Firenze per Fattori

di Elisabetta Venturi // pubblicato il 22 Febbraio, 2008

Ad un secolo dalla scomparsa di Giovanni Fattori, uno dei più grandi artisti dell’Ottocento, Firenze celebra nel 2008 il suo figlio di adozione con quattro importanti mostre.
Il tributo della città fiorentina al Maestro è grande come grande è stato l’apporto che egli ha dato alla cultura italiana negli anni che lo hanno visto attivo partecipe della realtà artistica.

Egli muore proprio cento anni fa, in un’aula di quell’Accademia delle Belle Arti, di via Ricasoli, che tanto aveva frequentato come allievo prima e come docente poi, fino ad arrivare a ricevere, dopo la nomina di professore di pittura, quella di professore onorario.

Gli avvenimenti politici degli anni dei moti rivoluzionari, dell’Unità d’Italia, degli ideali risorgimentali avranno un notevole influsso nella sua creatività. Ed è in questo periodo, frequentando il caffè Michelangelo, che si accosta ai “Macchiaioli”, dai quali sarà così influenzato fino a diventare uno dei più noti.

Sua è la pittura con stesura a macchia, che inizia a sperimentare nell’estate del 1859 ritraendo dei soldati francesi. Con l’estro che gli è proprio riesce a connaturare le opere di un realismo innovativo dando inizio a quella fase che lo vedrà prediligere temi militari.

Molto dell’atmosfera politica lo delude, e poco sembra allinearsi con gli ideali risorgimentali in cui aveva creduto e da cui aveva tratto ispirazione. Lascia Firenze e si trasferisce a Livorno. Con il cambiare ambiente, paesaggio e atmosfera, cambiano anche i soggetti da lui dipinti. Non più scene militari, ma la campagna, il lavoro semplice e rurale, gli sfondi maremmani, che tanto saranno ricorrenti nel suo lavoro.

L’opera di celebrazione di Fattori si aprirà il 4 marzo con la presentazione dello Zibaldone di Telemaco Signorini, (Firenze 1835 – 1901) nel quale è racchiuso, tramite appunti, ritagli di giornale, scritti dell’autore ecc., il suo pensiero dell’epoca, la sua opinione sui Macchiaioli.
Alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti sarà ammirabile l’originale, mentre le copie saranno donate alle biblioteche pubbliche d’Italia.

Si prosegue con Fattori e il Naturalismo Toscano a Villa Bardini, dal 19 marzo al 22 giugno, esposizione con circa 40 opere a soggetto naturalistico, alcune delle quali mai esposte prima, a testimonianza dell’influenza che la prima generazione di Macchiaioli, di cui Fattori fu appunto esponente di spicco, ebbe sulla seconda.
Le differenze così come le analogie si possono cogliere grazie al confronto delle sue opere con quelle di altri otto autori esposti, tra cui Panerai, Cannicci, Gori.


Ancora grandi eventi a conclusione dell’anno dedicato a Fattori.

All’Accademia delle belle Arti, in quegli stessi locali, visitabili per la prima volta, dove il Maestro ha compiuto i suoi studi, ha insegnato e trascorso molta della sua vita, verrà allestita la mostra I luoghi di Fattori (17 settembre al 15 novembre).
Lo scopo è quello di ricreare quella stessa atmosfera vissuta dall'artista.
 Partendo dalle fotografie scattate durante le varie attività dell’Accademia, vengono riproposti gli stessi ambienti, tra cui, ad esempio, lo studio del professore.
Un’occasione da non perdere per visitare uno dei luoghi più rappresentativi dell’arte. 

Fattori fu anche un fedele ritrattista, come testimonia la mostra L’altra faccia dell’anima. Ritratti di Giovanni Fattori, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, da ottobre 2008 a gennaio 2009.
Un lato questo forse meno noto, ma l’esposizione di oltre sessanta ritratti, ci regala un Fattori da scoprire e ce lo rivela attento scrutatore della sua epoca.
La cugina Argia, Ritratto della prima moglie, Testo di buttero, solo per citarne alcuni, aprono come una finestra sulla società toscana di allora.

A conclusione del percorso di "firenze per Fattori", il Museo Alinari  ospiterà "Macchie di Luce. I Macchiaioli e la fotografia" (4 dicembre 2008 – 15 febbraio 2009).
I quadri dei Macchiaioli Signorini, Fattori e Borrani saranno messi a confronto con scatti fotografici dell’epoca provenienti sia dagli archivi Alinari che da quelli di altri fotografi. Questo permette di seguire quella linea di unione tra il nuovo della pittura e quello della tecnologia, sviluppatasi proprio in quelli anni, quando la fotografia sembrava entrare perfettamente in simbiosi con la pittura. 

E poi, senza dimenticarci che dove non c’è conservazione non c’è memoria, un convegno di esperti internazionali di restauro delle opere su legno e tela dell’800. Effetto luce, il 13 novembre presso il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio ed il 14 novembre all’Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze (il cui contributo, ancora una volta, è stato essenziale per la realizzazione dell'intero percorso di Firenze per Fattori).

Di questo lungo viaggio nel mondo di Fattori, curato fin nei minimi particolari, dove niente è lasciato al caso, ma proposto con il preciso intento di valorizzarne l’opera ed il suo influsso nello scenario artistico italiano tra 800 e 900, vi riferiremo diffusamente non appena visitati i singoli eventi.

Per ulteriori informazioni www.firenzeperfattori.it

 

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