Garibaldi. Il mito. Da Lega a Guttuso
di - pubblicato il 21 Novembre, 2007 in Mostre

Il capoluogo ligure é?la città che per prima?gli diede la cittadinanza (il luogo da?dove partì?per l?America Latina e successivamente salpò con la spedizione dei Mille) e, in?occasione del centenario della nascita, ricostruisce il mito di Giuseppe Garibaldi attraverso cinque mostre in uno?spettacolare complesso di opere, dalla grande pittura storica e di genere dell?Ottocento a quella simbolista di accezione michelangiolesca, dalla scultura all?iconografia di propaganda e attraversando le culture del diciannovesimo e del ventesimo secolo.
A Palazzo Ducale, in un godibile allestimento,?circa centocinquanta opere?per una?completa riflessione dell’uomo che secondo?George Trevelyan ?visse, forse, la vita più romantica che la storia ricordi, in quanto possedeva tutti i simboli nonché l?essenza del romanzo?.
Dalla seconda metà dell’ Ottocento, per molte generazioni di artisti, figura e gesta?di Garibaldi furono soggetti collegati?all’inedito impegno?di raccontare?la contemporaneità (esclusa fino alla prima metà del secolo dagli orizzonti del?genere storico) e dove il Risorgimento fu stimolo all’elaborazione?del nuovo modo di interpretare e rappresentare?il?fenomeno emergente: la partecipazione popolare alla storia.
Da Lega a Guttuso, curata da Fernando Mazzocca e Anna Villari é suddivisa in dodici sezioni, più un epilogo, e parte dalla presenza di Garibaldi a Roma nel biennio?1848-49 con vedute (Ippolito Caffi e di Gerolamo Induno) della città devastata e?gli?eroi che ne furono protagonisti (Ciceruacchio, Mazzini e lo stesso?Garibaldi ritratto a cavallo insieme ai suoi). Roma sarà?officina di sperimentazione formale dove i?“pittori soldati”?elaborano?i modelli di quel nuovo genere:?la pittura risorgimentale destinata a trasferire nel mito la memoria storica.
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A seguito della?caduta della Repubblica romana, é Venezia?la meta di Garibaldi per proseguire?la sua lotta per la libertà d?Italia. La?fuga da Roma, la?morte nelle valli di Comacchio della moglie Anita (evento destinato a restare stabilmente impresso nelle menti durante tutto il secolo)?è dedicata la?seconda sezione della mostra, mentre la terza documenta, appunto, la?Rivoluzione veneziana che suscitò grande partecipazione di patrioti provenienti da ogni parte d?Italia e l?adesione nell?opinione pubblica internazionale.
Grandi dipinti,?alcune?vedute di bombardamenti nelle acque della laguna o nel bacino dell?arsenale, di Luigi Querena, Vincenzo Giacomelli, Napoleone Nan, rendono bene l’idea di quale potesse essere?l?eccitazione di quei giorni.?
Initolata?“Da Quarto a Volturno” la sezione successiva, si sofferma?sull’impresa militare ritenuta dall’immaginario collettivo fra le?più esaltanti:?la spedizione dei Mille e dove?Gerolamo Induno, Giovanni Fattori, Filippo Palizzi, Giacinto Gigante tracciano?le tappe della?marcia e i risvolti personali delle camicie rosse.
Il?monumentale quadro di Renato Guttuso,? “La battaglia del ponte dell?Ammiraglio”,?in tutta la sua attualità, sintetizza?l?epopea più sentita?della?storia italiana.
La quinta sezione é dedicata?al?Risorgimento dietro le quinte dove le?le passioni (rappresentate da temi come?partenza o?ritorno,?racconti di reduci, apertura e lettura corale di lettere dal campo,?pianto di?donne rimaste?sole)?non si consumano nelle battaglie, ma fra le?mura domestiche e la?diffusione di questo repertorio a ogni latitudine, con?pittori di diverse scuole e formazioni, conferma l?elaborazione del linguaggio comune nella?cultura figurativa dell?Italia unificata.
Dalla?sesta sezione,?il lungo percorso dell?iconografia garibaldina, dai primi ritratti?come quelli di Eleuterio Pagliano e Silvestro Lega,?alla?solitudine di Caprera, luogo di un orgoglioso esilio e l’eroe?è rappresentato anche in?dimensione introspettiva,?in?vesti dimesse di un grande vecchio,?in?sculture e?dipinti che rievocano i vari incontri.
La mostra si chiude con?le?opere delle?celebrazioni ufficiali dove sono protagonisti?scultura e la moltitudine di artisti impegnati in?imprese monumentali i cui bozzetti, collegati ai numerosi concorsi allora banditi, documentano proprio quel?fervore creativo.
Il catalogo edito da Giunti, potrebbe essere un ottimo regalo e certamente uno strumento interessantissimo per interessare?i ragazzi a questo frammento della nostra?storia.
Per ogni informazione, laboratori, eventi collegati, promozioni (tipo il “Pass Garibaldi” che?dà diritto all’ingresso?a tutte le mostre della Rassegna?e?navetta gratuita per Nervi?il venerdì, ore 11.15 e ore 15.30)
http://www.palazzoducale.genova.it/index1.asp