Firenze e la Biennale di Antiquariato

di Cinzia Colzi // pubblicato il 28 Settembre, 2007

La lunga attesa é terminata, svanite tutte le ipotesi.
Da domani, fino al 7 ottobre, potrete lasciare fuori Palazzo Corsini le realtà del quotidiano ed immergervi nella bellezza perché questa XXV Biennale non é una Mostra Mercato Internazionale di Antiquariato, ma un vero museo allestito per voi dagli espositori.

Nei precedenti articoli vi ho anticipato degli eventi collaterali e rinvio anche al sito ufficiale per tutti i dettagli, adesso desidero raccomandarvi di non avere fretta e dedicare molto tempo alla visita e alle pubblicazioni edite per l'evento.
Si tratta dell'esposizione del cinquantesimo: era d'obbligo la cura per ogni dettaglio proprio per offrire il massimo e così é stato.

Un esempio.
Per il Premio Luigi Koellier (miglior dipinto presente), la Commissione incaricata ha indicato le seguenti opere tra le quali, la Giuria, sceglierà quella che riceverà il riconoscimento (solo queste tele danno già l''idea di cosa vi stia parlando):
- Spinello Aretino "Annunciazione" (stand 4)
- Cesare Dandini "San Giovanni Evangelista" (stand 7)
- Agnolo di Domenico del Mazziere "Allegoria della Paca" (stan 60)
- Mattia Preti "Pindaro" (stan 30)
- Heinz "L'Alchimista" (stand 38)
- Maestro dell'Annuncio dei Pastori "San Girolamo" (stand 79)

Analogamente, la scultura, vi riserverà molte sorprese e il Premio Entro ha selezionato la rosa di nomi fra cui verrà dichiarato il vincitore fra le opere: Pietà" di Scuola Lombarda del XV secolo, "Santo Evangelista" in legno policromo dorato del Sansovino, "Ritratto in marmo" del Rizzo e "Allegoria" di Alessandro Vittoria.

Diventato una sala, ogni stand permette visite con il massimo confort e, all'interno di alcuni, gli espositori hanno ricostruito interni da sogno o ricavato suggestive nicchie dove la bellezza vi avvolge e coinvolge.
Ripeto spesso l'insegnamento foscoliano di come la bellezza sia serenatrice e potrete constatarlo voi stessi.

Non amo fare classifiche, ma un esempio potrebbe essere la sala quarantotto proprio per come sono riusciti a far sentire il visitatore parte integrante di quell'universo circostante di meraviglie.
Non mi abituerò mail al bello e continuerò a cercarlo, a viverlo, a respirarlo.

Però non va dimenticato che l'antiquariato é pur sempre un mercato e, come ha sottolineato Vittorio Sgarbi: "..speciale quanto si vuole, non assimilabile a altre merceologie commerciali, ma sempre tale, guai a dimenticarlo. E a questo mercato, dal nuovo pubblico è stato alimentato in maniera notevolissima, favorendo la crescita impressionante dei valori economici, stimolando un'offerta sempre più vasta, variegata, qualificata. Ci si può proporre di educare meglio questo pubblico, emancipandolo dalla tendenza dilagante alla finanziarizzazione delle cose dell'arte, con il mercato del settore, in particolare quello riguardante l'arte contemporanea, sempre più simile a una Borsa d'affari. E' questo, del resto, un proposito che credo abbia bene in mente Giovanni Pratesi, presidente dell'Associazione Antiquari d'Italia, e sul quale si dovrebbe insistere sottolineando con la passione per l'arte antica sia, un modo per migliorare la qualità delle nostre vite, interiormente prima ancora che esteriormente. Ma si tratta di un problema troppo vasto e importante che dovrebbe coinvolgere il sistema complessivo dei Beni Culturali e dell'educazione, certamente non delegabile ai soli operatori dell'antiquariato".

Firenze é dunque tornata ai vertici internazionali dell'antiquariato, ruolo non solo storico, ma primario valore culturale ed economico.
L'auspicio sarà pensare al futuro con questa ferma consapevolezza.
Per ogni informazione, anche su espositori e opere, al sito.

 

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