Dilvo Lotti Un maestro dell’espressionismo europeo
di // pubblicato il 17 Febbraio, 2007
La mostra che il Comune di San Miniato e le istituzioni hanno dedicato al cittadino più rappresentativo, che vi è nato e lì lavora da novantadue anni, stupisce perché, considerando il lavoro di Lotti nel suo insieme, è paragonabile a quello di un maestro rinascimentale per le dimensioni, per tutte le tecniche di esecuzione (tecniche per semplicità definite tradizionali, ma frutto di costanti ricerche formali innovative, atte al raggiungimento di un proprio, spiccatissimo, modello iconografico), per la destinazione delle opere, croci dipinte e pale per gli altari di chiese, allegorie per sale consiliari o di rappresentanza di importanti istituti.
Attraverso i dieci segmenti del percorso espositivo, fino a metà dicembre un modo nuovo di scoprire, o riscoprire San Miniato, dove le oltre duecento opere e oggetti di Lotti testimoniano settanta anni di creatività di un artista conosciuto di nome, ma, forse, non nelle reali dimensioni delle sua grandezza. Il percorso sanminiatese si articola:
1) Conservatorio di Santa Chiara
Sono esposte opere di Lotti che richiamano per contenuto, significato e soggetto quelle dei maestri antichi già collocate all'interno dell'ex chiesa del convento di clarisse (con particolare riferimento alle croci - il Crocifisso di San Rocco e quello di Deodato Orlandi - e alle crocifissioni). Inoltre, quelle dedicate a Napoleone Bonaparte si legano alla frequenza dell'educandato da parte di religiose appartenenti alla famiglia Buonaparte di San Miniato, l'Autoritratto del 1939, riprodotto come manifesto dell'esposizione, la Processione degli scalzi coronati e i disegni del Dies irae.
2) Museo Diocesano d'Arte Sacra
Concentrate le opere di carattere spiccatamente sacro e religioso e i dipinti di maggiore intensità artistica e spirituale prodotti dall'artista che, non a caso, si è confrontato con tutti i temi e i valori religiosi classici e con le loro forme rappresentative. Tale collocazione ha lo scopo di consentire ai visitatori un confronto tra le forme di rappresentazione dei temi sacri nella pittura contemporanea e gli stili e le tendenze dell'arte medievale e moderna delle opere esposte nelle sale del museo.
3) Palazzo Buonaparte - Ufficio delle Entrate
All'interno di uffici e corridoi, circa trenta opere, lavoro degli ultimi due decenni del pittore e la sua spiccata attenzione verso i grandi avvenimenti della nostra epoca, frutto dell'invenzione di un artista sempre giovane e al passo coi tempi. Da citare La nube di Chernobyl e l' Annunciazione apocalittica, scultura in legno che accoglie il visitatore non appena varcata la soglia di ingresso.
4) Museo della Arciconfraternita di Misericordia
Espone ?opere di attinenza con i temi di solidarietà sociale e con il messaggio di carità, sentito, e artisticamente praticato, dal pittore. Da ricordare Le sette opere di Misericordia, Il cardinale prigioniero e La chiesa del silenzio.
5) Via Angelica
Sono qui distribuite opere a testimonianza di una grande manualità del pittore, che, come pochi nel Novecento, si è cimentato nell'uso delle tecniche artistiche tra le più diverse, dal vetro, al mosaico, fino all'affresco, alle diverse maniere dell'incisione, acquaforte, e xilografia, e all'olio. Riprodotte anche le immagini di alcune tra le opere dell'artista realizzate all'interno di chiese di numerose parti d'Italia.
6) Rocca Federiciana
Ai diversi piani dell'edificio sono collocate le riproduzioni delle pareti e delle stanze della casa-laboratorio del pittore con l'obiettivo di creare un parallelo tra la torre simbolo della città di San Miniato e la casa-torre abitata dall'artista, riproponendone le pareti e i soffitti affrescati, gli oggetti, le ceramiche, i luoghi della vita quotidiana, lo studio, i cavalletti, le tele, i pennelli, la ricca biblioteca per fare entrare il ?visitatore nel quotidiano del maestro e di immergersi nel mondo colorato e fantastico creato intorno a sé.
