Fondazione Arnaldo Pomodoro al Concorso Internazionale per Giovani Scultori 2008
di - pubblicato il 28 Luglio, 2008 in Concorsi
di Elisa Mazzagardi
Temo che ci siano delle strutture interiori che vincolano il mio sentire, il fatto che io identifichi questo come un timore la dice lunga su quanto limitanti siano le mie emozioni di fronte ad un’opera d’arte d’Oggi.
Mi interrogo e mi arrovello alla ricerca di una risposta ma tutto dentro di me tace. Poi un “eureka” guizza, fulmineo, mi colpisce, mi stordisce, mi fa sentire profondamente stupida, come al solito ho sbagliato approccio.
Le avanguardie storiche ci hanno abituati a cercare dietro ad ogni cosa un significato nascosto , una forma latente , ma questo metodo non vale più. Dovevo dimenticarmi di tutti quei significati e dei significanti è tutto molto più semplice , candido infantilismo dell’arte d’oggi.

Allora le capisco “le comuni tende di plastica antimosche” di Laura Renna in Y for Young Primo premio della Fondazione Arnaldo Pomodoro al Concorso Internazionale per Giovani Scultori 2008 in esposizione fino al 18 luglio passato a Milano.
Mi lascio affascinare dai giochi di colore e dal fruscio quasi arcano di quelle tende standardizzate che perimetrano un labirinto, è un gioco consumistico ma avulso da ogni tono polemico, è un’adesione curiosa e giocosa semplificata dalla libertà dei confini.
Il passo avanti però è ancora da farsi, il mio iter non è completo, perché questa è una scultura.
I grandi nomi della giuria sembrano accettare con alterna leggerezza l’accostamento alla scultura di un genere così effimero come l’istallazione, perché è prerogativa dell’arte plastica l’assecondare gli istinti di una volontà creativa tradotta in un mondo tridimensionale, ma non lo è aspirare ad una fruibilità limitata nel tempo e nello spazio.
Insomma il fine di Arnaldo Pomodoro è proprio quella di accogliere le diverse forme espressive dell’arte e di aprire un dialogo con i giovani, ma con un certo imbarazzo Kosme de Barnano rivela con quanta approssimazione questi oggetti d’arte siano assimilabili alla scultura se non nella loro comune capacità di portare me o un qualsiasi altro passante a cercare un senso nell’intensità dell’attimo vissuto.

Io,amante folle dell’arte plastica, lo ripeto da sempre “le sculture son fatte per essere toccate”, e queste opere, ora, sono fatte per essere vissute.
E palpitante è il sentimento di fronte al cumulo di nodi e arrotolamenti di Nervi Involontari di Michela del Degan, più accessibile ad un cuore affezionato all’oggetto d’arte , racchiude un vissuto di emozioni racchiuse in un lunghissimo procedimento creativo.
E affascinante il gioco tra tradizione, natura e cultura di Serra di Randolph J. Thompson, una palma di stracci, scarto della società, sta appassendo tra le mura di vetro di una serra ,oggetto dell’alterazione umana sul naturale.

Non c’è nulla da capire nemmeno nell’arguto meccanismo che regola il gioco su aggregazione e disgregazione, di Paolo Cavinato decretato vincitore del secondo premio. Quello che resta da fare a noi osservatori è stupirci lasciarci portare nel cuore della sua creazione. Un amalgama di elementi indistinti trova una chiave nel punto di vista, una moderna camera oscura invertita. E il titolo, Annunciazione, aprirebbe un grande discorso su quanto il mondo dell’arte abbia ancora da dialogare con i serbatoi simboli iconografici tradizionali.
Tutto questo è arte d’oggi, è una nuova concezione del fare arte, che per quanto si frammenti come in un caleidoscopio in migliaia di effetti e volontà veicola sempre lo stesso straordinario principio vitale e si dimostra quindi, viva più che mai.

Il valore di iniziative come quella della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano risiede nella sfida, nell’apertura e nella fiducia.
Sfida alla tanto decantata morte dell’arte, apertura dei confini nazionali in senso pratico e culturale e fiducia in quello che hanno da dire i giovani.
Grazie!
Ringraziamo la Fondazione Arnaldo Pomodoro per averci fornito le immagini di alcune opere di Yves Dana.