INFIORATE DI SPELLO: quando le antiche tradizioni diventano arte.
di // pubblicato il 31 Maggio, 2008
Quando, il sabato che precede la festa del Corpus Domini, tramonta il sole su Spello, le via della città vengono popolate da artisti esperti in una tecnica alquanto effimera e particolare, ma non per questo meno degna di nota. I vari gruppi, riuniti ognuno attorna alla figura di un maestro infioratore, si mettono a lavoro, nel fazzoletto di asfalto a loro concesso, per eseguire enormi tappeti o quadri realizzati interamente con petali e piante: le Infiorate.

La tradizione di ornare di fiori le processioni religiose ha origini antichissime e, nel tempo, divenne un vero e proprio omaggio riservato alla festa del Corpus Domini, ma mentre inizialmente i petali erano lasciati alla rinfusa sul selciato, dall’inizio del Novecento nella città di Spello cominciarono ad essere organizzati in vere e proprie opere figurative.
Si deve all’opera di una donna che attorno al 1930 disegnò sulla strada una semplice figurazione floreale con ginestre e finocchi, la nascita della tradizione spellana da allora mai interrotta ma, anzi, affinata nel tempo. L’iniziativa della donna ottenne infatti il plauso degli abitanti del paese che, favorevolmente colpiti da tale trovata, decisero di imitarla ed avviare una sorta di sfida per la realizzazione di opere sempre più belle. La festa divenne da allora un’occasione d’incontro e collaborazione tra gli abitanti della città che, oggi più che mai, impiegano molti mesi l’anno alla preparazione di questo evento, dove ormai è andata persa parte della connotazione religiosa, ma dove resta comunque intatto il migliore aspetto che è quello collaborativo.

Negli ultimi quarant’anni la manifestazione è stata organizzata dalla Pro Spello e dall’Associazione “ Le Infiorate di Spello” con il patrocinio della Regione e degli Enti Locali, ed è riuscita e riesce a richiamare ogni anno migliaia di visitatori che, fin dall’inizio dei lavori sul nascere della sera, assiepano le strade della città fino al giorno seguente.
Regole ben precise determinano l’esecuzione delle opere e il processo esecutivo è scandito in una decina di fasi che si protraggono durante tutto l’anno.
Prima di tutto vi è la progettazione, tenendo conto della superficie stradale a disposizione sarà possibile ideare soggetto e colori che saranno abbinati in base ai fiori disponibili. Segue il lavoro di raccolta dei fiori necessari che con pazienza vengono colti da grnadi e piccinini lungo i pendii del Subasio, per i campi e per le piane delle verdi vallate Umbre. Terminata la raccolta si prosegue con la modanatura, ossia la separazione dei petali dal calice e la loro divisione per tipo. Una volta pronti materiale e progetto si passa all’esecuzione del disegno su carta bianca che servirà da traccia per la realizzazione dell’Infiorata vera e propria e, in seguito, alla preparazione di grandi stampi metallici utili per facilitare il lavoro.
Quando poi giunge il giorno tanto atteso, i lavori fervono già dal primo pomeriggio, giovani e adulti si riuniscono e vengono eretti, lungo tutto il percorso cittadinp, tendoni e altri sistemi di copertura che dovranno proteggere le opere da pioggia o vento. A questo punto sul pavimento verrà incollato il cartellone, utile traccia, con colla da parati.
Oramai tutto è pronto per dare inizio alla magica notte che permetterà alla città di Spello di svegliarsi l’indomani colorata e impreziosita o meglio, è proprio il caso di dirlo, fiorita!
Per tutta la notte, fino alle 9 del mattino, in pose scomode e improbabili, giovani, adulti, anziani e bambini collaboreranno per creare tangibilmente l’opera che qualche artista ha progettato con loro.

Il disegno verrà composto solamente con petali e verdure, le specie utillizzate sono numerose e varie: fiordaliso, rosa, garofano, papavero, finocchio, veccia, iris, ginestra, sambuco, margherita, tarassico, cardo, serputello, planzago, viscaria, salvia, linaria, calendula, anemone, cicirilli, magnolia, cipollone, gaggia, fico, quercia, noce, cipresso, pino, orchidea selvatica.
Una volta terminata l’opera si provvederà a conservarla dalle ingiurie delle condizioni atmosferiche, sulle Infiorate verrà irrorata dell’acqua che, impedendo ai fiori di appassire troppo presto ritirandosi, ridurrà il rischio di lasciare scoperte parti di asfalto che rovinerebbero il prezioso lavoro appena svolto.
I soggetti sono principalmente religiosi, si allacciano alla grande tradizione della Pittura Umbra, dal Rinascimento al Settecento, aprendosi talvolta anche alle maggiori testimonianze dell'arte moderna.
Non di rado sono presi a modello grandi artisti del passato. Quest’anno in occasione della grande retosprettiva che la Regione sta dedicando al pittore Pintoricchio a cinquecentocinquant’anni dalla sua nascita, molte opere sono state ispirate alle sue composizioni sacre (come si può vedere nell’immagine).

L’indomani il Vescovo, dopo aver celebrato la messa nella chiesa di San Lorenzo, guiderà il sacro corteo che sfilerà su questi tappeti d’eccezione; in quel momento le Infiorate porteranno a termine il loro compito religioso e si dissolveranno sotto il calpestio della processione.
E a chi, con grande fortuna ha avuto l’occasione di partecipare, seppure da osservatore esterno, a questo evento, rimarranno negli occhi i colori sgargianti delle tante piante utilizzate, e nella mente la gioisa atmosfera di collaborazione che vige tra le tante persone (circa duemila) coinvolte attivamente per la realizzazione di queste eccezionali opere. C’è spazio per tutti nella realizzazione delle Infiorate anche per le Onlus, una delle quali ha messo al lavoro un gruppo di bambini che hanno composto una bellissima Arca di Noè, vincendo quest’anno il premio per la categoria under 14.
Vi lascio alle immagini delle Infiorate vincitrici e vi raccomando di segnarvi già da ora, se possibile, questo appuntamento per il prossimo anno.
Infiorata vincitrice del 47° concorso delle Infiorate di Spello
Gruppo Filippo Petrucci 
Prima classificata categoria Tappeti
Gruppo Giorgio
Prima classificata categoria Under 14
Gruppo Un filo per la vita
(la foto inziale del panorama di Spello é di Sante Castignani)