Folon-Firenze

di Cinzia Colzi // pubblicato il 17 Febbraio, 2007

Fino al prossimo 18 settembre, a Firenze, la più grande e importante mostra antologica mai realizzata in Italia, dedicata all’artista belga Jean-Michel Folon, a cura di Marilena Pasquali, promossa dal Comune di Firenze e organizzata dal Centro Studi “Giorgio Morandi”.
Sono esposte 250 opere in sedi prestigiose e significative della città: la Sala d'Arme di Palazzo Vecchio e Forte di Belvedere.
A distanza di quindici anni dalla sua prima mostra al Museo Marino Marini, Folon torna a Firenze: «la mostra della mia vita, la più ricca e piena» come la definisce lo stesso artista nell’intervista realizzata per l’occasione da Francesca Priori, messa a disposizione e proiettata per tutta la durata dell’esposizione insieme alle altre opere filmate che l’artista belga ha realizzato per il Gruppo Eni.

Per definire i suoi acquerelli, notissimi per la loro straordinaria luce, credo non esista migliore riferimento di quello di Federico Fellini, in un inedito riportato nel catalogo (ampio volume pubblicato da Skira), “Folon è colui che ha inventato una luce strana, venuta da altrove”.

A partire dagli anni Novanta, dalla mostra al Metropolitan di New York, tappa significativa del suo percorso artistico, si è dedicato alla scultura con esiti di altissimo livello, pienamente riconosciuti dalla critica e dal pubblico internazionale. Molte di queste opere sono visibili alla Fondation Folon, vero e proprio museo monografico ricco di ben 500 suoi lavori, voluto quattro anni fa dal governo belga per il suo artista più rappresentativo, e ospitato all’interno del parco de La Hulpe, vicino Bruxelles.

Mostre dedicate in particolare alla scultura, si sono tenute in spazi prestigiosi: oltre al Metropolitan, alla Pedrera di Barcellona, al Parc du Petit-Sablon di Bruxelles, al Musée Olimpyque di Losanna, al Castel de S. Jorge a Lisbona, mentre altre sue opere sono state collocate stabilmente in parchi e piazze di Bruxelles, Barcellona, New York, Montecarlo, Losanna e sulla spiaggia di Knokke, sul Mare del Nord.

Un accenno doveroso al rapporto di elezione che Folon ha con Firenze e la Toscana, iniziato già negli anni Cinquanta quando, appena ventenne, girava per la regione in autostop. Ed è proprio la Toscana il luogo in cui risalta maggiormente quella tensione alla bellezza assoluta che si attua nell’incontro fra uomo, artista e natura.

Folon è il viaggiatore-testimone per eccellenza di questo rapporto tra arte e ambiente, simbiosi percepita come prioritaria da tanta parte della cultura contemporanea.
La rassegna sottolinea, dunque, questa alta azione palingenetica che si misura con il tempo, il luogo, la comunità degli umani e, anzi, con la comunità di tutti gli esseri viventi.

Desidero ricordare che Folon-Firenze fa seguito alla donazione, fatta dall’artista nel 2002, in occasione dell’European Social Forum, alla Città di Firenze, della sua fontana La Pluie. Alla Fortezza da Basso, invece, è stata recentemente collocata la fontana L’homme de la Paix, donata alla città dai Rotary Clubs dell’Area Medicea.
Mentre all’aereoporto Amerigo Vespucci, i visitatori sono accolti dal bronzo Le Chemin collocato nella Sala degli Arrivi.

Tornando alla mostra, ideata dallo stesso artista, il cuore è costituito dalle sue opere scultoree. Chi di Folon conosce solo il senso di equilibrio e la luce che emana dalla sua produzione pittorica, rimarrà stupito di come, nella scultura, la leggerezza lasci il posto alla sacralità e come nel passaggio si contraddistinguano chiaramente le radici nordiche. Anche nelle sculture, comunque, si mantiene la sua tensione alla luce, all’aria, allo spazio.
Come egli stesso osserva: « Toutes mes sculptures régardent le ciel, c’est une façon de mettre le ciel dans la sculpture » , il cielo di Forte Belvedere, appunto! e gli ampi spazi esterni ospitano 30 lavori di grandi dimensioni, secondo una regia di ambiente che valorizza insieme opere e luoghi. Tra queste sculture in bronzo, pietra e marmo, vi sono opere già ben note a livello internazionale (gli Oiseaux, il Totem, l’Homme volant, l’Allée des Pensées; le grandi fontane come Fil du Temps), mentre altre, recentissime (La Fontaine aux oiseaux, L’Envol, Le Temps) sono state ideate e realizzate da Folon appositamente per lo straordinario appuntamento fiorentino che egli vive come “l’exposition plus importante da ma vie!”
Nelle dieci sale della palazzina della fortezza si articola un percorso evocativo e tematico in cui trovano spazio i soggetti preferiti da Folon (il Volo, la Mano, il Viaggio, lo Sguardo, la Testa, il Totem, gli Uccelli) attraverso l’esposizione-installazione di acquerelli, sculture in bronzo e in legno, Objects e serigrafie.

La Sala d'Arme di Palazzo Vecchio, invece, ospita una selezione di 35 grandi acquerelli tra i più significativi del suo percorso artistico, quattro sculture, un grande bassorilievo omaggio all’amico Federico Fellini, conosciuto nel 1975 sul set del Casanova, e l’opera-installazione L’Equilibre, con luci, movimento e musica di grande suggestione.

Un’ultimissima nota, nel segno di questa “Folon-Folie”, come Marilena Pasquali la definisce, che pare aver contagiato tutta la regione toscana, dal 28 di maggio nei tre Comuni del Chianti (Bagno a Ripoli, Greve in Chianti e Impruneta) si inaugureranno Folon Ceramiche - da Firenze al Chianti, dedicata alle ceramiche e alle terracotte dell’artista (Bagno a Ripoli, Oratorio di Santa Caterina; Greve in Chianti, Limonaia Medicea di Panzano in Chianti; Impruneta, Biblioteca Comunale).

(pubblicato Terra di Toscana maggio 2005 e riportato sul blog in data odierna)

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