Da Courbet a Fattori. I principi del vero

di Cinzia Colzi // pubblicato il 17 Febbraio, 2007

A Castiglioncello, nelle sale di Castello Pasquini, fino al prossimo primo novembre, è allestita la mostra che rappresenta il quinto appuntamento di analisi e ricerca "macchiaola", nel legame con la Toscana e la condivisione dei fermenti figurativi europei e, Da Courbet a Fattori. I principi del vero, curata da Francesca Dini, con un inedito itinerario all'interno della pittura della "macchia", sensibilizza, appunto, il rigoroso e originale rapporto dei "principi del vero" con le contemporanee ricerche.


La mostra parte dagli spunti che i Macchiaioli ricevettero dai paesaggi conservati nella collezione Demidoff, meta di regolari visite nella omonima villa di Firenze, per documentare le prime curiosità parigine nei confronti della pittura di Barbizon, ma anche, e soprattutto, l'adesione estetica, oltre che sociale, morale e politica ai principi del Realismo, conosciuti e studiati attraverso gli scritti di Proudhon.

Di particolare attenzione anche i documenti fotografici e letterari a disposizione del visitatore e, nella sala di proiezione, documentari e video dedicati a Diego Martelli e pittori della "macchia", una produzione del Comune di Rosignano per l'Archivio multimediale del Centro di Castiglioncello.

Per la prima volta in Toscana, un così significativo numero di opere di Courbet, considerandole, proprio per il tramite degli scritti di Proudhon, che ne fu attento e originale esegeta, quali interlocutrici ideali di quel rigore etico, intellettuale e artistico che animò le ricerche della "macchia", dagli esordi condivisi con entusiasmo da tutti i componenti del gruppo (in mostra splendidi dipinti di Costa, De Tivoli, Abbati, Borrani, D'Ancona, Banti, quasi tutti mai esposti a Castiglioncello), sino agli esiti solitari, straordinariamente originali e innovativi, degli ultimi Fattori e Lega.

Come nelle edizioni precedenti (ricordo la prima retrospettiva dedicata a Giuseppe Abbati, l'esposizione sulla maturità della "macchia", la mostra sulle ultime ricerche di Silvestro Lega, nella campagna di Gabbro, e quella dedicata a Zandomeneghi ), una selezione di opere, alcune inedite, altre non più esposte da decine di anni perché visibili solo occasionalmente in quanto appartenenti a collezioni private.

Per concludere ancora due segnalazioni: L'alzaia di Signorini e La portatrice di Zandomeneghi, quest'ultima ritrovata in seguito alla mostra di Castiglioncello dello scorso anno, entrambe non comparivano in Italia dall'Ottocento.

(pubblicato Terra di Toscana luglio 2005 e riportato sul blog in data odierna)

 

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