Gilbert & George: la grande mostra.
di - pubblicato il 24 Ottobre, 2007 in Mostre
Nella straordinaria cornice del Castello di Rivoli, fino al 13 gennaio 2008, è è ospitata la più ampia retrospettiva dedicata all’opera di Gilbert & George.
La rassegna, progettata dagli stessi artisti e curata da Jan Debbaut, già direttore delle Collezioni della Tate e Ben Borthwick, assistente curatore alla Tate, attraverso centocinquanta opere, dagli anni Settanta ad oggi, oltre al selezionatissimo materiale d’archivio degli esordi provenienti dalla collezione privata dei due artisti, conuce in un percorso decisamente avvincente e stimolante.
Gilbert è nato a San Martino di Bolzano nel 1943, George nel 1944 nel Devon in in Inghilterra, iniziano a lavorare insieme nel 1967, quando erano ancora studenti, alla St. Martin’s School of Art di Londra.
Il loro binomio è famoso nel mondo per aver sostanzialmente rivoluzionato il concetto di scultura perchè ne habbo tratto le basi per un processo creativo in cui il tema focale è l’intera esperienza della vita quotidiana giungendo alla presentazione di se stessi e dei propri corpi come “sculture viventi”.
Riferendosi a contesti urbani, agli inizi della loro carriera hanno realizzato numerose opere ambientate in paesaggi rurali, prendendo spunto dalla campagna vicino a Colchester considerando tali opere non come disegni, ma “sculture-carboncino su carta” le cui grandi dimensioni rimandano alla monumentalità della scultura, mentre l’aspetto vissuto della carta, scolorita artificialmente, suggerisce l’aura di un documento antico. Vengono abbandonate dopo dopo pochi anni ritenendo che il pubblico prestasse troppa attenzione al mezzo espressivo. “Non ascoltavano assolutamente il nostro messaggio. Guardavano solo la superficie e la tecnica”. “Abbiamo smesso di fare ‘sculture- carboncino su carta’ perché alla gente piacevano troppo”.
Già dagli inizi degli anni Settanta Gilbert & George creano immagini in gruppi di fotografie in bianco e nero, seguite poi da quelle a colori dove l’alcool è uno dei principali temi della loro produzione giovanile e numerose opere e film trattano questo tema o includono dettagli di etichette di gin e insegne di pub. Il rituale delle bevute, come le canzoni popolari e le immagini della campagna, sono tutti elementi che sembrano incarnare lo spirito inglese di quegli anni.
Intorno al 1974 gli artisti iniziano a realizzare, con le loro immagini, griglie rettangolari secondo un formato mantenuto sino ad oggi, intervenendo in un primo tempo con il colore rosso. Nel 1975 realizzano Bloody Life (Vita insanguinata) che bene illustra il clima di quel periodo “Abbiamo superato questo pesante periodo distruttivo esplorando noi stessi, il nostro lato oscuro, uscendo e ubriacandoci”. 
A metà degli anni Settanta comprano l’intera casa che servirà sia da studio che da abitazione. L’edificio, dagli interni in legno, versava in pessime condizioni. In esso vengono ambientate diverse opere come Dusty Corners (Angoli polverosi) 1975, Dead Boards (Tavole morte), 1976, dove gli artisti sono raffigurati in desolate stanze vuote, permeate da un senso di solitudine e di claustrofobia. “Volevamo tentare di fare qualcosa assolutamente privo di speranza, deprimente e rovinato”.
Lo stesso senso di solitudine, aggravato da uno stato psichico prossimo alla disperazione, si ritrova in Mental (Mentale), 1976.
Particolari di edifici, costruzioni anonime riflesse in pozzanghere, immagini invernali di rami spogli sottolineano l’isolamento degli artisti, ancora presente, ma non più assoluto rispetto alle prime opere. Nelle opere successive, infatti, iniziano ad apparire anche altri soggetti.
Prima di trovare il coraggio di chiedere ad altri di posare per loro, dalla loro finestra al primo piano Gilbert & George scattano furtivamente immagini di alcuni passanti.
Realizzate nel 1977, in un’epoca di recessione e malessere sociale, The Dirty Words Pictures (Immagini parolacce), raffigurano graffiti e immagini di Londra che per la loro cruda aggressività non sono esenti dagli influssi della cultura alternativa punk di quel periodo.
Gli artisti, accaniti collezionisti di immagini, attraverso gli anni, hanno raccolto migliaia di cartoline, dalle più volgari e erotiche a quelle più tradizionali. Nelle Postcard Scultptures (Sculture cartolina), realizzate fra il 1972 e il 1989, hanno disposto una selezione di queste immagini “trovate”, in composizioni anche di ampie dimensioni. Gli artisti le considerano come bozzetti preparatori: molti temi presenti nelle loro opere successive prendono spunto da questi lavori. Attività didattiche In occasione della rassegna Gilbert & George. La grande mostra, il Dipartimento Educazione organizza una serie di attività rivolte al pubblico e al mondo della scuola con diversi livelli di percorsi guidati alla mostra e laboratori. Per gli insegnanti si terranno inoltre Giornate di Formazione, mentre per i bambini si svolgeranno Week-end’arte e per gli adulti Arte Insieme.