Da Spoerri a Desiderio

di Cinzia Colzi // pubblicato il 23 Marzo, 2007

In febbraio, chi mi legge con assiduità, trova la segnalazione per una visita a Prato al Centro per l?arte contemporanea Luigi Pecci. Quest?anno l?evento è di quelli da non mancare perché?destinato al plauso del pubblico e della critica: fino al 29 aprile un?antologica dedicata a Daniel Spoerri, curata da Stefano Pezzato, rivela un percorso artistico, in 120 opere, scaturito di volta in volta da situazioni fortuite e coincidenze impreviste, ma compiuto, nel suo complesso, da Spoerri ?non per caso?, con oggettiva coerenza dal particolare al generale, dall?inizio alla fine e, come dice l?autore: ?Non sono mai uscito da una linea diritta. Seguo il mio proprio cammino ma constato sempre più di tessere una sorta di motivo..?. Nato nel 1930 a Galati in Romania, trasferito in Svizzera a dodici anni per sfuggire alle persecuzioni fasciste rumene, Spoerri si è affermato in Francia alla fine degli anni Cinquanta, arrivato all'arte dopo esperienze giovanili di danza, teatro e poesia, oggi lo scopriamo nella sua interezza espressiva attraverso le nove sezioni tematiche: dall?evoluzione dei Tableaux-piège e delle ?collezioni? di oggetti agli sviluppi della Eat Art; dai Pièges à mots (trappole per parole), Détrompe-l??il (disinganna l?occhio) e ?moltiplicazioni? utilizzate per scardinare le convenzioni visive e compositive della tradizione artistica, alla realizzazione di Objets de magie à la noix (oggetti di magia balorda), assemblaggi e fusioni in bronzo; dalle Investigazioni criminali alla realizzazione di un Cabinet anatomique (gabinetto anatomico); dalla composizione di Corps en morceaux (corpi a brandelli), Tavoli da lavoro e del Carnevale degli animali alla Catena genetica del mercato delle pulci; per finire con l?ultima serie di opere realizzate dall?artista nel 2004-06 ed ispirata alle figure aberranti quanto fantastiche degli Idoli di Prillwitz intrappolate nell?intrico dei canali di fusione del bronzo. Troverete anche l?analisi di quella parte privata di ricerca propria dell?artista e in cui si rivela: la memoria della Chambre No 13 dell?Hot?l Carcassonne , in Rue Mouffetard a Parigi; l?incontro con Picasso, Vue cubiste del la Chambre no.13 ; il confronto con la morte e il riferimento a Duchamp, Memento Mori. La fille mère mise à nu par la mort, m?me ; le tracce dell?infanzia, Les poupées; il demone dell?alcool, Santo Grappa; gli istinti del ventre basso, La mère du travesti e Bibliothèque de recettes .
Non so se accadrà anche a voi di ripetere il percorso, anche più volte, perché, in certi momenti, si è come inglobati in una realtà dove, per seguire il discorso artistico, si perde il senso della propria dimensione (devo ammettere anche che, quando sono tornata in mostra dopo aver letto lo splendido?catalogo omonimo, é stato ancora più coinvolgente).
A?fine percorso vi attende la sezione dedicata al Piccolo gabinetto di curiosità degli artisti del Giardino di Daniel Spoerri, che rimanda alla Fondazione costituita dall?artista a Seggiano, visitabile da aprile ad ottobre, oppure su appuntamento. Da lì, dagli anni Novanta, Spoerri ha lanciato la propria sfida alla natura, ultimo confine da oltrepassare: nel giardino ha collocato opere proprie accanto a quelle di artisti-amici di fama internazionale e lungo 16 ettari di boschi, prati, oliveti e in un borgo di case sono state installate ben 90 opere.
Durante il periodo della mostra sono organizzati collegamenti speciali al ?Giardino di Daniel Spoerri? a Seggiano, approfondimenti e due giornate di studio sul tema: Fenomenologia dell?oggetto nell?arte del XX secolo, a cura della Scuola di Specializzazione in Storia dell?Arte dell?Università di Siena il 29 e 30 marzo 2007. Per informazioni: Università di Siena tel. 0577 233635.

Non avevo mai parlato di premi letterari, rimedio con una realtà radicata nel territorio: la ventesima edizione del ?Premio Letterario Chianti? nato da un'idea dello scrittore Paolo Codazzi, Direttore della rivista culturale ?Stazione di Posta? e con la collaborazione dell?Amministrazione Comunale di Greve in Chianti. Le prime edizioni alternavano annualmente Poesia e Narrativa, mentre, dal 1992, si è passati alla narrativa e ne suggerisco l?approfondimento perché è connotazione peculiare del Premio, fin dalla prima edizione, la centralità di una Giuria di Lettori, che ampliandosi di anno in anno fino agli attuali oltre trecento partecipanti, determina il vincitore del Premio tra una cinquina di finalisti selezionati da una Giuria Tecnica presieduta dal Prof. Giorgio Luti e comprendente un rappresentante nominato di anno in anno dall'Assessorato alla Cultura di ognuno dei comuni partecipanti (Barberino Val d?Elsa, Greve in Chianti, Impruneta, Radda in Chianti, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa) assieme alla rivista ?Stazione di Posta? per la gestione della manifestazione, ma, soprattutto, ha trasferito nelle abitazioni delle famiglie dei Giurati-Lettori del comprensorio, il dibattito sulla produzione narrativa dell?ultimo ventennio selezionando, conoscendo e premiando gli autori.

