Fra Giovanni Angelico.  Pittore miniatore o miniatore pittore?

di Cinzia Colzi // pubblicato il 19 Dicembre, 2007

Un evento?che rientra fra quelli approvati dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del 550? centenario della morte del Beato Angelico, da domani e fino al 29 marzo 2008, a Firenze, al Museo?di San Marco, un?modernissimo allestimento?che vuole avvicinare il grande pubblico alle?miniature del Beato Angelico, in modo particolare al "Graduale miniato" (creato per il convento di origine di?San Domenico in?Fiesole), iniziativa soprattutto didattica capace di fare ammirare "virtualmente"?tutte le miniature contenute, appunto, nel Graduale e quelle degli altri corali esposti.

Ho usato il termine modernissimo perché é possibile ?sfogliare? l?intero Graduale, e gli altri codici, tramite una postazione multimediale e?immedesimarsi nella dimensione perduta dello ?studiolo? (dove lavoravano i frati calligrafi e miniatori) per la?ricostruzione, in dimensione quasi reale, di uno studio?collocato vicino alle vetrine didattiche, sulla tecnica della miniatura (progetto?di Alberto Cavallini su disegno di Giancarlo Masini?e realizzazione?con materiali offerti dalla ditta Bucalossi Nello Arreda).
Inoltre, tutto il?percorso espositivo, é?accompagnato?da pannelli luminosi con possibilità?di confronti immediati tra le opere.

Non perdo mai l'occasione di ribadire l'importanza dell'educazione artistica per i ragazzi e questo é proprio un modo innovativo e stimolante che permette loro di esplorare un mondo di difficile impatto immediato.

La?Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini, osserva:??Se le pitture murali e le tavole dell?Angelico?sono sotto gli occhi dei visitatori, del Museo di San Marco così come degli altri musei e luoghi che serbano testimonianze di sua mano, diverso è il discorso dei codici miniati, che solo temporaneamente possono essere esposti al pubblico con quegli apparati ? spiegazioni, catalogo, supporti informatici - necessari per condividere con il pubblico l?apprezzamento delle miniature?.

Un'occasione, quindi, da mettere in agenda e che, da sola, vale un viaggio a Firenze.

Intorno ai?codici esposti anche?alcuni dei più significativi dipinti dell?Angelico che, stilisticamente e cronologicamente, appaiono strettamente correlati alle miniature, gran parte dei quali?conservati al Museo di San Marco ed esposti abitualmente in altri ambienti, accanto a tre importanti opere provenienti dalla National Gallery di Londra, il Detrit Institute of Art e il museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam.

Dopo la grande mostra al Metropolitan Museum of Art di New York del 2005 e la splendida esposizione Miniatura del '400 a San Marco, furono poste in essere le basi scientifiche per lo studio dell'Angelico miniatore e dei suoi seguaci. La mostra é anche l'occasione?per presentare i risultati dello studio codicologico del Graduale e degli altri manoscritti a cura di Sara Giacomelli e di uno studio scientifico sui colori usati per miniare il Graduale, eseguito in paragone a quelli usati nelle pitture su tavola, condotto dagli esperti scientifici del IFAC-CNR e dall?Opificio delle Pietre Dure, in rapporto all?analisi della tecnica condotta in relazione alle fonti da Maria Paola Masini.?

Troverete esposti anche?manoscritti miniati di Battista?di Biagio Sanguigni (amico? e compagno di lavoro fin dalla gioventù) dal quale, o insieme al quale, potrebbe avere appreso i segreti della tecnica della miniatura, e di Zanobi Strozzi, suo allievo che nelle miniature?mantenne?viva tutta l'arte del maestro. Dello Strozzi ben otto?corali appartenenti al corredo liturgico del convento di San Marco (mostrano,?con contiguità e differenze, la natura dell?influenza esercitata dall?Angelico).

In esposizione?anche?due Invece, i Salteri, appartenenti sempre al Convento di San Marco, non riconducibili a Zanobi Strozzi, bensì all?Angelico stesso,?rivelano, con la loro più avanzata datazione,?come il Maestro abbia continuato per tutta la vita, anche se sporadicamente, a lavorare nella miniatura con l?ampio respiro della pittura.

L'interesse per Fra' Giovanni da Fiesole ha subito certamente un incremento con i pronunciamenti pontifici di Giovanni Paolo II che, il 3 ottobre 1982, riconobbe all'Angelico canonicamente il titolo, d'altronde acquisito da secoli e, di Beato, e quindi, il culto liturgico, procamandolo inoltre Patrono degli Artisti.

Nel bel catalogo, edito da Giunti,?importanti saggi di Magnolia Scudieri e Sara Giacomelli.

 

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