I Macchiaioli e la Fotografia

di Elena Pratesi // pubblicato il 11 Dicembre, 2008

La mostra allestita attualmente all’interno Museo Nazionale Alinari della Fotografia di Firenze compone un altro tassello del grande ed importante percorso espositivo iniziato nel febbraio di questo anno con il quale si cerca di dare nuova rilevanza e celebrare l’arte di Giovanni Fattori nel centenario della sua morte: ricordare la figura del più noto dei Macchiaioli, una vicenda artistica troppo spesso scontata.
Una sfida non facile questa volta per il Museo Alinari, organizzare un’esposizione che è stata paragonata ad un vero e proprio viaggio che ci conduce alle origini del rapporto tra artista e macchia, tra antico pennello e nuovo strumento di rappresentazione della realtà, il sottile filo che collega pittura e fotografia: una sintonia e d un rapporto stretto che nasce già nell’Ottocento tra la più “antica” tecnica della pittura ed il nuovo mezzo tecnico ed espressivo della fotografia.

Ideata dallo storico dell’arte Carlo Sisi e curata da Monica Maffioli con Silvio Balloni e Nadia Marchioni, la mostra nasce tra la collaborazione tra l’Ente Cassa di Risparmio, Fondazione Alinari e la Biblioteca Marucelliana di Firenze, con l’allestimento grafico di Stefano Rovai; a conclusione di un lungo anno caratterizzato da importanti eventi che hanno sottolineato diversi aspetti della pittura di Fattorie dei Macchiaioli, questa iniziativa corona in modo appropriato il percorso.
Come è stato sottolineato durante la conferenza stampa di presentazione della mostra, il luogo stesso in cui è stato deciso di allestire l’esposizione ha una notevole rilevanza: la fase di grande sviluppo dinamico e di continuo progresso dei lavori di ristrutturazione di Piazza Santa Maria Novella attribuisce al Museo Alinari un ritrovato interesse.
Finalmente si inizia a veder il nuovo volto della piazza da tempo oppressa dalle tante impalcature, alla chiesa è stata riconsegnata dopo il restauro della facciata una nuova luce, e non meno importanti sono stati i contributi dei privati che a loro volta si sono impegnati a risistemare i propri immobili contribuendo così a migliorare l’immagine complessiva di uno dei luoghi più belli della città.
Questa è solo la cornice che racchiude il Museo Alinari, che come ho già detto speriamo possa giovare della innovazione e delle migliorie apportate alla piazza, l’ambientazione perfetta per questa suggestiva esposizione.

Sono circa 200 le opere esposte tra fotografie, si tratta di una selezione particolarmente significativa che comprende fotografie (numerosi gli inediti), dipinti (di Fattori, Signorini, Boldini, Banti. Gioli, Cabianca) e raffronti iconografici.
Un percorso che in cui le immagini sono disposte secondo un racconto in cinque capitoli: 1) Roma e la formazione di un codice visivo comune: i modelli fotografici per gli artisti; 2) Firenze e la cultura visiva dei Macchiaioli: modelli, luoghi e personaggi; 3) Banti, Cabianca, Signorini e la fotografia; 4) Un fotografo per i Macchiaioli; 5) La Marsiliana, luogo d'incontro tra pittura e fotografia.
Non sorprendono le connessioni fra pittura e fotografia, due diversi modi di riprodurre la realtà: la fotografia fa propri i canoni estetici e le regole della pittura contribuendo così a trasformare le prospettive e le ricerche artistiche, in particolare dei Macchiaioli, non pochi utilizzarono le fotografie come strumenti di lavoro, alcuni vollero essere essi stessi fotografi.
Un continuo dialogo, un crescente scambio di idee tra i due mondi, l’elemento della luce e la possibilità di giocare con essa sfruttando ogni sua caratterizzazione dell’immagine, tutto ciò nel contesto di un dialogo tra pittura e fotografia che in Toscana animò, appunto, la cultura artistica della Macchia, così come in Francia alimentò la straordinaria stagione degli Impressionisti.
"La capacità dell'obiettivo di captare i chiaroscuri", spiega del resto Maffioli, "consente all'artista di isolare gli elementi portanti dell'immagine e di mettere in evidenza le qualità dei volumi. La fotografia ha infatti dalla sua uno strumento linguistico formidabile: non deve, come la pittura, separare gli oggetti con linee di contorno, giacché procede per giustapposizioni di macchie di colore e di contrasti luci/ombre".

La Biblioteca Marucelliana, tra le principale promotrici di questo evento, ha fornito per l’esposizione opere che provengono da un fondo che fino ad oggi non era mai stato offerto a nessuno, un patrimonio culturale proveniente dal Fondo Vitali che completa ed integra la mostra I Macchiaioli e la fotografia con documenti significativi che riguardano i rapporti tra i Macchiaioli e la cultura europea, attraverso lettere e manoscritti editi ed inediti che non erano mai stati messi in mostra, oltre che a numerosi documenti fotografici provenienti dall’archivio Signorini e da quello Cecioni.

Di grande contenuto il catalogo abbinato alla mostra nel quale possiamo ritrovare oltre che la raccolta delle immagini e dei quadri esposti al Museo Alinari anche le presentazioni di chi si è occupato ed ha organizzato l’evento;  i documenti e le teorie che hanno condotto i ricercatori a scoprire e fondare la visione del filo conduttore tra pittura e fotografia nell’arte dei Macchiaioli.
Un catalogo che si sfogli e si legge come un vero libro, in cui possiamo ritrovare personaggi, luoghi e modelli visivi, note sul Naturalismo a sostegno di quanto sia vero, vivo e continuo nel tempo il dialogo fra modelli fotografici e grandi artisti come i Macchiaioli.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  • Cristiano Banti, Contadinella sul terrazzo, 1880 ca., 
      Collezioni Eredi Banti
  • Odoardo Borrani, Il richiamo del contingente, 1869,
      Collezione Ente Cassa di Risparmio di Firenze
  • Giovanni Fattori, Marcatura di puledri in Maremma, 1887,
      Collezione privata, Montecatini