Dal caffé alla città. Giuseppe Jappelli e la nuova Padova

di Ellegi - pubblicato il 01 Agosto, 2008 in Mostre

Tutti conoscono a Padova il centralissimo Caffè Pedrocchi, un pezzo di storia della città, voluto nel 1816 da Antonio Pedrocchi, caffettiere di origine bergamasca e realizzato da Giuseppe Jappelli, uno dei massimi propugnatori dell'architettura civile in Italia, ma forse non proprio tutti conoscono tutti i suoi lavori.

L’occasione di vedere da vicino i progetti e i lavori dell’architetto-urbanista è offerta dall’esposizione “Giuseppe Jappelli e la nuova Padova. Disegni del Museo d'Arte", ospitata ai Musei Civici agli Eremitani di Padova. Oltre un centinaio di tavole, selezionate dai curatori Davide Banzato e Franca Pellegrini dal ricco cartolare dell'architetto veneziano composto da 343 esemplari, di cui 32 disegnati anche sul verso e 47 firmati. Nell’occasione sono esposte al pubblico oltre a un centinaio di tavole e modelli architettonici, ritratti ad olio busti e stampe di Jappelli, Pedrocchi e altri protagonisti della città di quel periodo.

Jappelli nasce a Venezia nel 1783 e si compie la sua formazione negli ambienti illuminati giacobini e massoni. Sceglie Padova sua città d'adozione. Nel 1807 viene nominato a Padova ingegnere di seconda classe nel Regio Corpo delle acque e strade del Dipartimento del Brenta. Uomo dai molti interessi e dalle mille attività: agrimensore, ingegnere idraulico, perito, cartografo, progettista di ponti, ma sempre affascinato dalla nuova idea di “città possibile” che si sta realizzando in quegli anni. Ripensare e riorganizzare gli spazi pubblici, individuarne le funzioni e le connessioni con la vita urbana, disegnare la nuova città moderna e borghese, sono i desideri che rimangono sempre al centro del suo lavoro.

Un’aria nuova che coinvolge anche gli spazi pubblici sta girando in quegli anni. L’avventura napoleonica prima la caduta della Serenissima e il successivo dominio napoleonico e austriaco modificano gli equilibri storici e politici del passato portando uno straordinario momento di rinnovamento e creando un’epoca decisiva per l’affermarsi del ruolo dell’architettura urbana. Idee urbanistiche di grande respiro anche per la città di Padova che per le vicende politiche restano in gran parte incompiute.

Giuseppe Jappelli si arruola nell’esercito francese, va in esilio, ritorna a Padova dopo alcuni anni. Quando rientra gli venne affidato l'allestimento di una grandiosa scenografia a carattere paesaggistico nel Palazzo della Ragione per la visita dell'imperatore Francesco I. Poi importanti commissioni private, che culminarono nel suo capolavoro, lo Stabilimento Pedrocchi di cui, come si può vedere dalle tavole esposte, studiò anche gli arredi nei minimi dettagli.

Il primo edificio pubblico realizzato a Padova da Jappelli fu il Macello comunale dopo un lavoro di progettazione durato quasi dieci anni. Poi tanti bellissimi progetti per una nuova Padova, non verranno mai realizzati: le Carceri, la Loggia Amulea, il Cimitero e la sede unitaria dell'Ateneo della città con uno stabile tra la Basilica del Santo e Santa Giustina, collegato ai laboratori universitari del Giardino botanico e dell'Ospedale. Tutto resta nella dimensione di una città ideale.

Restano comunque a Padova alcuni significativi edifici, come il Caffè Pedrocchi, il Macello Comunale che oggi ospita l'Istituto d'arte Pietro Selvatico, il Teatro Verdi, le case e i giardini Treves e Giacomini ora Romiati.
La mostra è strutturata in sezioni e ci mostra come per ogni progetto, pubblico o privato, Jappelli accompagnava sempre il suo lavoro da un'accurata analisi del territorio, tenendo ben presente l’indispensabile aspetto pratico della funzione a cui il progetto era destinato. Schizzi preparatori del lavoro e disegni accuratissimi anche dei dettagli dei particolari costruttivi, degli arredi e delle decorazioni. Oggi, nell’epoca in cui si progetta con computer e Cad , è una gioia per gli occhi poter ammirare un “lavoro tecnico” così vicino all’arte.

Promossa dall'Assessorato ai musei, politiche culturali e spettacolo e dai Civici Musei, con il sostegno e la collaborazione di Fischer Italia, l’esposizione è accompagnata dal bel catalogo edito da "Il prato" che raccoglie l’intero cartolare e permette di avere a “portata di mano” le immagini dei preziosi e delicatissimi disegni dello Jappelli.

Musei Civici agli Eremitani, fino al 4 novembre 2008
Orario: 9 - 19, chiuso i lunedì non festivi
www.padovanet.it/padovacultura


Didascalie immagini

- Vincenzo Gazzotto Gli artefici del Caffè Pedrocchi. Antonio Pedrocchi, Bartolomeo Franceschini, Giuseppe Jappelli
  collezione privata
- Pietro Paoletti Ritratto di Giuseppe Jappelli Padova, Musei Civici, Museo d'Arte Medioevale e Moderna
- Giuseppe Jappelli Progetto per il giardino di casa Treves a Padova. Pianta e prospetto del tempietto 
  penna e inchiostro, acquerello su carta Padova, Musei Civici, Museo d’Arte Medioevale e Moderna
- Giuseppe Jappelli Progetto per il Carcere di Padova. Sezione e prospetto sezione. Tav. IV
  penna e inchiostro, acquerello su carta Padova, Musei Civici, Museo d’Arte Medioevale e Moderna

Feed & Rss

sottoscrivi i feed Sottoscrivi i feed atom/rss per essere sempre aggiornato sulla pubblicazione di nuovi articoli!