Giovanni da Milano
di // pubblicato il 09 Giugno, 2008
Prorogata all'8 dicembre 2008
Un Anno ad Arte 2008, terza edizione del programma espositivo coprodotto dalla Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino con Firenze Musei e dall’Ente Cassa di Risparmio, regala non solo ai fiorentini, ma anche ai turisti che per tutta l'estate verranno a Firenze, due spettacolari mostre il cui valore internazionale, per una materia difficile, ma altamente lirica, si connota dall'assoluta novità dei temi di quel Quattordicesimo secolo che la tradizione critica ha inspiegabilmente lasciato in ombra.
Un regalo unico per due allestimenti complementari, uniti anche dalla stessa qualità di opere e di contributi.
Alla Galleria degli Uffizi e alla Galleria dell’Accademia da domani (fino al 2 novembre) la possibilità di approfondire la ricchezza e la varietà di materiali che esercitò l’influenza di Giotto non solo a Firenze, ma anche nell’Italia settentrionale.
Curata da Angelo Tartuferi, L'eredità di Giotto. Arte a Firenze 1340-1375, agli Uffizi, è la realtà di uno straordinario periodo artistico nonostante le persistenti lotte tra guelfi e ghibellini, il crollo delle grandi banche Bardi e Peruzzi, le carestie e le alluvioni precedenti la tremenda peste nera del 1348 che decimò tre quarti della popolazione.
Data l'ampiezza dei temi, di questo vi riferirà domani Daniela.
Adesso, invece, vi racconto dell'allestimento senza precedenti alla Galleria dell’Accademia: "Giovanni da Milano Capolavori del gotico fra Lombardia e Toscana", mostra curata da Daniela Parenti con la collaborazione scientifica di Mina Gregori e un capillare lavoro corale di istituzioni ed esperti, per offrire al grande pubblico la possibilità di scoprire ancora un Grande poco noto al di fuori degli storici dell'arte e gli appassionati.
Giovanni, nativo di Caversaccio, borgo in prossimità di Como, diventa ‘da Milano’ forse in virtù di un’attività non documentata svolta nella capitale della signoria viscontea (città dominata dal clima culturale cosmopolita creato da Azzone Visconti) che chiamò i maggiori artisti ad abbellirla, al culmine di una politica fin lì basata sul potere delle armi.
Dopo esservi collegati al sito ufficiale www.giovannidamilano2008.it, entrate in Accademia spostando l'attenzione dai tesori che costodisce, pensando solo a Giovanni, a quella sua arte senza similitudini per essere riuscito ad armonizzare la lezione realistica giottesca con le varie influenze gotiche di provenienza transalpina.
Suggerisco di seguire attentamente i tre filmati predisposti per facilitare la comprensione.
Solo dopo tutto questo sarete pronti a cogliere i vari aspetti della sua tecnica, anche di miniatore per la cura dei particolari (le mani!!!), i colori, incantarivi di fronte alla ricostruzione di polittici smembrati nei diversi musei del mondo o all'enigmatico tondo in chiave di volta della Cappella Rinuccini in Santa Croce (le indagini dell’Opificio delle Pietre Dure, supportate anche dal "carbonio-14", hanno definitivamente chiarito che si tratta di un Giovanni da Milano e non di un rifacimento settecentesco).
Ricordo come, del restauro del Polittico di Ognissanti, vi abbia immediatamente riferito Eleonora (articolo in Eventi del 19 maggio scorso).

Come fa notare la Soprintendente per il Polo Museale, Cristina Acidini: "Questa nuova tessitura critica dei rapporti artistici tra il di qua e il di là dell’Appennino disegna lo splendido scenario di civiltà tanto bisognose di sacro quanto desiderose di eleganza mondana, capaci di conciliare le cure dell’anima con le dolcezze della vita terrena e di esprimere le une e le altre con il linguaggio trasversale ed eccelso dell’arte, lasciando a noi ampia materia di riflessione".
Cercando sempre di incuriosirvi per poi lasciare intatto il piacere della scoperta, vorrei solo, da fiorentina inammorata d'arte, ringraziare la prof.ssa Mina Gregori, lombarda divenuta fiorentina, a cui la mostra è dedicata (riconosciuta all’unanimità come antesignana degli studi su Giovanni da Milano) per questi suoi straordinari apporti e, nel catalogo, edito da Giunti, troverete un suo lungo saggio, scritto appositamente, denso di novità di estremo interesse e converrete con lei quando sostiene che il Trecento è il secolo delle maggiori innovazioni la cui portata è talmente smisurata da non poter essere accostata a eventi successivi.
Vale forse la pena ribadire la validità di allestimenti di questa caratura la cui realizzazione non è estemporanea, ma permete di attualizzare studi, ricerche e restauri (troppo spesso passa inosservato il fatto di quanti investimenti vengano profusi al mantenimento dei capolavori della nostra storia in un Paese dove si ritiene di non dover insegnare storia dell'arte nelle scuole).

Per favorire le visite, dal 1 luglio al 30 settembre ogni martedì e mercoledì apertura prolungata del museo e della mostra fino alle 22.00.
Inoltre, il giovedì apertura straordinaria della mostra dalle 19.00 alle 22.00 con ingresso gratuito (alle 20.00 avrà luogo una visita guidata in lingua inglese e alle ore 21.00 in lingua italiana cui sarà possibile partecipare sino ad esaurimento dei posti (30 max.).

Didascalie immagini:
- Polittico di Milano-Torino-Londra-Parigi, 1365-1369
Particolare del Cristo apocalittico Tavola,
Londra, The National Gallery
- Libro d’ore di Bianca di Savoia Lombardia, c.1375-1380
Codice membr Monaco di Baviera,
Bayerische Staatsbibliothek, Clm 23215
- Polittico di Milano-Torino-Londra-Parigi, 1365-1369
Resurrezione di Cristo Tavola , collezione privata
- Polittico di Milano-Torino-Londra-Parigi, 1365-1369
Incredulità di san Tommaso Tavola , collezione privata