Giovanni Fattori tra Epopea e Vero
di - pubblicato il 24 Aprile, 2008 in Mostre
Erica Fattori sta valutando se gli impegni di lavoro le lasceranno il tempo per poter entrare attivamente nella Nostra squadra, augurandoci che sciolga presto la riserva, ascoltiamola nel racconto del.. suo omonimo!
Livorno città natale di Giovanni Fattori, a cento anni dalla sua scomparsa, ha voluto ricordarlo con una “grande mostra” realizzata in coproduzione tra il Comune di Livorno e la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, intitolata “Giovanni Fattori tra epopea e vero” .
Il Prof. Andrea Baboni, curatore dell’evento, è riuscito a far convergere su Livorno non solo un numero veramente impressionante di opere ma anche quadri che, pur essendo molto noti agli studiosi, non venivano concessi per esposizioni pubbliche da moltissimo tempo.
La mostra raccoglie ben 290 opere di Fattori e altrettanti documenti (foto d’epoca, taccuini di schizzi, oggetti che ispirarono alcuni dei suoi quadri più famosi …), il tutto suddiviso in 20 sezioni, che comprendono i principali cicli tematici e stilistici dell’autore: dagli inizi accademici, anteriori al 1860, alle vaste tele militari interpretate con spirito antieroico (1865-1867), alle sintetiche, liriche tavolette degli anni 1860-1875 sino ad arrivare a ritratti ed ai grandi quadri di butteri. Ciascuna sezione è introdotta da una presentazione curata da Andrea e Francesca Baboni.
Il percorso espositivo si sviluppa partendo dai Granai di Villa Mimbelli (prestigiosa residenza privata ottocentesca divenuta sede museale nel 1994) fino ad arrivare, attraversando un bellissimo giardino storico, ad alcuni saloni della stessa Villa-museo dove troviamo le cosiddette “Grandi Tele” come “L’epopea risorgimentale”, “Il soggiorno alla Marsiliana”, “Lo studio dei butteri”. Questo evento come molti altri in precedenza ha reso giustizia ad un maestro che morì povero nel 1908, in polemica con il Ministero della Pubblica Istruzione che stentava a pagargli i grandi quadri di battaglie, che spesso non erano i suoi migliori.
Sostanziale nella sua vita personale ed artistica è stato il luogo di origine, Livorno considerata da molti la città più libera della Toscana ottocentesca in quanto introduttrice degli illuministi, passionista repubblicana città dove il quarantotto significò qualcosa, turbamento, lacerazione di vecchi schemi, quasi insurrezione popolare.

L’esposizione intende far conoscere la grande complessità delle tematiche di Giovanni Fattori (dai ritratti, alle figure, ai paesaggi, alle scene nel paesaggio) nella totalità delle esperienze tecniche, nella suggestione di riprese, di rimandi e ritorni tematici, e nei passaggi da una tecnica all’altra eccezionali per l’epoca ed indispensabili per coglierne tutta la grandezza.
Fattori, maestro della “Macchia”, nell’arco della sua carriera artistica ha attraversato svariate fasi passando da un disegno perlopiù classicheggiante come lo possiamo notare nel quadro “Maria Stuarda al campo Crookstone” ad un disegno che ritrae fedelmente la realtà come nell’opera “L’Onda” in cui il maestro con poche pennellate riesce a trasmettere un’energia impressionante in colui che guarda le sue opere.

Il segno, il colore, la plasticità delle figure sono dunque i riferimenti emblematici dell’arte di questo artista di assoluto rilievo nel panorama culturale europeo del XIX°secolo, che per molto tempo è rimasta sconusciuta agli stessi italiani.
Posso dire che i quadri di Fattori nella sua semplicità sprigionano un’energia, hanno un’anima e ripecchiano a pieno il pensiero dello stesso mestro nel momento in cui afferma nei suoi scritti autobiografici “Ho amato l’arte, e la amo ardentemente tutt’ora [...] Credo fermamente che l’arte non abbia bisogno di pedanterie, ma di mezzi molto semplici in tutte le materie che devono sevire per riprodurre, sia sulle tele, tavole ecc ... – tavolozza semplice, pochi colori: inutili i tanti che fanno il lusso dei dilettanti”.

Concludo con questo inno alla semplicità che rimane da sottofondo a tutta l’esposizione e vi invito ad andare a vederla poichè non ci sono abbastanza parole per poterla descrivere nella sua complessità bellezza e significatività.
Fino al 6 luglio 2008 Fondazione Fattori, Granai di Villa Mimbelli
Catalogo Silvana Editoriale
Didascalie immagini in ordine di pubblicazione:
- Villa Mimbelli, Livorno
- Ritratto della terza moglie (Ritratto di Fanny Martinelli) Olio su tela, cm. 88,5 x 65
- Il carro rosso (Buoi al carro) (1885 circa) olio su tela, cm. 117 x 200
- L’onda (1875 circa) Olio su tavola, cm. 11,5 x 23
- Uomo che legge 1875 Olio su tavola, cm. 10,5 x 15,5