“Ghirri di musica”

di Gian Luigi Zucchini // pubblicato il 03 Dicembre, 2008

Luigi Ghirri è nato a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, nel 1943, ed è morto prematuramente, per improvviso malore, nel 1992. Era uno dei massimi fotografi italiani del dopoguerra, ed ha scattato migliaia di fotografie, di grande effetto, cogliendo la realtà nei suoi frammenti più significativi, nelle sue luci più intime e discrete, nei suoi momenti più segreti. Grande appassionato di musica, soprattutto moderna e contemporanea, incontra un giorno Bob Dylan e, insieme a lui, Lucio Dalla, che, con le sue canzoni, diventerà suo amico in un fecondo intreccio e scambio di esperienze e di lavoro. Con Dalla, compie viaggi frequenti, diventando interprete visivo di luoghi e concerti, di manifestazioni, comunicazioni umane, spettacoli e significativi incontri creativi. Centinaia e centinaia di scatti testimoniano questo sodalizio, che fin’ora non era stato mai documentato ed organizzato in un’organica sequenza.



La galleria de’ Foscherari di Bologna ha cercato di riempire questa lacuna, ed ha organizzato, fino al 30 dicembre, una mostra nelle sue nuove ed accoglienti sale, in pieno centro storico (via Castiglione 2/b), intitolata “Ghirri di musica” e pubblicando anche un catalogo (ed. Gli Ori) in cui sono riprodotte tutte le fotografie esposte, con testi di Lucio Dalla, Luigi Ghirri, Paola Ghirri, Nino Castagnoli.



Già durante la sua carriera Ghirri aveva pubblicato diversi libri di fotografie, in cui si leggeva la sua abilità nel catturare con occhio esperto il particolare più significativo, di cogliere l’angolatura più suggestiva. Già dal 1970, quando iniziò il suo lavoro fotografico, si poteva cogliere nella sua produzione una piacevole originalità, un modo per allora nuovo di affrontare l’immagine, con il richiamo a maestri di grande spessore internazionale, ma anche con una vena di originalità forte, che andrà irrobustendosi via via col tempo, per affermarsi in una linea del tutto soggettiva, ricca di sensibilità particolare, spesso poetica, aperta sempre alla ricerca ed a nuove opportunità esecutive. Le sue fotografie sono quasi sempre interpretazioni di realtà (paesaggi, figure, incontri, scene di vita, ecc.), mai una semplice, sia pure perfetta, riproduzione. Quasi una pittura realizzata con lo strumento ‘macchina fotografica’, dove la parte importante è sì la tecnica e l’abilità nel maneggiare e preparare lo strumento stesso, ma soprattutto l’occhio che sa guardare, che sa cogliere quella particolare luce, quel certo dettaglio, quell’angolatura più suggestiva. Ecco, il lavoro di Ghjirri si svolgeva su questi piani, e si realizzava con la felicità espressiva dell’artista.



Dopo la sua morte, che sgomentò chi lo conosceva per la crudeltà di una fine tanto prematura quanto immeritata, furono realizzate diverse mostre e pubblicati anche alcuni ulteriori libri, per interessamento della moglie, che ne curò e ne cura con amorevole sollecitudine l’immagine e il ricordo. Questi scatti, che ora vengono a riempire un ulteriore tassello della vita di Luigi Ghirri, ci rivelano i momenti di silenzio, di festosità, di sereno incontro con l’amico, espresso nel sodalizio nato dalla creatività e dall’esperienza artistica. Le parole che Lucio Dalla dedica all’amico scomparso velano di malinconia un ricordo di tempi sereni: la nostalgia amara del tempo che passa, e che lentamente dissolve le cose consegnandole alla memoria.

 

Dettagli

Didascalie immagini in ordine di pubblicazione

  • Luigi Ghirri, Isole Tremiti, 1985
  • Luigi Ghirri, New York, 1986 Luigi Ghirri, Sorrento, 1987 da “ I luoghi della musica”
    Cromogenica da negativo 6 x 7