Zone di Frontiera Urbana ?Cantieri fotografici? alla ?fsmgallery? (via San Zanobi 19/r Firenze), in collaborazione con la Fondazione Michelacci, è la mostra-progetto che ribalta attraverso l?obbiettivo di sedici fotografi, la consueta idea di periferia come cerchia esterna e come area di confine, sviluppando un nuovo significato di frontiera, non come territorio ai margini o come limite, ma come finestra sull'universo lontano dalle solite immagini patinate. Le Zone di Frontiera Urbana sono caratterizzate da un fermento vitale spesso lontano dai nostri occhi; spazi abitati da altre culture, da altre lingue, che vivono la costante scommessa del rapporto tra spazio e ambiente, tra "generi, generazioni e genti", grandi centri commerciali, i punti di aggregazione, i nuovi quartieri, fino agli angoli più nascosti di microcosmi e di volti del territorio che cambia: cinesi, rom e abituali frequentatori delle case del popolo, presenze consolidate di aree e che convivono grazie ad un nuovo equilibrio.

Un giovane fotografo siciliano Davide Bramante, reduce dalla partecipazione al Premio Cairo al Palazzo della Permanente a Milano, espone per la prima volta a Firenze, alla Galleria Poggiali e Forconi fino al 18 aprile. AROUND THE WORLD raccoglie opere fotografiche dedicate a metropoli dove l?autore ha vissuto per brevi periodi, unitamente ad un?altra serie dedicata al cinema con sequenze cult. Immagini di grandi dimensioni realizzate con scatti sovrapposti su pellicola e montate su supporti di plexiglass con silicone a ph neutro. Inoltre, nei nuovi spazi della galleria (via Benedetta, 3r), l?artista ha scelto di presentare 11 lightbox, una tipologia di lavoro per lui assolutamente inedito. Curata da L?r?nd Hegyi, direttore del Museo di Arte Contemporanea di Saint-?tienne che ne ha curato anche l?ampio volume di corredo, leggiamo:?Nelle opere dedicate alle città ?il panorama urbano appare sconcertante e confuso, visto che simultaneamente ci vengono presentati, con disinvolta casualità, diversi oggetti da diverse posizioni, ora lontani, ora in primo piano, ora nitidi e precisi, ora sfocati e poco chiari. Immagini e testi sono disposti a strati, gli uni sopra gli altri, con la trasparenza e la compenetrazione delle cose a produrre una moltitudine visiva pittoresca, edonistica. [?]? L?universo figurativo di Bramante è popolato di fotografie come di testi, di strade, piazze e palazzi, di icone pubblicitarie, slogan politico-propagandistici e personaggi storici, tutto trattato alla stessa stregua. ?? interessante come questo universo figurativo malgrado l?intrico pittoresco, quasi esotico, dato dall?accumulo di motivi tratti dal contesto urbano effimero e quotidiano, non risulti affatto caotico o imperscrutabile né tanto meno sgradevole o fastidioso, ma appaia piuttosto come qualcosa di conosciuto eppure mai veduto esattamente così?. Nel volume troverete anche un?intervista di Marta Casati all?artista.

Fino al prossimo 3 giugno, arriva al Museo del Bargello (dopo il Louvre per poi volare alla National Gallery of Art di Washington) la mostra: Desiderio da Settignano La scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento. Scoprirete come Desiderio, ancor più di Donatello, raggiunge nella lavorazione del marmo ? in particolare nella resa del rilievo ?stiacciato? ? un livello di perfezione ineguagliabile. Produzione autografa limitata per la precocissima morte, il Museo Nazionale del Bargello ha la fortuna di possedere nelle sue collezioni un cospicuo gruppo di opere desideriane, di differenti tipologie, che annoverano anche tra di loro la celebre statua del San Giovannino Martelli che, secondo gli studi più attuali, è frutto della collaborazione tra Donatello e Desiderio e la dimostrazione del loro profondo legame artistico, testimoniato anche dal Vasari. La riunione delle opere del Bargello con le sei opere di Desiderio conservate nelle collezioni del Louvre, consente di costruire un nucleo rappresentativo, di suprema qualità artistica, attorno al quale sviluppare la prima esposizione monografica dedicata a questo artista straordinario e particolarmente noto per alcuni ?generi? in cui eccelse tra i contemporanei: come i busti di bambini e i bassorilievi di virtuosistica raffinatezza, sia di soggetto sacro, come le Madonne col Bambino, che profano, come i Ritratti dei Cesari. Al progetto originario per una mostra da tenersi a Parigi e a Firenze, che prevedeva inizialmente la cooperazione e lo ?scambio? dei due musei ? con pochi altri prestiti da collezioni pubbliche italiane ed europee ? si è poi aggiunta come terzo partner la National Gallery of Art di Washington, che a sua volta possiede alcune opere di Desiderio, tra le più rappresentative, assumendo, la rassegna desideriana, la fisionomia di una irripetibile occasione ? attraverso la collaborazione scientifica diretta dei tre più grandi musei di scultura, in un progetto comune capace oltretutto di ottimizzare le risorse - di vedere riunite pressoché tutte le opere di questo raro scultore, perché possa essere nuovamente studiato dagli storici e, soprattutto, meglio conosciuto dal pubblico. L?esposizione si articola in diverse sezioni tematiche, che sviluppano tutti i generi della scultura desideriana: mettendo in luce alcune tipologie artistiche e alcune problematiche essenziali per la comprensione dell?artista e della sua epoca. Tra questi il ritratto e i suoi particolari connotati, i modi della rappresentazione del reale attraverso una sensibile accurata resa del rilievo ?stiacciato?, la relazione tra forme sacre e profane. Per gli appassionati e, non solo, lo stupendo catalogo realizzato per l?evento.

(pubblicato Terra di Toscana febbraio 2007 e riportato sul blog in data odierna)

 

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