Boldini Mon Amour

di Katty Colzi // pubblicato il 25 Settembre, 2008

Questa mostra di Giovanni Boldini è l'occasione per tornare a Montecatini in quel palazzo che da solo vale una visita, il Polo Espositivo ex Terme Tamerici.
Fino al prosimo 30 dicembre, le storiche sale del complesso ospitano centodieci dipinti, sessanta disegni su carta e sessanta foto originali e inedite per raccontare l'universo femminile di un indiscusso esponente dell’Ottocento italiano.

A corrdeo anche lettere mai pubblicate, materiale documentario e venti opere comparative di De Nittis, Zandomeneghi, Picabia, Corcos, Helleu, Signorini e Banti per inquadrare l'opera di Boldini in un contesto di ampio respiro.

"Boldini  Mon Amour", curata da Tiziano Panconi (il maggior esperto dell’opera del Maestro e a cui si deve il catalogo ragionato del 2002), dimostra come la bellezza, soprattutto quella femminile, divenne base per una ricognizione estetica supportata anche da profonde indagini psicologiche, volta alla creazione dello specifico modello di grazia idealizzato e del tutto rispondente all’avvenenza aristocratica ed emancipata e ai tratti fisionomici di Berthè, la prima modella (e amante) francese.

Ne sono esempi nitidissimi le tele raffiguranti Madame Ferguson, Madame Lanthème, la Contessa de Rasty.
Appassiona particolarmente la proposta di una nuova lettura del rapporto con la moglie, Emilia Cardona, attraverso lo studio minuzioso di foto e biglietti da visita lasciati in vita (presumibilmente, ma indistintamente sia a Giovanni Boldini, sia al terzo marito di Emilia, lo scultore Francesco La Monaca all'epoca domiciliato a Parigi) e rinvenuti in ordine sparso nell’abitazione di Pistoia dal nipote della vedova Boldini.
Allo studio, ha contribuito il ritrovamento di una testimonianza epistolare e fotografica inedita che ha permesso di ricostruire alcuni passi fondamentali delle vicende umane e affettive della convivenza fra l'anziano anziano maestro e la giovane letterata piemontese (una relazione parallela con colui che, dopo appena un anno dalla scomparsa di Boldini, divenne il suo terzo marito).

La prima metà del catalogo, edito da Pacini, è dedicata, appunto, a questa nuova ricostruzione da dove ne esce, forse, un'immagine diversa di Emilia capace di lasciare il pittore malato con l'infermiera per raggiungere l'amante ad Amsterdam!

I numerosi disegni a matita dedicati a Milly, come Boldini la chiamava affettuosamente, come le immagini inedite delle suppellettili e degli esemplari originali - sculture, mobili, carrozze, tutti in miniatura - utilizzati  per modelli di quadri, rinvenuti presso lo studio del maestro, completano l'analisi della lunga esistenza del Maestro segnata dall'attrazione per l'universo femminile e, nel contempo, dal costante affinamento di un gusto estetico superiore della sua espressione artistica.

 

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