Barbie alla corte dei Medici

di Ellegi - pubblicato il 21 Gennaio, 2008 in Eventi

Velluto bianco e fili di argento intrecciano la trama di una fiaba dal sapore di un sogno antico, ma con gli occhi ben aperti alla realtà toscana, alle sue sapienti tecniche sartoriali e alla sua eccellenza manifatturiera.
Il sogno è quello di Barbie la bambola più famosa del mondo, creata dal 1959 da Mattel e che da allora non ha mai cessato di accompagnare giochi e fantasie di intere generazioni di bambine. L'oggetto del sogno è un personaggio storico, Caterina de' Medici mentre indossa l'abito nuziale di velluto bianco cesellato con fondo di tela in argento, gioielli, pizzi, perle e pietre preziose. L'abito è quello del suo matrimonio con Enrico di Valois , che diventerà dopo pochi anni re di Francia, avvenuto nel XV secolo. Come ci tramandano le cronache correva il 27 ottobre 1533.
Il palcoscenico di eccezione, dove il sogno si trasforma in realtà e diventa evento, è quello di Palazzo Medici Riccardi, il magnifico esempio di palazzo fiorentino del Rinascimento dimora dei Medici, e attualmente sede della Provincia di Firenze.
L'occasione è stata inserita nel fittissimo calendario di manifestazioni ed eventi che accompagnano la 66esima edizione di Pitti Immagine Bimbo, la mostra internazionale dell'abbigliamento per bambini che richiama a Firenze operatori del settore e numeroso pubblico sia dall'Italia che dall'estero e dove la linea Barbie presenta la sua collezione di abbigliamento ed accessori moda da ormai cinque anni.

L'insolito evento, è stato ideato da Elisabetta Cianfanelli, Assessore alla Moda della Provincia di Firenze, e realizzato in collaborazione con Mattel, l'azienda creatrice e produttrice della famosa bambola. Una vera Barbie in carne ed ossa ha fatto gli onori di casa agli ospiti invitati a palazzo Medici Riccardi la sera del 18 gennaio, indossando le vesti rinascimentali di Caterina de Medici create per l'occasione da sapienti artigiani toscani, mentre una bambola Barbie, appositamente realizzata dalla ditta Mattel, e vestita nello stesso modo è stata mostrata al pubblico e alla fine della serata donata alla Provincia di Firenze.

"Barbie è una icona globale della femminilità " ha sottolineato l'assessore Elisabetta Cianfanelli illustrando la manifestazione: Barbie rappresenta un concreti artefatto della globalizzazione che per noi italiani e fiorentini non può essere considerato una minaccia ma, al contrario una grande opportunità per portare sullo scenario internazionale ciò che le nostre terre hanno da sempre prodotto ed evocato. Il processo di glocalizzazione è oggi già in atto, ovvero il processo di comunicazione ed interpretazione dei valori locali, il genius loci, tramite gli strumenti e la forza e dei mercati globali. Barbie sogna ed interpreta una scena di corte fiorentina, nella casa dei Medici, in un periodo storico cruciale per la storia di Firenze, per la politica dell'epoca e per l'emanazione della cultura rinascimentale nel panorama europeo, divenendo un media strategico per rendere la storia e il sapere manifatturiero della città un valore contemporaneo capace di produrre attrazione economica del territorio e differenziazione del prodotto e pensato e fatto in Firenze

Una occasione quindi per compiere un piccolo miracolo di alta sartoria ed oreficeria e mostrare ancora una volta al mondo l'eccellenza e all'esperienza delle aziende e delle manifatture toscane. Studi con tecniche manuali e digitali hanno consentito alla pittrice Laura Armani di ricreare la stoffa dell'abito appositamente realizzata da Decobel di Montale (Pistoia). La Sartoria Teatrale Fiorentina di Massimo Poli ha realizzato l'abito in scala reale. Il sarto Mauro Angiolini, specializzato in creazioni di vestiti e restauro di bambole antiche, ha invece realizzato l'abito in scala. Il calzaturificio Sacchi, che dal 1829 produce calzature di scena e il laboratorio orafo la Vena dell'Oro hanno rispettivamente ridato vita alle scarpette e ai gioielli della grande Caterina.

Nel libro "Barbie sogna Caterina de' Medici" presentato nell'occasione, con i testi di in Italiano ed Inglese di Elisabetta Cinafanelli, Richard Dickson, Gabriele Goretti, Emilio Petrone, Andra Trotto, edizioni Polistampa, sono riportate in forma ricca e articolata i racconti di tutte le fasi della trasformazione di Barbie in Caterina de' Medici, illustrando la simbologia della bambola Barbie, la storia del Palazzo Medici Riccardi, la figura di Caterina de' Medici, la vita a corte e alcune curiosità di cosmesi rinascimentale.

Non dobbiamo dimenticare che la "Florentine", come la chiamarono i suoi contemporanei, portò con sé alla corte francese una schiera di molte novità che erano già in uso nella colta e raffinata Firenze. E anche nel campo della cosmesi, tanto per ricordarne uno, il suo profumiere personale Renato Bianco insegnò agli artigiani di corte i segreti delle erbe e delle essenze dando origine alla grande tradizione della profumeria francese.


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