I Gonzaga delle nebbie - Storia di una dinastia cadetta nelle terre tra Oglio e Po’
di // pubblicato il 19 Settembre, 2008
I Gonzaga di Mantova sono i principali protagonisti della storia dell'Italia rinascimentale; alla dinastia che abitava le terre tra i due fiumi a partire dall’anno 1474, è dedicata la preziosa mostra in programma al Palazzo Pubblico di Rivarolo Mantovano, un tempo loro possedimento. 
L’evento è promosso dalla Fondazione Sanguanini, dal Comune e dall’Associazione Pro Loco di Rivarolo Mantovano con il sostegno della Provincia di Mantova.
Le opere in mostra sono oltre 50, esposte in tre diverse sezioni, precedute da una introduzione affidata ad un video documentario girato per l’occasione, e curate da Leandro Ventura e Roggero Rogge affiancati da un comitato scientifico presieduto da Ugo Bazzotti.
Si parte dalla «Sala delle Città» in cui si trovano dipinti, incisioni, mappe e vedute antiche delle città, dominate dalla dinastia dei Gonzaga (Gazzuolo, Bozzolo, Rivarolo, San Martino, Sabbioneta, Commessaggio, Pomponesco, Ostiano e Isola Dovarese).
Nella seconda sezione si ammira invece una maestosa sequela di medaglie, dipinti, sculture e incisioni sui Gonzaga di Rivarolo e Sabbioneta.
L’ultima sezione ospita le effigi dei Gonzaga di Rivarolo, Gazzuolo, Bozzolo e San Martino.

Senza alcun dubbio ci troviamo di fronte alla più importante ed articolata mostra iconografica Gonzaghesca dopo la leggendaria esposizione mantovana del 1937.
Tra le numerose opere concesse per l’occasione da istituzioni italiane, europee e da importanti collezioni private, spiccano il ritratto di Vespasiano, di Anthonis Mor, proveniente dal Museo Civico di Como; il ritratto del Duca di Sabbioneta, attribuito al ritrattista Frans Pourbus il Vecchio e custodito nel Museum of Fine Art di Boston; l’incantevole ritratto di Giulia Gonzaga di Tiziano, appartenente ad un'importante collezione privata; il ritratto di Federico II, sempre di Tiziano, proveniente dalla collezione Koelliker.
Si trovano poi creazioni di Palma il Vecchio, Lorenzo Costa il Giovane, Frans Pourbus il Giovane, Anton van Dyck, Carlo Saraceni e Sebastiano Ricci.

I “ Gonzaga delle nebbie ”, pur appartenendo ad un’ala di «inferiorità» rispetto al ramo mantovano, si sono sempre contraddistinti in gesta eroiche e leggendarie. Il sogno di città ideale che Vespasiano riuscì a realizzare a Sabbioneta né è la maggiore testimonianza.
Non da meno fu l’avventurosa impresa di suo padre Rodomonte, artefice della liberazione di papa Clemente VII durante il Sacco di Roma. Grande fama fu conquistata anche da Giulia Gonzaga, conosciuta come la donna più bella e virtuosa d'Italia, ispiratrice di grandi poeti quali Ludovico Ariosto e Bernardo Tasso e pittori come Sebastiano del Piombo e Tiziano.

Importanti furono le imprese militari condotte da Giulio Cesare e Ferrante da Bozzolo, sposo di Isabella di Novellara, accusata in seguito di stregoneria dal duca Vincenzo II.
Ricordiamo anche Annibale da Bozzolo, detto Frate Francesco, che con la sua astuzia ottenne una delle massime cariche della gerarchia monastica, diventando generale dell'Ordine Francescano.
Questi Uomini e queste gesta rivivono, oggi più che mai, nella grandiosa rassegna di Rivarolo Mantovano. La mostra idealmente continua nel territorio con visite ai luoghi gonzagheschi di Sabbioneta e di altre località che custodiscono le più varie testimonianze dei “Gonzaga delle nebbie”.
Una serie di manifestazioni storiche e culinarie organizzate intorno a Rivarolo Mantovano, riproporranno l’ospitalità che aveva reso celebri i territori ai tempi dei Gonzaga e delle loro corti.
Fino al 30 novembre 2008
Catalogo: Silvana Editoriale
www.igonzagadellenebbie.it
e-mail: bibliotecarivarolo@libero.it
p.s. del 21 settembre
Con entusiasmo, e in pieno spirito associativo, inseriamo questo contributo di Flavia Molinari che lo definisce "alcune notizie 'sfiziose' in più" ribadendo come ogni mostra, oltre agli aspetti culturali e scientifici, possa regalare anche gossip storico!
E’ sicuramente interessante sapere che i Gonzaga, contrariamente agli usi delle altre famiglie nobili del periodo, avevano adottato il sistema longobardo per la trasmissione dei loro beni: il figlio maggiore divideva con gli altri fratelli i possedimenti, ma i fratelli erano uniti a due a due, uno laico e uno religioso, in modo da non essere costretti a fare troppe spartizioni. Se non c’erano discendenti in questo ramo, tutto tornava agli ascendenti.
Naturalmente alcuni Gonzaga, a forza di divisioni, rimangono quasi poveri, vedi quelli di Rivarolo, ma con un cognome tanto prestigioso da potere contrarre matrimoni con famiglie davvero importanti per l’epoca. Ludovico Gonzaga (di Rivarolo 1481-1540), per esempio, sposa una Fieschi di Genova e dal loro matrimonio nascono figli bellissimi, molto intelligenti (benedetti incroci con famiglie estranee!), ma non ricchi.
Sua figlia Giulia (1513 – 1566) viene data in sposa a un vecchio Colonna (famiglia romana potentissima) ammalato e gottoso quando aveva appena 14 anni e rimane vedova a 15 anni. Verrà soprannominata “la virtuosa” perché non si sposerà mai più (i commenti dei lettori sono immaginabili). Riesce a creare intorno a sé un salotto letterario frequentato anche dalle star del momento, quali Tasso e Ariosto, oltre a costruirsi una fama eccezionale, tanto che ogni famiglia nobile doveva avere in casa un suo ritratto. Accusata alla fine di eresia (faceva all’epoca molto comodo fare fuori in questa maniera chi poteva dare problemi) i suoi ritratti, una ventina dei quali erano copie eseguite dallo stesso Tiziano, furono distrutti.
Penso sia interessante ricordare, per le sue vicissitudini, un altro discendente di questo ramo: Vespasiano (1531 – 1591) il quale si trasferì in Spagna come capitano di ventura per arricchirsi e riuscire a avere una famiglia potente e con grandi ricchezze da lasciare all’amato figlio. Tornato a casa decise di ingrandire il Palazzo Ducale di Sabbioneta, facendolo diventare poderoso e splendido, ma, purtroppo, il suo sogno si infrange perché il figlio Luigi (1563) muore quindicenne e lui, pur essendosi risposato con una giovanissima ragazza, non riesce a avere altri discendenti.
Questi sono i racconti che hanno contribuito a farmi vedere la mostra con un interesse più “personale” e che dovrebbero incuriosire spingendo chiunque a raggiungere a Rivarolo Mantovano con una curiosa voglia di saperne di più.