I corpi immaginari di Margherita Serra

di Amici in Visita - pubblicato il 04 Maggio, 2008 in Mostre

Di Daniela Vannini

La femminilità si veste di marmo. A sfilare in passerella non sono, infatti, abiti di chiffon e taftà, bensì sinuosi corsetti in marmo arricchiti da intrecci di fili e ricami.
Sono vere e proprie corazze ricche di suggestioni erotiche quelle esposte nella Sala Altoviti del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma, con la collaborazione della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano, dove è in corso la personale “Margherita Serra. Corpi segreti” che proseguirà fino al 1 giugno 2008.

Queste armature intime tracciano idealmente, attraverso la storia di questo indumento, il processo di liberazione femminile: richiamando a un passato di costrizioni, quando a partire dal Seicento il corsetto veniva indossato dalla donna per comprimere e nascondere, ma al contempo rivendicando un realismo quotidiano fatto di gesti seduttivi diventati dopo gli anni ’50 del Novecento simbolo di libertà.

Usciti dalla fantasia e dalla creatività di Margherita Serra, plasmati e in parte liberati dalla durezza del materiale utilizzato, questi oggetti sembrano animare danzatrici immaginarie che in punta di piedi si muovono nelle sale espositive e dialogano con i dipinti cinquecenteschi di Giorgio Vasari.

Scultrice bresciana di fama nazionale e internazionale, architetto, classe 1943, Margherita Serra gioca con punta e scalpello, masse plastiche e strutture geometriche, forme ed emblemi in una continua ricerca di un femminino assoluto che travalica il limite estetico nel tentativo di recuperare la parte più profonda e misteriosa nell’io femminile.

Ed è proprio nel marmo che l’artista ha trovato, dopo anni di sperimentazioni tra disegni e sculture in bronzo, legno, ferro, alluminio, creta e vetro, il veicolo ideale per le sue creazioni.
Prende la materia grezza, elimina il superfluo e modella la sagoma piegandola fino a trasformarla in “biancheria intima”. I suoi corsetti sono sostegni monumentali e leggiadri al tempo stesso, austeri e delicati che inevitabilmente rimandano alla solidità della materia di cui sono fatti, ma anche e soprattutto a un immaginario femminile.

Al tema dei corsetti, è dedicata, appunto, la mostra romana, curata da Luciano Caramel, che presenta una parure di sensuali corsetti diversi per lavorazione, materiale e dimensione. Si va dal candore del “Corsetto a pois” (2007) in marmo bianco di Carrara che unisce la semplicità della forma lineare a una raffinata decorazione, al sontuoso “Corsetto per Isabella Morra” (2001) in marmo rosa del Portogallo.

Originale e intrigante l’allestimento scelto per sostenere questi oggetti che consiste in una serie di improbabili sottogonne di metallo imbullonato sulle quali ogni singolo pezzo è adagiato, così da creare una galleria di fantasmagoriche mannequin.

Questo nuovo filone di ricerca – del corsetto - era già apparso nel 1997 in forma di indumenti sciolti che ricordano più dei corpetti o delle bluse, scevri, però, da funzioni costrittive, ma già improntate a un realismo quotidiano, e poi esposti nell’antologica del 2000 alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate Femminilità. I corsetti eseguiti dall’artista negli anni successivi e presentate nelle due mostre di Milano (2003) e Bologna (2004) mostrano il superamento di “un fluente organicismo surrealisteggiante”, come ama definirlo Luciano Caramel, in favore di manufatti dall’architettura più strutturata, realizzati dal 2001 al 2008, che l’odierna esposizione a Roma garbatamente riunisce. Per l’occasione la scultrice ha creato una maiolica policroma per rendere omaggio alla “Cleopatra” di Carlo Maratta, opera presente nel Museo.

I corsetti di Margherita Serra fedeli al principio di rigore e simmetria, sono depositari di fantasie, sogni e desideri evocati da ricami, fiocchi, nastri, inserti, solchi e zigrinature che adornano le sculture. Pensiamo allo splendido “Corsetto con inserimenti in acciaio”(2003) frutto di continue sperimentazioni dell’artista, o il più lineare “Corsetto con tagli verticali”, e ancora nel sinuoso “Piccolo corsetto con ricami” e nei meravigliosi “Corsetto con fiocco” e “Corsetto con cuori” realizzati in cristallo di Murano fino al recentissimo “Corsetto con nastro centrale” (2008) in marmo rosa.
Corpi ideali solo preannunciati, suggeriti si alternano sulla scena rievocando antichi e nuovi riti della più segreta intimità.

Durante la mostra viene proiettato un video che permette al visitatore di apprezzare le opere della scultrice commentate dai critici. Inoltre, per chi è interessato a scoprire molto di più su Margherita Serra può farlo consultando il catalogo bilingue, in italiano e inglese, che contiene un testo critico introduttivo di Luciano Caramel, Claudio Strinati e maria Selene Sconci, insieme a testi antologici, tra cui quelli di Gillo Dorfles e Martina Corgnati, realizzato da Biblioteca Cominiana Editore.

Al percorso espositivo si affianca un’attività didattica per alunni delle scuole primarie e secondarie che porterà i ragazzi alla scoperta della mostra e del museo con visite guidate ma saranno anche a disposizione di bambini e ragazzi laboratori e “art workshop” dove potranno liberare la propria creatività artistica.

Per informazioni Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, Roma. 
Visite guidate e prenotazione laboratorio
Prof. Elena Pellino (orario 17-19)
Prenotazione “art workshop” 

Daniela Vannini

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