Girolamo Dai Libri
di - pubblicato il 21 Luglio, 2008 in Mostre
di Gian Luigi Zucchini
Già a sedici anni Girolamo Dai Libri, per la sua abilità pittorica, ricevette l’incarico di dipingere una “Deposizione dalla Croce” per la chiesa di Santa Maria in Organo a Verona, città in cui era nato nel 1472.
La pala, di colorito finissimo ed armonioso, destò la meraviglia di molti, soprattutto vista la giovanissima età dell’artista.
Più tardi, lo stesso Vasari, trattando, nelle “Vite” dei pittori veronesi, (tra cui Liberale da Verona, Frà Giocondo, Francesco Morone, Giovan Battista Caroto, ecc.) elogiò il pittore, soprattutto per la sua opera di miniatore, arte da tempo praticata dal padre Francesco, dallo zio Stefano e da altri famigliari, nel corso di almeno tre generazioni, tanto che, riporta ancora il Vasari, “venendogli da tutte le bande libri da miniare”, la famiglia era appunto chiamata ‘Dai Libri’.

Attivo soprattutto a Verona, fuse la grande e complessa lezione mantegnesca, di cui in un primo tempo subì l’influsso, con spunti veneti, che arricchirono la sua tavolozza soprattutto nel colore squillante, chiaro e luminosissimo, mentre le forme emergevano sempre più con nitidezza di particolari, quasi una calligrafia: le pieghe dei manti, i dettagli dei volti, la dolcezza elegantemente disegnata dei capelli, denotano infatti tutta l’attenzione che egli poneva nell’eseguire, con tratti raffinati e precisi, il lavoro, cosicché la sua opera pittorica rimanda poi a quella di miniatore, in cui egli eccelse, e viceversa.
Abilissimo dunque nel disegno, ed altrettanto abile e sensibile nel distribuire il colore e nel diffonderlo sulla tela o sulla pergamena, fu lungamente lodato ed apprezzato ricevendo commissioni per miniare incunaboli, manoscritti, codici, salterî e antifonarî, di cui un centinaio sono ora esposti nella mostra “Per Girolamo Dai Libri, pittore e miniatore del Rinascimento” (Verona, Museo di Castelvecchio, sala Boggian, fino al 15 febbraio. Catalogo Marsilio), insieme ai dipinti, tra cui l’importante produzione religiosa realizzata tra il 1500 e il 1530.

L’artista, che lavorò a visse a Verona fino alla morte, avvenuta nel 1555, è certamente uno degli artisti, scarsamente noto ma di notevole pregio, che seppe esprimere con raffinatezza un calibrato classicismo, desunto dalla grande lezione del Mantegna ed aperto però al linguaggio del già maturo Rinascimento.
Un artista, quindi, che ci consente di approfondire gli aspetti dell’arte rinascimentale a Verona, e che si colloca come ideale seguito a quanto già era stato presentato nella grande mostra “Andrea Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500”, tenutasi nella città scaligera nel 2006-2007.
Un artista infine che, configurandosi come uno dei miniatori più importanti dell’epoca, ci permette, mediante questa esposizione, di valutare con attenzione la miniatura, considerata spesso a torto un’arte minore, e che invece deve essere valorizzata nei suoi aspetti di finezza espressiva, di precisa e minuziosa esecuzione, di freschezza cromatica, come è appunto questa di Girolamo Dai Libri.
Gian Luigi Zucchini