Buio in sala

di Cinzia Colzi // pubblicato il 14 Luglio, 2007

E' stata inaugurata ieri, al Centro Congressi Principe di Piemonte di Viareggio la mostra intitolata  Buio in sala. Architettura del cinema in Toscana” percorso fra i più significativi edifici toscani che hanno ospitato proiezioni cinematografiche con immagini, filmati originali, foto d’epoca, progetti architettonici e strumenti per la proiezione.



Gli edifici sono osservati in chiave architettonica e decorativa per aggiungere al cinema, oltre l' autonomo linguaggio artistico, anche la realtà del luogo fisico.
In risalto la capacità di aggregazione sociale assolta dal cinema in una sorta di “moderno” teatro che si affianca, a partire dalla fine del XIX secolo, a quello tradizionale e testimoniato dal numero di teatri trasformati in sale cinematografiche durante il corso degli anni e con i nomi degli architetti che si sono misurati con questo tipo di progettazione.

Proposito della  mostra é la solida costruzione di una memoria delle sale cinematografiche, sulla quale possa fondarsi il mantenimento di una prospettiva di vita per il cinema e tutelare le sale più rappresentative, ormai parte fondamentale del nostro patrimonio culturale per contrastare la sempre maggiore tendenza alla trasformazione in luoghi variamente destinati ad attività commerciali o ricreative. 

Fino al prossimo 5 settembre, all’interno della sala cinematografica dello stabilimento balneare Principe di Piemonte (realizzato dall’ingegnere fiorentino Aldo Castelfranco nel 1938 sulla passeggiata a mare di Viareggio) il visitatore ha modo di scoprire gli edifici del cinema dalla loro nascita alle moderne realizzazioni, passando dal muto al sonoro, alternando la visione di tavole tecniche a rimandi diretti ai tradizionali luoghi del cinema in Toscana, nella lettura offerta dai materiali provenienti dai principali Archivi e Musei Nazionali e divisi in quattro periodi di riferimento:
- dal 1896 al 1918, dall’itinerante cinématographe Lumiére alle prime sale stabili
dal 1919 al 1929, fase di affermazione del cinema come fenomeno di massa, che si riflette sul consolidamento delle modalità architettoniche per gli edifici cinematografici e degli apparati decorativi
-dal 1930 al 1959, nonostante gli anni difficili del conflitto bellico e del dopoguerra, l'intensificazione del fenomeno
dal 1960 ai giorni nostri, la progressiva trasformazione dell’edificio tradizionale in sale polifunzionali e ricreative

Filmati d’epoca e spezzoni cinematografici, proiettati lungo il percorso espositivo, permetteranno al visitatore una completa immersione nello spirito del tempo, assaporando le affascinanti suggestioni ispirate dal cinema e dalle sue sale e il contributo di Theo Eshetu (pluripremiato video artista, autore e produttore di documentari) aumenta il coinvolgimento giocando su rimandi cinematografici visivi e sonori.

Durante il periodo della mostra sono in programma proiezioni cinematografiche e incontri con registi ed attori, mentre in chiusura, il 5 settembre, si terrà il convegno “I luoghi del cinema in Italia. Architetture del cinema per il cinema”,  Il catalogo è a cura di Maschietto editore.

Per informazioni www.cinemaintoscana.it

 

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