Elena Del Drago, giornalista e storica dell’arte contemporanea, che sarà edita in italiano e in inglese.
Oggetto di questa collana sono gli spazi che accolgono le opere d'arte contemporanea e moderna nel mondo, esaminati – e qui sta l'originalità del progetto – attraverso il doppio registro del contenitore (funzione museale e struttura architettonica) e del contenuto (collezioni e mostre): centri per la cultura che nel corso del Novecento hanno rappresentato diversi modi di affrontare la sfida presentata dall’arte, fino a trasformarsi oggi in veri e propri “templi” del contemporaneo, al centro di trasformazione veloci e di un’attenzione senza precedenti.
I primi due volumi della collana sono dedicati, come era facilmente prevedibile, al Centre George Pompidou di Parigi e alla Tate Modern di Londra, i due spazi espositivi di arte contemporanea oggi più famosi e più visitati del Vecchio Continente.
La complessa macchina museale deI Centre George Pompidou, sorta in Rue Beaubourg 19 a Parigi ed inaugurata il 31 gennaio 1977, costituisce ancora oggi un esempio unico di utopia culturale realizzata: aperto a ogni forma di creazione artistica, questo centro ha rappresentato la trasformazione dell’idea statica di museo come luogo della conservazione di un patrimonio passato, nella fabbrica della cultura del presente e in continua evoluzione e punto di aggregazione e scambio. L'edificio infatti, al suo interno ospita oltre al Museo, una grande biblioteca pubblica molto frequentata dagli studenti, un centro per la musica e uno per il design industriale.
Progettato nel luglio del 1971 da Renzo Piano e Richard Rogers – due architetti a quell'epoca semi-sconosciuti – il Centro, grazie alle sua particolarissima struttura, rappresenta un simbolo dell'architettura della seconda metà del XX secolo tanto che il New York Times anche di recente ha ribadito che il design dell'edificio “ha rovesciato l'architettura mondiale”.
Il volume è dedicato all’analisi approfondita del Centre Pompidou, al suo ruolo innovativo nella storia museale francese e mondiale, alla sua architettura di rottura nel tessuto urbanistico della vecchia Parigi - a suo tempo oggetto di critiche feroci - alle sue eccezionali collezioni d’arte che dagli albori del Novecento giungono alle ultime tendenze del contemporaneo.
I testi di Elena Del Drago, suddivisi in tre sezioni – La storia, L’edificio, Le collezioni – sono illustrati con le inedite fotografie di Marco Covi, che consentono al lettore di osservare il Centre Pompidou da tutte le angolazioni, interne ed esterne, seguendo prospettive inusuali.
La Tate Modern di Londra, invece, pur essendo stata inaugurata appena otto anni fa, ha conosciuto immediatamente un impressionante e invidiabile successo di pubblico, accogliendo ogni anno quasi cinque milioni di visitatori.
Ricavata dallo studio svizzero Herzog & de Meuron dentro la struttura esistente di una centrale elettrica sulle rive del Tamigi, con la sua mole imponente e la svettante ciminiera, la Tate Modern è oggi un’icona del paesaggio londinese.
Al suo interno, la grande Turnine Hall, centro nevralgico dell’edificio, è un luogo di incontro per il pubblico attratto dalle spettacolari installazioni temporanee: un grande vuoto che ogni volta si riempie e fa diventare la struttura parte stessa dell'installazione.
Un’attenta e innovativa gestione museale, supportata da un forte strategia di comunicazione, fa della Tate Modern un museo dinamico e aperto all’attuale dimensione multiculturale.
Maria Alicata, storica dell'arte e coordinatrice dei progetti di arte contemporanea della Fondazione Adriano Olivetti, ha compiuto in questo libro un'interessante analisi del “fenomeno Tate”, mettendo in relazione l’edificio, la sua funzione e le collezioni di cui evidenzia le eccellenze.
Le foto di Marco Covi mostrano inoltre il museo e la sua collocazione nel contesto urbano con numerosi dettagli e scorci inediti.