Barletta: ‘Cittadina d’Europa’
di // pubblicato il 01 Maggio, 2008
“Questa è l’occasione per visitare ancora una volta Barletta. Una mostra dal sapore internazionale, affascinante, ricca di preziosità e di una sorprendente varietà di opere”.

Lo splendido Palazzo della Marra di Barletta, dimora della Pinacoteca Giuseppe De Nittis , ospita la sua terza mostra, dopo il grande successo di “De Nittis e Tissot, i pittori della felicità" che nel 2006 hanno segnato l'apertura permenente della Pinacoteca.
Dopo le precedenti esposizioni dedicate all’Ottocento, ammirate complessivamente da oltre 85.000 visitatori, è giunta dalla capitale francese, la mostra “PARIS 1900”.
La collezione, proveniente dal museo “Petit Palais di Parigi”, rimarrà allesttita fino al 20 luglio 2008.

Il curatore Gilles Chazal, direttore del Petit Palais, ha regalato alla mostra un particolare fascino, allargando lo sguardo non solo sulla pittura dell’epoca ma anche sulle sculture, sugli oggetti d’arte, sugli arredi, i gioielli, le ceramiche, le stampe, le fotografie, appartenenti alla Francia della fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
Questo evento regala uno spaccato fondamentale di arte francese e, nel panorama delle manifestazioni d’arte più significative, è stata la prima mostra ad aprire la stagione delle opere internazionali ospitate nei musei italiani.
La mostra è giunta nella rinomata Pinacoteca di Barletta, dopo essere stata a Bruxelles, Rio de Janeiro, Tokyo e in Québec.
Questo progetto espositivo, definito “L’Ambasciate del Petit Palais”, cura in modo particolare la presentazione al mondo del ricco patrimonio dell'Istituzione e il passo fondamentale del gemellaggio tra la Puglia e Parigi; nella primavera del 2010 il Petit Palais ospiterà infatti la prima grande mostra di Giuseppe De Nittis.
Dall’accordo tra il Petit Palais, Arthemisia e il Comune di Barletta, è nata una grande collaborazione che ha reso la città pugliese la capitale culturale della Puglia. La raccolta del Petit Palais riunisce tutte le espressioni artistiche francesi degli anni 1880-1914; si possono ammirare la pittura, la scultura e le arti decorative dei movimenti artistici più importanti quali l’Accademismo (Laurens, Cormon, Bouguereau), il Naturalismo erede del Realismo di Courbet e Daumier (Dalou, Roll, Lhermitte),l’Arte Monumentale (Besnard, Carrière, Baudouin), l’Impressionismo (Monet, Pissarro, Sisley, Rodin), il Simbolismo (Carriès, Redon, Levy-Dhurmer ed i maestri Gustave Moreau e Puvis de Chavannes), l’Art Nouveau (Gallé, Daum, Guimard, Lalique), il Japonismo ed i Nabis (Bracquemond, Bonnard, Vuillard, Denis), fino a giungere alle esperienze artistiche che anticipano il Fauvismo ed il Cubismo (Gauguin, Cézanne, Bourdelle, Maillol, Jacqueau).

Le opere del Petit Palais esposte a Barletta sono circa 130; da ricordare Le Portrait de Sarah Bernhardt (1876) di Georges Clairin e Marthe, La fleur aux cheveux (1893) di Berthe Morisot, le sculture di Aimé-Jules Dalou, uno dei più grandi artisti francesi della seconda metà del XIX secolo. Importanti anche i quadri di F. Pelez tanto rivalutati per la vicinanza alle opere di Seurat o Ensor.
Tra le arti applicate ci sono tre magnifici vasi di Emile Gallé, promotore dell’Ecole de Nancy e grande ideatore e creatore di ceramiche.
Spiccano vetri e arredi in stile Art Nouveau ed il paravento “Les quatre saisons” di Eugène Grasset. Degni di nota gli oggetti preziosi e di alta oreficeria, alcuni dei quali disegnati dal grande René Lalique e la documentazione pittorica di varie decorazioni pubbliche utilizzate per costruzioni parigine di grande rilievo.
Per tutte le informazioni, per visite guidate mirate a soddisfare le varie esigenze, anche integrate con la Pinacoteca, consultate il sito:
http://www.pinacotecadenittis.it/Paris/cover.htm
Tra le tante opportunità, segnalo quella animata per i bambini fino a 10 anni, “Manu-fatti con…”, esperienza tattile, vissuta tramite la materia prima che compone le opere esposte in mostra. Questa attività didattica ha l’obiettivo di far comprendere ai bambini come un materiale, anche se molto semplice, grazie alla manipolazione ed alla creatività può diventare un’opera d’arte.

Termino questo bellissimo viaggio nell’arte con le parole del presidente della regione Puglia Nichi Vendola: “Una mostra che non racconta solo gli stili di vita della borghesia vogliosa di lusso e divertissement, ma che esplora gli scenari oscuri e meno noti al grande pubblico di un’arte a sfondo sociale, dove il figurativo si concentra su un proletariato escluso, abbandonato eppure nobilitato nella celebrazione del tema del lavoro. Una narrazione a tutto campo, dunque, che enfatizza il delirio della bellezza e della grandeur transalpina, ma che denuncia anche un male di vivere e un disagio sociale che ancora oggi restano protagonisti della società contemporanea”.