Etruschi finalmente a casa

di Cinzia Colzi // pubblicato il 30 Aprile, 2007

Prorogata fino al 6 gennaio 2008


L?evento è fra i più attesi perché, questa volta, si tratta del ritorno a casa anche se temporaneo ed il percorso espositivo proposto, con pezzi fondamentali dell?etruscologia, si snoda lungo due direttrici: a Siena la mostra archeologica ?Etruschi. La collezione Bonci Casuccini? e a Chiusi una sezione di questa dedicata proprio alla scultura arcaica prodotta dalle botteghe chiusine tra il tardo VII e la fine del VI sec. a.C.

Il Complesso museale Santa Maria della Scala ci regala sempre eventi imperdibili e lo straordinario allestimento supera anche la più ottimistica previsione:?dopo 150 anni, nei luoghi della loro formazione , i due nuclei fondamentali della maggiore raccolta archeologica privata italiana così, fino al prossimo 4 novembre, sono visitabili oltre duecento opere con grande varietà di reperti: dai sarcofagi ai cippi, dalla statue-cinerario alle urne, da alcuni straordinari esempi di ceramica greca ed etrusca figurata ad una ricca selezione di bronzi, annoverati fra i maggiori capolavori dell?eredità storica ed artistica tramandataci dagli Etruschi che sentirete vicini come mai prima di oggi.

Suggerisco di partire da Chiusi dal Museo Archeologi Nazionale (doveroso ringraziamento al Direttore, il dott. Mario Iozzo, perché, arrivando in ritardo alla conferenza stampa causa i soliti treni, quando i colleghi sono partiti per Siena, mi ha regalato un saggio della sua straordinaria conoscenza, entusiasmo e passione ? senza quest?ultima dubito che questa collezione si sarebbe potuta muovere da Palermo - e, per quasi due ore, mi ha permesso di ?aleggiare? fra quei reperti straordinari e vi esorto a scoprirli anche con l?aiuto del volume edito in occasione dell?evento per non perdervi niente di quelle meraviglie) proseguendo con la sezione, allestita presso i nuovissimi spazi espositivi del Laboratorio archeologico, e dedicata alla scultura arcaica, prodotta dalle botteghe che lavoravano nella stessa Chiusi - l?etrusca Clevsi - tra il tardo VII e la fine del VI sec. a.C. Della grande produzione dell?epoca è esempio straordinario il cosiddetto Plutone, appartenente alla serie delle statue-cinerario di tradizione chiusina ascrivibili al VI secolo a.C. Si tratta di un pezzo eccezionale sia per iconografia che dal punto di visto stilistico. La statua rappresenta una figura maschile seduta su un trono dalla larga spalliera ricurva. E il busto, cavo, doveva essere stato progettato per contenere le ceneri del defunto. Le opere delle collezioni di Pietro e Emilio Bonci Casuccini esposte rappresentano uno spaccato significativo dell?attività delle tante botteghe poste al servizio della committenza locale di rango elevato, che ne utilizzava i prodotti per adornare le lussuose tombe di famiglia, per impreziosire altari e templi e per accompagnare rituali funerari che prevedevano l?impiego di lussuose suppellettili.
L?evento, rende omaggio al principale artefice della raccolta, Pietro Bonci Casuccini, nel duecentocinquantesimo anniversario della nascita, che. durante i primi decenni dell?800, creò il nucleo originario, di cui facevano parte numerosissimi materiali recuperati nei terreni di famiglia. Sculture in pietra tra cui sarcofagi, urne, cippi, statue-cinerario, ceramica greca ed etrusca figurata, ceramiche ellenistiche e bronzi in ragguardevole quantità, per un patrimonio di circa diecimila pezzi, tra interi e frammentari. Lo stesso Pietro aveva ipotizzato di destinare un vero e proprio museo all?immenso patrimonio accumulato. L?incremento dei rinvenimenti lo portò ad ampliare in più occasioni, i locali in cui erano conservati. Alla sua morte, nel 1842, la collezione passò agli eredi che in un primo tempo proseguirono le indagini, affidandole sempre più a esperti per poi iniziare a vendere. Fortunatamente la richiesta era esorbitante anche per il Louvre e la collezione restò in Italia grazie a una serie di eventi legati all?Unità d?Italia che vi suggerisco di approfondire e, nel 1863, fu acquistata dal Museo Archeologico di Palermo.
Una seconda raccolta, creata da un pronipote di Pietro, Emilio Bonci Casuccini, che alla fine dell?800 iniziò ad assemblare - ancora una volta con scavi effettuati nei terreni di famiglia - una nuova collezione, oggi conservata nel Museo Archeologico di Siena all?interno del Complesso museale Santa Maria della Scala. Quest? ultima raccolta si formò sotto il diretto influsso e la guida illuminata del giovane Ranuccio Bianchi Bandinelli, allora impegnato nella redazione della tesi di laurea sulle necropoli chiusine, che seppe indirizzare il nobile collezionista verso criteri diversi dall?esclusivo amore per l?oggetto pregiato ed esteticamente attraente, suggerendogli una ?più moderna? e corretta sensibilità a scavi condotti nel tentativo di chiarire problemi e fornire risposte a precise domande. La collezione di Emilio, che si contraddistingueva proprio per il modo nuovo di fare collezionismo - per la particolare attenzione posta sui contesti di rinvenimento dei reperti, per i quali si conservavano dunque dati sull?associazione originaria e sui luoghi in cui venivano rinvenuti - comprendeva anche i pochi oggetti salvatisi dalla precedente vendita, tra cui alcune antefisse provenienti dalla località della Martinella, il corredo della tomba a ziro rinvenuto in località Ficomontano, vasi dal podere Montebello, tutte località di proprietà della famiglia. A questi reperti andarono presto ad affiancarsi i materiali degli scavi effettuati, tra l?altro, presso la villa di famiglia della Marcianella.

