Bastoni. Materia, Arte e Potere

di Cinzia Colzi // pubblicato il 17 Febbraio, 2007

A palazzo Squarcialupi nel complesso museale di Santa Maria della Scala di Siena, fino al 26 agosto, un allestimento, unico nel suo genere, di 513 esemplari provenienti da musei e collezioni private e che spazia dai pastorali ai bastoni ?armati?, particolari opere d?arte risalenti a periodi storici attraverso sette secoli.
Un?esposizione di questo tipo, in Europa, ha soltanto un precedente, una mostra organizzata a Parigi nel 1980, da Catherine Dike, collezionista energica e grande appassionata
Sì, sto parlando proprio di bastoni nella prima grande esposizione italiana (a cura di Renzo Traballesi, in collaborazione con Aldo Gerardi e Alberto Zina) dedicata a questi oggetti di uso quotidiano che, dagli anni sessanta, sono diventati ricercati oggetti di culto e straordinari pezzi da collezione.

Acquistati per seguire il costume dell?epoca o perché si credeva avessero poteri ?taumaturgici? e ?medici?, nel tempo i bastoni hanno assunto funzioni e significati simbolici differenti a seconda di chi li ha posseduti e la mostra racconta proprio questa evoluzione, anche attraverso le storie di chi questi bastoni li ha realizzati. Un viaggio che vi terrà ?attaccati? davanti alle vetrine per almeno tre ore per scoprire una realtà fino a oggi elitaria e tornerete indietro più volte a rivedere quel pezzo che vi avrà sicuramente colpito!

Realizzati con materiali preziosi o finemente intarsiati, con soggetti marini o impugnature esotiche. Una sezione a sé è dedicata ai bastoni ?armati?, che originariamente avevano lo scopo di nascondere un?arma. In molti casi, tuttavia, il bastone ?accessoriato? serviva al fumatore dell?epoca vittoriana per contenere un astuccio per fiammiferi o per sigarette e sigari. Un bastone multifunzione da signora poteva nascondere un portacipria col piumino, un ventaglio o una fiala di profumo. All?artista il bastone serviva a contenere una tavolozza di colori e al mago i trucchi del mestiere. Insomma, non esistevano limiti nella creazione e nella fantasia, il che spiega forse il fascino che questi straordinari oggetti ancora oggi continuano ad esercitare su collezionisti e curiosi.
Quelli di avorio e piquè d?argento risalenti alla metà del XVII, invece, venivano portati della nobiltà, in quanto indicativi di uno stato sociale. Fu, però, con la rivoluzione industriale, che l?impiego del bastone si estese anche alla classe media. Ogni occasione richiedeva il bastone adatto: di giorno un?asta di malacca, di sera un?asta più esotica di scuro legno duro con l?impugnatura elegante e, per una gita in campagna, un motivo popolare intagliato nel legno. L?epoca dei viaggi e delle esplorazioni portò in Italia molti oggetti curiosi, ne sono un esempio i bastoni provenienti dal Museo Nazionale di Antropologia e Etnografia di Firenze. Di particolare interesse quelli con soggetti marini, tagliati in osso di balena dai marinai durante i lunghi viaggi in mare.

Articolata in sezioni, nella prima: avorio ed erotici; nella seconda: argento e materiali vari; nella terza: porcellana e religiosi; nella quarta i bastoni popolari; nella quinta: bastoni comando e gioiello, mentre l?ultima sezione è dedicata ai bastoni plurifunzione
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Il catalogo, edito da? Priuli & Verlucca, lo suggerisco se cercate un regalo non banale perché il volume di 380 pagine è lettura ?animata? capace di assorbire come un romanzo fin dalla prefazione dell?antiquario londinese Micheal German.

(pubblicato Terra di Toscana giugno 2006 e riportato sul blog in data odierna)

 

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