Design , fotografia e arte popolare, il mix vincente di Torino

di Amici in Visita // pubblicato il 11 Novembre, 2008

di Daniela Vannini


Arrivano da alcuni dei più prestigiosi musei europei e non, le 250 opere di Enzo Mari in mostra alla Galleria civica d’arte moderna e contemporanea (Gam) di Torino dal 20 ottobre 2008. Per l’esattezza, dallo Stedelijk Museum di Amsterdam, dalla Moderna Museet di Stoccolma, dal Musée du Louvre di Parigi, dal Kunstmuseum di Düsseldorf, dal MoMa di New York ma anche dalla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma per convogliare tutti nella città del Lingotto, quest’anno capitale mondiale del design. Non a caso, il Gam ha deciso di dedicare all’uomo che ha fatto la storia del design una rassegna originale “Enzo Mari. L’arte del design”, visitabile fino al 6 gennaio 2009, realizzata dallo stesso staff di Enzo Mari, e capace di rievocare la sua intensa attività artistica a partire dagli anni Cinquanta fino ad oggi.



Due i criteri seguiti nella mostra: da un lato, le opere nate dall’urgenza creativa interiore dell’artista diventate rappresentative dell’arte contemporanea, dall’altro gli oggetti di design rivoluzionari creati da Mari su commissione, che si alternano allo sguardo del visitatore in un continuo dialogo e confronto rispecchiando, così, la personalità critica dell’autore nei confronti della professione come si evince da alcuni suoi testi come la Funzione della ricerca estetica (1970) e Progetto e passione (2001) o le sue dissacranti Allegorie.



Fedele a un ordine cronologico, il percorso espositivo propone lavori che hanno lasciato una traccia indelebile nell’immaginario emotivo collettivo e che hanno tratto ispirazione da un’incessante ricerca e sperimentazione di nuovi modi e significati. Catene di sensi sempre diversi capaci di stupire e suggestionare l’osservatore anche quando si svincolavano o addirittura si contrapponevano alle coordinate tradizionali del design industriale. Dalla collaborazione con l’azienda Danese, sono usciti, infatti, oggetti che hanno segnato il cammino e lo sviluppo del design, non solo italiano, come calendari e appendiabiti, sedie e tavoli, porcellane e vetri riabilitando l’artigianato attraverso inedite e sofisticate forme. Il catalogo dell’esposizione è curato da Federico Motta Editore.



Ma per gli amanti dell’arte, le sorprese a Torino non finiscono qui. Da non perdere, sono i capolavori della collezione Bischofberger “Dalla preistoria al futuro” esposti alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli da lunedì 27 ottobre fino al 1° marzo 2009.

Dalle asce di pietra, esempio della prima sensibilità artistica della nostra storia, ai bicchieri di vetro di Maurice Marinot, la mostra offre una panoramica a tutto tondo dell’arte contemporanea e moderna spaziando dal design alla fotografia, dall’archeologia all’arte popolare, il tutto condito con una grande dose di passione che i due galleristi svizzeri Bruno Bischofberger, che è anche uno storico dell’arte, e la moglie Christina hanno saputo coltivare e capitalizzare nell’arco della loro vita. A testimoniarlo le oltre 164 opere (che non sono che un piccolo assaggio dell’intera collezione) incorniciate dall’allestimento firmato dall’architetto Marco Calmieri, tra le quali possiamo ammirare i capolavori di Garrii Rietveld, Jean Prouvé, Alvaro Alto, Giò Ponti, Le Corbusier, Ettore Sottsass, Friedrich Kepeler e Adolf Logos, insieme all’argenteria di Henning Koppel e alle ceramiche di Lucio Fontana che chiudono la sezione dedicata al design.



Molti invece gli scatti d’autore compresi nella raccolta fotografica che esibisce anche foto di Martin Munkazi, Irving Peen, Man Ray e Richard Avedon e tanti altri.

Fra i grandi nomi figurano pure Miquel Barcelò, Enzo Cucchi, David Salle, Mike Biblo, Andy Warhol, FrancescoClemente, George Condo, Julian Schnabel e Jean-Michel Basquiat.

E per gli affezionati dei paesaggi svizzeri è riservata una sezione di quadri dedicata alla regione dell’Appenzell dove Bruno Bischofberger è cresciuto e ha mosso i primi passi nel mondo dell’arte come collezionista e gallerista.



Curatore della mostra è il figlio più giovane dei collezionisti, Magnus Bischofberger, mentre il catalogo è edito da Electa in collaborazione con Ernst Göhner Stiftung.

di Daniela Vannini

Per informazioni:
www.gamtorino.it;
www.pinacoteca-agnelli.it

 
Didascalie immagini in ordine di pubblicazione:
- 1976 "44 valutazioni" (prog. 1120)
  allegoria presentata alla Biennale di Venezia nel 1978,
  il manifesto riporta la poesia di Francesco Leonetti,
  i cui versi danno il titolo alle 44 sculture
- 1964Contenitori in Marmo: Vaso "B" (prog. 745)
  Danese, Milano
- 1964 Struttura 744
  Alluminio anodizzato, ottone e acciaio cm 70x70x27
- Bartholomeus Lemmler,
  Alp with alpparade 1854
  Oil on card 34.5 x 43.6 cm CBV No. 100042  
-Johannes Miller,
 Large cow (Grosse Kuh) 1866,
Oil on card 29 x 54.1 cm CBV No. 100045

 

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