Emilio Vedova
di // pubblicato il 22 Ottobre, 2007
La Galleria nazionale d?arte moderna di Roma ospita, fino al?6 gennaio 2008, una?completa retrospettiva di Emilio Vedova,?il pittore che tutti conosciamo per l'inconfondibile segno nero, per la sua storia artistica e umana che ha attraversato un secolo e per quella biografia/romanzo che ci ha consegnato una delle pagine più significative del Novecento.
Troverete esposte opere che coprono tutte le fasi del percorso artistico: dai disegni degli esordi, alla partecipazione ai movimenti del dopoguerra, la grande stagione dei Plurimi, i cicli dei Dischi e dei Carnevali fino?alla produzione recente.
Curata da Angelandreina Rorro e Alessandra Barbuto, dopo tre anni di lavoro, l'imperdibile occasione di approfondimento e il doveroso omaggio all'uomo, e all'artista, scomparso nel sonno il 26 ottobre scorso nella sua casa di Venezia, alle Zattere, dove era nato nel 1919,?da una famiglia operaia e dove si era formato prevalentemenete come pittore?autodidatta. Quando appresi la notizia restai particolarmente colpita perché, era appena scomparsa sua moglie?e a cui l'artista era legatissimo.
Vedova inizia?a disegnare e dipingere verso la metà degli anni Trenta (dopo?esperienze prima in fabbrica, successivamente di?fotografo e?restauratore). Nel?1936-37 è a Roma, ospite di uno zio, e si dedica a soggetti architettonici?vari e a molti autoritratti.
Poco dopo il rientro a Venezia, seguirà il soggiorno a Firenze, 1939-40, dove frequenta una scuola libera di nudo e lavora a soggetti di vita popolare. Tornato a Venezia, ottiene dall'Opera Bevilacqua La Massa (per artisti poveri) uno studio in Palazzo Carminati.
Ritornando alla mostra, realizzata in collaborazione con la "Fondazione Emilio e Annabianca Vedova", da cui provengono la maggior parte delle opere, é?suddivisa nelle sezioni:
- Gli esordi: disegni e dipinti dal 1936 al 1942
- Pastelli 1945-1946
- Geometrie dal 1946 al 1950
- Opere dal 1951 al 1962
- Opere teatrali
- Plurimi e rilievi
- Arazzi
- L'Expo di Montreal
- Plurimi binari
- Dal ciclo dei... cosiddetti carnevali... '77/'83
- I teleri degli anni ottanata
- Dischi, tondi, oltre
- ... in continuum... compenetrazioni '87/'88
- Bozzetti per uno spazio
- Chi brucia un libro brucia un uomo
La produzione degli esordi con?la serie di disegni di architetture veneziane (il segno vorticoso apre a uno spazio di ampio conflitto), a?seguire?i primi dipinti dei quali?il S. Moisè é certamente il più noto,?ancora figurativo, ma con un senso dello spazio, della luce, dei volumi che insegue Rembrandt e Tintoretto, il Barocco e l?Espressionismo.
Pastelli e?dipinti del periodo geometrico della seconda metà degli anni Quaranta, esprimono il dramma storico vissuto in?anni di?complesse vicende umane e artistiche (l?esperienza della Nuova Secessione, poi Fronte Nuovo delle Arti, la partecipazione, nel 1948, alla prima Biennale de Dopoguerra).
E' nei?lavori degli anni Cinquanta che Vedova?trova la sua espressione?originale con un palese?distacco dal passato in?opere come:? Sbarramento, Scontro di Situazioni e Immagine del Tempo.
Un?nuovo dinamismo del segno pittorico sulla tela e,?passando proprio per le grandi opere?ad angolo del 1959,?anticipa l?invenzione dei Plurimi?che, secondo Argan, ?non sono scultura nè pittura ridotta all?oggetto? bensì ?pittura strutturalmente nuova, condotta su molti piani, con molte eventualità di visione?.
E' il momento della?pienezza?della ricerca e,?alcuni di essi, gli Absurdes Berliner Tagebuch, saranno esposti solo nel proseguimento della mostra, alla?Berlinische Galerie (dal?25 gennaio al ?20 aprile 2008 ),?testimonianza dell?ambiente ricco di stimoli e forze contraddittorie che Vedova trovò nella città tedesca dove visse un lungo periodo agli inizi degli anni Sessanta.
I?Plurimi, del 1977-78, "costretti e irregimentati" entro telai di ferro che scorrono su binari in acciaio, mentre aggiungono la novità del movimento, denunciano il ripiegamento scaturito dalla consapevolezza profonda della drammaticità del quotidiano e chiamati dal Maestro "Plurimi Binari?.
Un altro ciclo ben rappresentato in mostra é quello?dei "Carnevali"?(lavoro? tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta) dove l'opera riflette il legame indelebile con la sua?Venezia?sfaccettata e mutevole.
I lavori teatrali, Prometeo e Intolleranza ?60, testimoniano non solo gli?interessi e le curiosità,?ma anche la collaborazione di Vedova?con il compositore Luigi Nono.
Negli anni Ottanta, il?colore torna ad essere protagonista assoluto nelle?grandi tele raggruppate in cicli (Da dove..., Non dove, Emerging, Di Umano) che evocano sensi antitetici e si tingono di aloni simbolici.
Nel 1985 ha inizio?l?esperienza dei Dischi,?pittura franta e lacerata del periodo più maturo dove l'Artista prova a varcare il limite della perfezione della forma tonda ricorrente in alcune opere rinascimentali.
Un plauso doveroso per il particolarissimo?allestimento,?studiato?per gli spazi del museo, con una?visione d?insieme che sottolinea?il carattere installativo.?
Il?ciclo dei Bozzetti?coglie le riflessioni di un decennio e trova la sua più significativa espressione in Chi brucia un libro brucia un uomo, divenuto poi opera nel 1993 in forma di sfera nata dall?intersezione fra più dischi. Legata alla tragedia della guerra dei Balcani e?ai bombardamenti dove furuno persi?preziosi codici, il?lavoro simboleggia?l'appassionato attaccamento all?arte e alla cultura, espresso anche attraverso?pgine di diario.
Una sezione della mostra é?dedicata all'installazione realizzata nel Padiglione italiano durante l?Expo di Montreal del 1967, ottenuta attraverso proiezioni di luce su vetrini colorati prodotti artigianalmente e accompagnata da musica elettronica che evidenzia la ricerca incessante e sempre aperta a tutti i?linguaggi.
Il catalogo, edito da Electa, é pubblicato in due edizioni (italiano/inglese e tedesco/inglese) unico per?le opere in mostra in entrambe le sedi.
"sento rompersi il ghiaccio in me"