Black Paintings - Eclissi sul modernismo
di // pubblicato il 11 Ottobre, 2008
"Il nero realizza l'idea di un'arte assolutamente pura e "sublime" tautologicamente ripiegata su se stessa, scevra da contenuti narrativi ed emotivi"
Ad Reinhardt
E' appena uscito in libreria per i tipi di Electa (Mondadori), un volume di Riccardo Venturi dal titolo Black Paintings - eclissi sul modernismo sull'opera di due tra i maggiori artisti americani del dopoguerra: Ad Reinhardt e Frank Stella.
Ispiratori, in particolare il secondo, della corrente artistica minimal art - sviluppatasi negli Stati Uniti tra gli anni Sessanta e Settanta in contrapposizione all'espressionismo e alla Pop art – i loro monocromi neri attrevarsati talvolta da linee geometriche sovrapposte appena visibili, sono tra i dipinti più radicali che siano mai stati realizzati e che ancora oggi sconcertano la critica e il pubblico.
Scevre da ogni significato simbolico, le loro opere si caratterizzano per la chiarezza espressiva e l'essenzialità in un linguaggio che diviene sempre più rigoroso e minimalista.
Il nero dei loro dipinti, lontano dal rappresentare un'immagine di distruzione o di morte, esprime una volontaria e totale rinuncia al segno per una pittura basica, dove la semplificazione arriva quasi all'annullamento.
Il libro raccoglie la sfida lanciata da questi dipinti, che sembrano scoraggiare e sfuggire ad ogni trattazione verbale, avvalendosi di materiale in gran parte inedito, proveniente dagli archivi d'arte americana dello Smithsonian Institution di Washington DC.
Il percorso proposto è suddiviso in quattro parti:
1) Conformazione. Tracciati dell’all over
2) Esecuzione. L’anima e il polso di Stella
3) Percezione. Impronta visiva e inesauribilità
4) Composizione. Pathos dell’impersonale.
In ogni sezione, con rimandi alle foto d’autore nell’album, viene effettuato il confronto tra Reinhardt e Stella, il quale diventa produttivo non davanti ai punti di tangenza ma là dove qualcosa non torna, là dove le parti entrano in rotta di collisione. Attraverso questo confronto serrato, a emergere è la crisi del modernismo, di cui i Black paintings sono assieme l’apice e la catastrofe.
Incentrato sui dipinti di Reinhardt e Stella ma anche sui loro scritti, Black paintings non è pedissequamente cronologico e rende piuttosto conto del destino dell’astrazione nell’arte americana quanto, più in generale, della straordinaria avventura del XX secolo che ha avuto come protagonisti Maleviè e Mondrian. Solo in questo modo è possibile cogliere la posizione degli artisti nella società e nel sistema dell’ arte in seguito al vortice delle avanguardie, un tema ancora oggi attuale. In questo senso, Black paintings si rivolge non solo agli studiosi e agli appassionati d’arte contemporanea, ma anche ai giovani artisti che hanno difficoltà a situare la loro pratica in un contesto sociale più ampio e nel fermento che segna le attuali espressioni visive.
A tal fine, l’autore si smarca dalla piatta ricostruzione dei fatti, dalla mera ricerca compilatoria prendendo altresì le distanze da quello che resta della tradizione delle belles-lettres, ovvero da quella commistione tra critica d’arte e letteratura artistica che andava bene ai tempi di Baudelaire. Al contrario, Black paintings è attraversato dall’intento di esercitare, verso le opere di Reinhardt e Stella, una critica militante e rigorosa, accattivante, radicale e fedele al suo oggetto.
Black paintings vuole costituire un primo passo nella direzione di una ricerca che sappia dialogare con la prospettiva critica più influente negli Stati Uniti degli ultimi trent’anni.
Electa – collana Pesci rossi
92 pagine, 20 illustrazioni