7) Accademia degli Euteleti
L'opera di Lotti scrittore, narratore, autore di saggi a carattere storico e artistico, illustratore di libri. Nell'ambito di questa attività meritano di essere ricordate le illustrazioni dell'opuscolo per l'Istituto del Dramma Popolare dedicato alla presentazione del testo teatrale del premio Nobel Elie Wiesel, Il processo di Shamgorod (1983), i disegni che illustrano il manifesto dell'opera teatrale di Papa Wojtyla, Giobbe, il piccolo volume arricchito da incisioni dedicato a Giovanni Papini, e il volume di acqueforti dal titolo Bacco in Toscana.
8) Museo Archeologico
Si trovano le riproduzioni dei disegni dedicati alle raffigurazioni delle sette contrade di San Miniato nel Medioevo e il più famoso Disegno della città delle 20 miglia (da cui è stato coniato uno dei più popolari modi di denominare la cittadina, ossia luogo distante circa 20 miglia dalle più importanti città della Toscana), inoltre, sono esposte le ceramiche fra cui quelle dedicate a Don Chisciotte e Sancho Pansa.
9) Oratorio del Loretino
La sezione fotografica offre una chiave di lettura ampliando l'orizzonte del visitatore sulla biografia variegata e complessa che ritrae Lotti con critici e personalità della cultura nazionale ed internazionale, ma anche nel privato, circondato dagli affetti in particolare con ?l'altra metà del suo mondo?, la signora Giuseppina, sposata nel 1943, che, personalmente, ritengo il faro della sua opera.
10) Chiesa di Santo Stefano
Si possono ammirare opere, quali l'affresco a calotta col Martirio di Santo Stefano, il graffito alla base dell'altare con la Deposizione di Cristo, la base musiva dello stesso, le vetrate e il rosone in facciata, nel luogo per cui esse sono state ideate e realizzate un ulteriore esempio della molteplicità dei materiali pensati per un unico contenitore storico, è il contemporaneo che si sposa con l'antico.
Constaterete la gran mole di lavoro, di altissima qualità iniziata nel 1930, al Regio Istituto d'Arte di Firenze, al cui interno docenti del calibro di Ojetti, Chiappelli e Parigi cercano di recuperare il modello rinascimentale di "bottega" per formare un artista in grado di esercitare pienamente il mestiere. A questa completa formazione, Lotti ?aggiunge la personale passione per il grottesco e l'ironico e nelle composizioni degli anni giovanili confluiscono la grande tradizione pittorica toscana e una visione della realtà che è favola, mito, narrazione fantastica, leggenda e aspirazione; oppure diventa rito, culto, cerimonia. Numerosi i contatti con artisti della Firenze tra le due guerre, moltissimi i premi e i riconoscimenti nazionali in quegli anni e le sue opere entrano in importanti collezioni e musei (Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma e Palazzo Pitti a Firenze) perché nella sua arte credono critici ed intellettuali. Dopo la guerra Lotti? continua la sua attività tenendo esposizioni in importanti gallerie anche all'estero. L?arte sacra e i temi religiosi acquistano una posizione di assoluto rilievo nel suo lavoro (celebre è il Cristo divino lavoratore, oggi collocato alla Galleria Pro-civitate Christiana di Assisi) e il Maestro si confronta con tutte le problematiche e con le loro forme rappresentative (croci, crocifissioni, deposizioni, processioni, annunciazioni, raffigurazioni della Madonna e immagini di Dio); così come continua a misurarsi con opere ad affresco e graffito presso chiese e edifici pubblici e privati. Lotti è un uomo del suo tempo e partecipa alla rinascita morale e spirituale della Nazione anche attraverso la sua attività di organizzatore culturale. Nel 1947 è fra i fondatori dell'Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, istituzione teatrale che mette in scena i più importanti drammaturghi italiani e stranieri affidandone la direzione a registi di chiara fama. Per il teatro della sua città, Lotti realizza le xilografie per i manifesti, ispirati ai testi di scrittori contemporanei, tra cui il nobel Elie Wiesel e lo stesso papa Karol Woytyla. Possiede forza e immediatezza, grazia e grande capacità evocativa, dotato di straordinaria fantasia e un'immaginazione colorata e viva. Il suo motto è "Io andrei" e per questo Carlo Pedretti, dice che quella di Lotti è una pittura da ascoltare come una sinfonia.
Al di là di tutti gli aspetti artistici, sono rimasta colpita dalla sua ironia e da una rara ?chiarezza discorsiva certamente non inferiore alla straordinaria cultura e memoria storica.
(pubblicato Terra di Toscana luglio 2006 e riportato sul blog in data odierna)