La mostra che ha sede nel Complesso museale Santa Maria della Scala, ricostruisce la storia della collezione, dalla formazione all?acquisizione da parte dei Musei di Palermo e Siena. Sono qui illustrate e valorizzate le figure che contribuirono alla formazione della collezione ed è esposta una larga parte dei materiali raccolti da Pietro, Emilio e dagli eredi moderni della famiglia. Trova spazio anche l?odierna collezione di Niccolò Casini, erede della famiglia Casuccini, costituita da pochi, ma significativi esemplari che rimasero di proprietà della famiglia come arredi interni ed esterni della Villa della Marcianella dopo la vendita del primo nucleo a Palermo, e da qualche altro reperto che si andò aggiungendo nel tempo. Una sezione è dedicata ad importanti reperti, etruschi e non, che facevano un tempo parte della collezione Casuccini, ma che già i collezionisti stessi avevano donato ad altre nobili famiglie toscane o avevano scambiato con reperti appartenenti ad altri, come nel caso di una notevole testa di bronzo, probabile realizzazione pseudo-antica che sembra ritrarre Paride. L?ultima sezione della mostra è riservata alla storia delle vicende familiari Bonci Casuccini attraverso documenti, fotografie, materiali d?archivio. Alla fine del percorso è facilmente comprensibile di come, attraverso l?ostentazione di tali lussuosi arredi ed ornamenti, venisse costantemente ribadito all?intera comunità il ruolo di egemonia politica, economica e culturale delle famiglie aristocratiche. Apposite postazioni multimediali, predisposte nei luoghi della mostra ed a Palermo, faranno da costante richiamo ai musei che hanno contribuito alla realizzazione di questo straordinario evento ( Per ogni ulteriore informazione: www.santamariadellascala.com??e , per Chiusi, Sbatos.museochiusi@beniculturali.it).

Per tutto?il periodo delle?mostre di Siena e Chiusi,?sempre a Santa Maria della Scala, é?possibile visitare anche la mostra ?Pulcherrima Res. Preziosi ornamenti dal passato? con?manufatti in oro, argento, bronzo, vetro e gemme intagliate e quasi 500 reperti, partendo dai primi semplicissimi monili preistorici, realizzati con conchiglie e ciottoli, fino a giungere ? attraverso i prodotti della cultura egizia, fenicio-punica, greca e romana ? ai sontuosi gioielli di età bizantina, provenienti dal museo ?A.Salinas? di Palermo.

 

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