Espana 1957-2007. Mezzo secolo d’arte spagnola
di // pubblicato il 14 Giugno, 2008
La prima grande mostra dedicata all’arte spagnola degli ultimi cinquanta anni sbarca nel cuore del mediterraneo e raccoglie a Palermo, nella prestigiosa cornice di Palazzo Sant’Elia, opere di pittura, scultura, fotografia, installazioni e video dei maggiori artisti contemporanei. “España 1957-2007 - L’arte spagnola da Picasso, Mirò, Dalì e Tápies ai nostri giorni” presenta mezzo secolo di arte in una rassegna articolata per temi, che illustra i momenti fondamentali e i nomi più importanti dell'arte contemporanea, da Salvador Dalí a Pablo Picasso, da Eduardo Arroyo a Miquel Barceló, Joan Brossa, Carmen Calvo, Antonio Saura, Antoni Tápies.
Una delle più importanti esposizioni d’arte realizzate negli ultimi decenni, nata dalla collaborazione fra la Provincia Regionale di Palermo e l’Istituto Cervantes, l’ente pubblico creato in Spagna nel 1990 per contribuire alla diffusione della cultura e della lingua spagnola, ruota attorno a un criterio tematico che suddivide le opere esposte non in senso cronologico, ma in cinque sezioni Quijotismo trágico, Misticismo pagano, Existencialismo barrocco, Tenebrismo hispánico, Astrazione simbolico-formale, che percorrono altrettanti temi della cultura e della produzione artistica della penisola iberica .
La Spagna fino al 1975, l’anno in cui muore il generale Franco, è imbrigliata dalla dittatura militare che la isola dai rapporti con il resto del mondo su molti fronti. Siamo nel 1957 quando un gruppo di artisti fra i quali Rafael Canogar, Antonio Saura e Manuel Millares da' vita al Gruppo di El Paso con l’intento di collegare le nuove generazioni di artisti alle avanguardie europee. Nello stesso anno a Parigi Jorge Oteiza e pittori astrattisti spagnoli fondano a Equipo 57 che usa “spazio e colore per rappresentare i conflitti politico e sociali sotto la dittatura” .
Sono esperienze di breve durata, qualcuno dei fondatori è imprigionato per motivi politici, ma il solco è segnato e traghetterà, grazie anche all’impegno anti-franchista, l’esperienza artistiche del paese verso la contemporeneità. Come viene sottolineato negli importanti contributi riportati nel catalogo della mostra edito da Skira “il fatto di rompere gli schemi tradizionali nella percezione dell’arte, attraverso il tempo e gli stili, l’aver adottato una sequenza tematica e dei nessi comuni nei loro comportamenti estetici rafforza uno sguardo temerario, ma originale che si ribella contro le norme”.
Le cinque sezioni in cui è suddivisa la rassegna, sono cinque temi che disegnano il percorso espositivo e sanciscono altrettante indicazioni di archetipi e inclinazioni dell’anima e della ricerca artistica spagnola. Ci aiuta a percorrere e capire questa scelta, il saggio di Demetrio Paparoni, riportato in catalogo, che spiega come la lotta contro i mulini a vento del Don Chisciotte di Cervantes, il Donchisciottismo tragico sia una parte che incarna la tensione della lotta contro mete così alte e ideali da contenere il rischio del fallimento, la tragedia della sconfitta e l’ironia amara che sconfina nel comico o nel grottesco.
“Don Chisciotte- scrive Paparoni- esprime ancora oggi la tensione della cultura spagnola verso mete così ambiziose da portare con sé il rischio del fallimento. La Spagna si muove tra due poli: da una parte una sorta di quijotismo trágico, dove a prevalere è l’ideale e la fiducia che ci sia una vittoria anche nel fallimento, dall’altra l’inclinazione a un esistenzialismo barocco, giocato sull’accumulo di sensazioni e ideali e sul rapporto con il quotidiano e con la Storia. Ad accomunare quijotismo tragico ed esistenzialismo barocco è il senso di lotta, nei confronti dell’esistenza e la relazione che morte, sesso e religione assumono, fino a sfociare nel misticismo pagano, ricorrente nel mondo ispanico. Mentre però nel quijotismo trágico l’attenzione è rivolta al rapporto con l’altro, nell’esistenzialismo barocco prevale il rapporto che l’individuo ha con se stesso e con la propria finitezza.” 
Si spazia all’interno della sezione quijotismo tragico, dalle figure in resina di Juan Muñoz, Dos figuras (1997,) a Lightdream figure di alluminio, resine e luci fluorescenti di Bernardì Roig del 2008, all’installazione di Txomìn Badiola.
Nell’esistenzialismo barocco è possibile passare da Picasso, Nu couché et homme à la guitarre del 1997 a Estiludio, la slot machine modificata di Juan Luis Moraza (1999). Cosi come per la sezione tenebrismo hispánico, dove alla Crucifixion (1959) di Antonio Saura e le opere di Antoni Tàpies si accostano le foto su alluminio di Muros de luz 002 di Aitor Ortiz del 2005.
Una scelta di percorso espositivo che permette di accostare ad autori più conosciuti al grande pubblico anche la generazione di artisti più giovani.
La Provincia di Palermo sta da tempo lavorando con impegno per far diventare questa parte della Sicilia, ormai raggiungibile con rapidi e frequentissimi voli low cost, la capitale mediterranea dell’arte seguendo il preciso disegno di riportare a nuova vita importanti spazi e monumenti, recuperandoli e restituirli alla comunità e, grazie a questi, dare al territorio il giusto ruolo nel panorama culturale. Un modo per recuperare e far rivivere veri e propri gioielli monumentali di una città splendida, dove convivono profonde contraddizioni territoriali e sociali.
Il Palazzo Sant’Elia, duemila metri quadrati di spazi perfettamente restaurati che girano introno a due antichi cortili,
è un esempio di come si possa recuperare a una realtà museale uno suntuoso esempio di architettura del Settecento, nel cuore della città di Palermo, poco distante dai colori, suoni e odori mediterranei del mercato di Ballarò.
Nello splendore dei saloni settecenteschi e dei suoi affreschi, è possibile godersi un pezzo di Spagna e di Palermo unite insieme in una mostra dai grandi contenuti.
Fino al 14 settembre 2008
Didascalie immagini:
- Palermo- Palazzo Sant’Elia Facciata esterna
- Joan Miró
Mujeres y pajaros, 1968 Olio su tela,Collezione privata
© Successió Miró By SIAE 2008
- Pablo Picasso
Nu couché et homme à la guitare, 1972 Olio su tela,
Palma de Mallorca, Es Baluard Museu d’Art Modern i Contemporani de Palma, Collección Serra
© Fotografia: Joan Ramon Bonet © Archivo Es Baluard Museu d’Art Modern i Contemporani de Palma
© Succession Picasso By SIAE 2008
- Palermo - Palazzo Sant’Elia
Cortile interno Palazzo
- Sant’Elia
R. Nobile “Il Trionfo della Sapienza”
Affresco del soffitto centrale