Donna Donne

di Cinzia Colzi // pubblicato il 17 Febbraio, 2007

Si è inaugurata a Firenze, lo scorso 8 ottobre, la prima tappa della mostra Donna Donne, dedicata al tema del femminile nella contemporaneità, un progetto di Art for The World, associazione non profit che dal 1995 si occupa di sostenere e ampliare il patrimonio culturale comune, promuovendo, attraverso l'universalità del linguaggio dell'arte, la diffusione dei principi sanciti dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo.

Riflessione sulla femminilità sotto forma di dialogo e di confronto e analisi in vari approcci del ruolo della donna nel mondo contemporaneo, ideata? in occasione del decimo anniversario della Dichiarazione di Pechino, dopo Palazzo Strozzi (vi resterà fino a domenica 8 gennaio 2006), sarà allestita al Palais des Beaux Arts e Tour & Taxis di Bruxelles e, successivamente, al Sesc Pompeia di San Paolo.
Le opere in mostra, pitture, sculture, fotografie, video-installazioni, provengono da prestigiose collezioni europee pubbliche e private, nonché dagli artisti stessi e sono a riflettere aspetti? della percezione femminile della vita e della creatività, mentre ai ?giovani artisti, provenienti dai diversi continenti, è affidato il compito di rappresentare le differenti sfaccettature dell'identità femminile puntando sulle problematiche e le prospettive delle donne di oggi.

Il termine "donna" non viene mai utilizzato nella restrittiva accezione biologica o sessuale, perché ci viene mostrata la donna nella sua proiezione sociale, culturale e politica, e il suo essere rappresentazione simbolica e filosofica di valori fondanti nelle diverse culture e regioni del mondo.
La sensibilizzazione di come, dopo le grandi trasformazioni del ruolo della donna nella società avvenute nel ventesimo secolo, una grande incertezza permane sia nei paesi industrializzati, tanto in quelli in via di sviluppo, su cosa comporti essere donna oggi e il significato di esprimersi in libertà.

E ancora, la riflessione sulla realizzazione delle potenzialità per una donna in un paese occidentale, sotto le pressioni familiari, professionali, mediatiche, sociali e sessuali. E questa realizzazione ha un qualche significato nei paesi in via di sviluppo, per quelle donne che, ancora schiave ed oppresse, devono liberarsi prima di tutto dai valori tradizionali e dalla povertà?
Come può una comunità eliminare dalla vita delle donne la paura (di se stesse, dell'uomo, delle altre donne, della solitudine, della povertà, della maternità, ecc.)? Come si adoperano le donne per la loro realizzazione personale? Essere di sesso femminile è un handicap quando le donne vogliono essere libere di crescere?
Attraverso l?arte si può esprimere, con linguaggio universale, la realtà superando ogni barriera culturale e la forza narratrice dell'arte contemporanea ha qui il compito di riaffermare che eguaglianza non è sinonimo di uniformità, ma è il risultato di un atteggiamento armonioso nella visione e comprensione del mondo.

Tre segnalazioni

Catalogo: (29 x 31 cm, 96 pagine, Giunti Editore di cui 66 pagine dedicate agli artisti con i lavori in mostra e le relative schede biografiche,) ha testi di Adelina von F?rstenberg, curatrice della mostra, nonché fondatrice e Presidente di Art for The World, e di Yorgos Tzirtzilakis, critico d'arte e architettura di Atene, curatore di mostre internazionali e prevede anche una selezione di testi di autori vari, che accompagnano le immagini, come Elisabetta Galasso, Direttrice NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Milano.

Saggio: sempre in collegamento con la mostra, l'editore Giunti pubblica il volume "Il Femminile nella storia dell'Arte" di Fulvio Salvadori. Il filosofo scrittore di Empoli analizza il tema del femminile intendendo quel carattere, intimamente allacciato alla propria controparte del maschile, che fa parte dell'anima di ciascun essere umano, sia esso maschio o femmina. Gustav Jung ad esempio ha chiamato questo duplice carattere animus ed anima, e gli antichi cinesi con il nome di Yin e Yang.

Il Festival dei Popoli
Durante tutti i tre mesi della mostra, il Festival, presenterà quotidianamente a Palazzo Strozzi una rassegna di film e di documentari di cineasti internazionali, dedicata alle grandi tematiche del "femminile". Fondato nel 1959, il Festival dei Popoli è ancora oggi l'unica istituzione italiana a occuparsi principalmente di film di documentazione sociale.

(pubblicato Terra di Toscana ottobre 2005 e riportato sul blog in data odierna)

 

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