Castelli di pietra al Forte di Bard.
di // pubblicato il 27 Ottobre, 2008
Dall’alto di uno sperone roccioso all’imbocco della Valle d’Aosta, il Forte di Bard, l’imponente fortificazione voluta dai Savoia sulle rovine di un antico castello, accoglierà il visitatore fino prossimo febbraio con l’esposizione Segni di pietra. Torri, castelli, manieri e residenze. Disegni e osservazioni di Francesco Corni dedicati alle eccezionali illustrazioni delle fortezze valdostane messe a confronto con alcuni tra i più significativi modelli di fortificazione italiani ed europei. 
La mostra vuole rappresentare attraverso disegni, documenti e immagini video, un tributo all’immenso patrimonio della regione e anche alle caratteristiche e le trasformazioni che i castelli hanno avuto nei secoli.
Fra le montagne della Valle d’Aosta la parola castello risuona con mille eco diverse. Una bella opportunità per scoprire come quello che comunemente chiamiamo castello possa essere passato, a partire dall’anno Mille fino al 1800, da fortezza a fortificazione a residenza di piacere.
Lo scenario del Forte di Bard è veramente insolito e di grande suggestione e impatto sul visitatore. L'allestimento inoltre avvolge il visitatore in una dimensione architettonica unica resa ancora più suggestiva attraverso il contributo di immagini, musiche e ambientazioni.
Mostra ideata e promossa da Associazione Forte di Bard nata per la valorizzazione del turismo culturale del Forte di Bard che conta fra i suoi soci la Regione Autonoma Valle d'Aosta, la Compagnia di San Paolo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino 
L’autore dei disegni Francesco Corni dal 1975 si dedica alla documentazione dei beni culturali e ambientali, prima come rilevatore nei cantieri archeologici, poi come autore di libri illustrati oltre a collaborare con prestigiose riviste e pubblicazioni. Attraverso i suoi disegni realizzati a china su carta da lucido, ricompone con grande efficaci l'imponenza di strutture architettoniche, e ci permette una migliore conoscenza attraverso una minuziosa ricostruzione dei dettagli.
Un lavoro di minuzioso e fortemente realistico che si snoda lungo un suggestivo itinerario che si snoda tra gli spazi espositivi delle Cantine e delle Prigioni del Forte, e presenta al pubblico un centinaio di disegni in cui l'autore, con la tecnica dello spaccato prospettico e della veduta dall'alto, coglie ogni monumento nel suo insieme, illustrando nel contempo, le fasi principali del suo sviluppo e le sue specificità. 
La mostra si articola in due sezioni: nella prima all'interno delle sei sale delle Cantine, si ripercorre l'evoluzione storico-architettonica della fortificazione valdostana, da strumento di difesa a residenza signorile in un percorso che spazia dalle torri ottoniane e castelli primitivi della prima sala, al donjon cilindrico e le residenze castellane al castello compatto, ai castelli degli Challant alla casaforte e la casa borghese fino alle corti ecclesiastiche e alla Grangia.
Bisogna entrare nelle Prigioni per scoprire i confronti fra i modelli italiani ed europei a cui si sono ispirati i costruttori valdostani o viceversa. Tra questi, il volume compatto di Verrès si affianca alla Torre di Londra e al Palazzo di Federico II a Lucera, il castello di Issogne alle coeve residenze ecclesiastiche dell'Hotel di Cluny a Parigi e del Priorato di Saint David in Inghilterra, la ridotta esagonale di Pont-Saint-Martin al "keep" dei castelli inglesi di Arundel e Warwich. 
La fortezza di Bard viene confrontata con quella piemontese di Fenestrelle, con quella del Priamar a Savona e del Forte Diamante a Genova. Il modello a corte centrale che caratterizza il castello di Fénis, trova confronto nei castelli di Gradara (Pesaro-Urbino) e Chambéry, mentre il gusto eclettico del castello in stile presente a Saint-Pierre trova la sua massima espressione nel modello bavarese di Neuswanstein.
In appendice alla mostra il visitatore potrà anche ammirare due plastici che raffigurano il Forte di Bard, uno che presenta la fortezza come apparve a Napoleone che la rase al suolo al termine della seconda Campagna d'Italia del 1800. L’altro mostra il Forte nelle forme attuali dopo la ricostruzione voluta dai Savoia tra il 1830 e il 1838, ad opera dell'ingegnere militare Francesco Antonio Olivero. Sempre a cura dell’Associazione Forte di Bard un bel volume raccoglie, oltre alle opere visibili nell'esposizione, tutta la produzione artistica e gli studi di Francesco Corni relativi alla storia delle fortificazioni in Valle d'Aosta.
All’interno del Forte -che è stato dismesso nel 1975 dal demanio militare e acquisito dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta nel 1990- sono ospitati anche altri musei che valgono una visita. Il Museo delle Alpi, multimediale e interattivo per scoprire le Alpi e capire la montagna;le Alpi dei ragazzi museo interattivo interamente dedicato ai più giovani che, accompagnati da educatori, possono giocare intorno ai temi della mitologia e cimentarsi con un'ascensione virtuale del Monte Bianco. E se oltre ad amare l’arte e le fortificazioni amate anche la natura e la buona cucina, il grande complesso monumentale ospita al suo interno, punti di ristoro, e un accogliente hotel de charme per notti da veri castellani.
Segni di pietra. Torri, castelli, manieri e residenze.
Disegni e osservazioni di Francesco Corni
Forte di Bard, Valle d'Aosta
fino al 15 febbraio 2009
Orari: martedì/venerdì dalle 10.00 alle 18.00
sabato/domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00
chiuso il lunedì