Dai manoscritti miniati ai libri d’artista
di // pubblicato il 04 Maggio, 2008
Prorogata al 30 maggio 2008
Espressione del Movimento Romantico, il “libro d'artista” fu introdotto all'inizio del diciannovesimo secolo, poi confermato dai simbolisti, divenne importante fenomeno creativo per i principali modernisti.
In Francia, dove da sempre esisteva una comunità di bibliofili, il movimento si allargò in Italia, Germania e Regno Unito, ma, ovunque, con l’idea comune di trovare un testo di valore, antico o moderno, da usare come base per tutta una serie di illustrazioni capaci di esprimere la personalità dell’artista approfondendo la comprensione delle parole sulla pagina.
Con l'espressione francese "livre de peintre" si definisce l'edizione, per lo più limitata nel numero delle copie, che associa al testo, opere di grafica originale appositamente realizzate dagli artisti, spesso i migliori pittori e scultori del momento, nella loro libera unità di intenti con gli autori del testo stesso e su sollecitazione e cura di editori lungimiranti (Vollard, Skira, Tériade, Kahnweiler, Maeght, Iliazd, Lecuire)
Questo mondo straordinario lo potrete scoprire con "ALLO! PARIS! Il libro d’artista da Manet a Picasso nella collezione Mingardi" a Palazzo Bocchi Bossi di Parma grazie all'allestimento organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Parma con il contributo di Cariparma Crédit Agricole.

I curatori Francesca Magri e Corrado Mingardi, dalla collezione personale di Corrado Mingardi, collaboratore della Fondazione Cariparma fin dall’origine, hanno selezionato cento libri d’artista che permettono di tracciare questa bella storia evidenziando tutte le grandi personalità e le correnti artistiche dei due secoli.
La mostra si aprirà con alcuni grandi libri dell’Ottocento illustrati da artisti come Eugène Delacroix per il Faust di Goethe, Gustave Doré per Les contes drolatiques di Balzac e Londres, Edouard Manet per Le Corbeau di Poe; e ancora Odilon Redon, Edward Burne-Jones, Audrey Beardsley, Max Klinger. Incisive le citazioni dei singoli artisti.
La sezione dedicata al Novecento è introdotta dal capolavoro Parallélement di Verlaine, illustrato da Pierre Bonnard, seguito molti da altri volumi della storia dell’editoria del Novecento e, fra questi, (molti dei quali a fogli sciolti e ben trecento pezzi esposti sulle pareti), Rodin, Maillol, Kokoschka, Barlach, Grosz (Ecce homo), Kandinsky (Klänge), Kirchner, Rouault (tra cui Miserere e Père Ubu), Chagall (Gogol, La Fontaine, Bible), Picasso ( Balzac, Ovidio, Buffon, Sueno e mentira de Franco e Le chant des morts), Braque (Teogonia, Satie e Apollinaire), Matisse (le venti tavole a colori di Jazz), Léger (tra cui Cirque), Le Corbusier (Le poème de l’angle droit), Dufy (tra cui Le bestiaire di Apollinaire), Laurens, Derain (Pantagruel), Delaunay, Villon, Beaudin, Gonèarova, Kupka, Alexeieff, Schmied, Cocteau, De Chirico (Calligrammes e Mythologie), Ernst, Miro, Man Ray, Masson, Matta, Depero, D’Albissola (Libro di latta), Munari, Calder, Dubuffet, Lanskoy, Tal-Coat, Fautrier, Giacometti (Paris sans fin), Lichtenstein, Warhol, Dine, Francis, Rauschenberg, Oldenburg, Riopelle, Annigoni, Marino Marini, Arturo Martini, Campigli (Il Milione). De Pisis, Sironi, Carrà, Manzù (Le Georgiche, Edipo Re, Il falso e vero verde), Maccari, Guttuso, Mattioli, Melotti , Baj, Manfredi, Forti, Tapies, Alechinsky, Tinguely, Adami, Valentini, Paladino (straordinario Pinocchio ) e Isgrò.

Scusate i tanti nomi che non giovano alla fluidità della lettura, ma, solo così, potevo sintetizzarvi le testimonianze di questa mostra imperdibile.
Il catalogo edito da Skira è un importante strumento a corredo con validissimi saggi fra cui, quello in apertura, di Michele Tavola che, per la prima volta in Italia, ripercorre ampiamente la storia del libro d’artista dalla Francia all’Europa.

Fino all'11 maggio 2008
"Il libro non deve aver bisogno di essere completato da un'illustrazione imitativa. Il pittore e lo scrittoe devono agire insieme, senza confusione, ma in parallelo. Il disegno deve essere un equivalente plastico del poema. Non direi primo e secondo violino, ma un insieme concertante."(Henri Matisse)