Ecco Brescia e l’Eccellenza Italiana
di // pubblicato il 17 Dicembre, 2008
Questa volta porto gli amici in giro per il bresciano anche perché penso che Brescia, malgrado i suoi resti romani e i numerosi musei, sia diventata solo da poco la meta di moltissimi turisti culturali. Va sicuramente riconosciuto a Marco Goldin il merito di essere stato l’animatore del Museo di Santa Giulia e di tutte le manifestazioni dedicate all’arte che si svolgono in questa città lombarda.
In questo momento la grande attrazione è la mostra dei disegni che Van Gogh ha fatto tra il 1880 e il ‘90 (vedi articoli di Daniela Vannini dell’8 agosto e di Ellegi del 9 novembre ) e io consiglio di andarla a vedere per capire quanto era brutto e triste il mondo dei contadini francesi (probabilmente anche il nostro) negli anni fine ‘800.

I disegni di questo famoso pittore sono, secondo me, abbastanza tozzi e rozzi, le donne sono proprio bruttine. Questo è sicuramente dovuto allo stato sociale che lui ritraeva, visto che non poteva (immagino) permettersi il lusso di una modella a pagamento. Sicuramente interessante il confronto che si può fare tra il paesaggio dipinto nel 1980 e quelli di fine ’90: il primo è abbastanza scolastico, mentre gli ultimi sono il frutto di una ricerca sostenuta da una sensibilità davvero speciale.
Uscendo dal Museo di Santa Giulia si può raggiungere il Castello e lì c’è un’antologica di Raimondo Sirotti (Bogliasco, Genova, 1934) dove sono raccolte circa 40 opere tutte dedicate ai “Giardini 1958 – 2008”, un intenso particolare che fa parte del paesaggio. Guardando i suoi quadri si percepisce l’influenza che hanno avuto su di lui Constable (East Bergholt 1776 – Hampstead 1837) e Turner (Londra 1775 – 1851) con il loro amore per il paesaggio pieno di luce e di colori luminosi. Negli anni settanta la sua pittura diventa quasi espressionista, anche se è sempre il paesaggio a dominare in una “sorta di naturalismo informale” che riesce a rendere i suoi quadri un vibrante sovrapporsi di luminosità, con la presenza di “figure che interrompono e spezzano il fluire ininterrotto delle sensazioni e si pongono come collegamento tra il naturale e l'umano.

La poetica di Sirotti è intimamente legata alla Liguria, terra dai paesaggi aspri e inaspettatamente dolci, e i suoi quadri raccontano proprio la fluidità luminosa del colore nella quale però l'artista incide il gesto e il segno di una natura non immobile ma viva, mossa, resa con colori accesi”.
Adesso si può fare una visita alla Pinacoteca Tosio Martinengo … chiusa per “Capolavori in corso” il progetto culturale che è il saluto alla città prima che comincino i necessari lavori di restauro.
In questa occasione la pinacoteca, famosa per importanti dipinti di Foppa, Lotto, Raffaello, Savoldo e altri ancora, fa entrare nelle sue sale alcune importanti e esemplari opere di artisti contemporanei quali Boetti, Burri, Cattelan e Fontana. Questo efficace, curioso e interessante confronto è stato realizzato dal Comune di Brescia in collaborazione con la Fondazione Brescia Musei e i curatori sono Enrico De Pascale, Elena Lucchesi Ragni e Massimo Minini e rimane.
Di cose da vedere in città ce ne sono moltissime, ma preferisco partire verso i Musei Mazzucchelli che si trovano a Ciliverghe di Mazzano in una bella villa palladiana circondata da un parco colorato da fiori e verdi prati e alberi.
In totale i musei sistemati in questa palazzo sono tre: il Museo della Moda e del Costume, il Museo del vino e del Cavatappi e la Pinacoteca Giuseppe Alessandra. Ogni anno vengono allestite delle mostre temporanee e quella attuale “Eccellenza Italiana. Arte, moda e gusto nelle icone della pubblicità” è un inno ai prodotti italiani e rimane aperta sino al 15 marzo 2009. Visto che le oltre 100 opere, tra manifesti, bozzetti e affiches, sono distribuiti in tutti i tre musei in tono con le opere esposte in pianta stabile, seguendo il percorso si vede con occhio più attento tutto e, soprattutto, ritornano con piacere alla mente episodi e momenti sentiti raccontare o vissuti in prima persona.

Sono molti gli artisti che si sono impegnati nel creare immagini pubblicitarie e, naturalmente, il loro stile è riconoscibilissimo. L’affiche che mi ha stupito di più è quella di Giorgio De Chirico che nel 1950 ha fatto un cartellone per la Fiat 1400, tipico suo ma nello stile, secondo me, più degradato dei suoi. Di tutt’altro sapore (e spessore) sono le pensate di Fontana, come sempre sintetico e essenziale per i “Servizi espressi per tutto il mondo”, di Depero oppure di Afro. Ho trovato molto interessanti i tentativi di inserire la donna come protagonista di un manifesto impossibile. Parlo di quello fatto da Martini, che nel 1899 mette in piena evidenza una signora con un ampio vestito lungo davanti a una bicicletta della premiata Fabbrica Menon Roncade con la “nichellatura brillante”, ma senza la possibilità che la signora possa usarla visto il cannone, il vestito e la mancanza del riparo dai raggi: la composizione è esteticamente perfetta, ma creata solo dalla mente.
Nella sezione della moda sono esposti tanti manifesti che inneggiano ai Magazzini Mele di Napoli, poi alla Rinascente di Milano e altri ancora. Una delle curiosità che mi ha attirato è che all’inizio si puntava sul colore, sulla classe, sull’idea di moda francese, poi si comincia a dichiarare che i prezzi sono ottimi. E la moda diventa piano piano una creazione italiana, abbandona completamente la copia di ciò che viene fatto a Parigi. Salvatore Ferragamo inventa e crea, nel 1936, a Firenze, le prime scarpe con suole ortopediche e Borsalino riesce a fare diventare i suoi cappelli un accessorio indispensabile.
Naturalmente nel guardare tutti questi manifesti ci si rende anche conto di come, con il passare degli anni, siano cambiati i gusti e le necessità sociali, di come il commercio abbia pensato che la sua potenza era, ed è, in mano al piccolo consumatore, alla persona comune e i messaggi pubblicitari, di conseguenza, cambiano, diventano pi recepibili.

Nel Museo del Vino e dei Cavatappi sono esposti, naturalmente, i manifesti riguardanti vari prodotti da bere, ma anche tantissimi cavatappi sui quali sono riportati i nomi di molte ditte di vario tipo. La forma di questo strumento e il suo uso quotidiano lo ha fatto utilizzare moltissime volte, in maniera a volte davvero inconsueta, per reclamizzare tantissimi messaggi pubblicitari, molti dei quali sono presenti in mostra.
Visti e apprezzati questi tre musei, si può decidere di andare a Desenzano, sono poco più di dieci minuti di macchina, per godersi la calma del lago, magari facendo una breve escursione nei paesini lì intorno per vedere le loro antiche vestigia, le mura medievali, le case vecchie spesso ben ristrutturate.
Penso che un fine settimana così appaghi e riesca a fare distendere piacevolmente chiunque abbia voglia di conoscere un pochino di più la nostra bella e incomparabile Italia.
Ciao, alla prossima inconsueta passeggiata.