AutunnoInverno nel segno dell’archeologia

di Cinzia Colzi // pubblicato il 31 Ottobre, 2007

Difficile, se non impossibile, stilare la classifica dei musei fiorentini, ma uno di quelli che cerco di visitare appena possibile (con la certezza di scoprire e imparare sempre qualcosa) é l'Archeologico.

Fa piacere constatere che, da quando ha spostato l'ingresso in piazza Santissima Annunziata, entrando nel nucleo centrale della città,il numero dei visitatori é in costante crescita.
Inoltre, attraverso aperture straordinarie, il Museo consente l'accesso ai luoghi solitamente non visitabili, come accaduto per i cortili, il Corridoio Mediceo con affaccio finale sulla chiesa della Santissima Annunziata, in occasione dei festeggiamenti per la compatrona della città: Santa Reparata (tutti noi abbiamo per la martire, protettrice dei fiorentini, una seria devozione indipendentemente dal significato laico e religioso. A ei fu?dedicata la prima cattedrale.
La storia ha origine nel 406 quando la città dovette subire il primo assedio a seguito del quale seguì la defintiva affermazione del cristianesimo. I barbari, superate le Alpi, avevano portato solo distruzione e morte e, nella loro discesa verso Roma, dopo aver annientato la campagna del circondario, giungevano sotto le nostre mura. Firenze si organizzata per resistere all'assedio consapevole di bloccare il passaggio dell'Arno e gli Ostrogoti la circondarono supponendo la capitolazione per fame. Però, furono gli oltre duecentomila barbari a soffrire maggiormente, in un'estate caldissima, la mancanza di acqua e cibo. Pur avendo resistito a tutti gli attacchi era ipotizzabile il peggio per l'impossibilità di continuare la difesa quando, dalla collina di San Gaggio, arrivò l'esercito romano comandato dal generale Stilicone.
Mi piacerebbe raccontarvi tutti gli eventi successivi, ma ho già divagato troppo, pooso dire che la "miracolosa "vittoria del 23 agosto 406 fu attribuita a un volere divino e, per una leggenda dell'epoca, Santa Reparata, il giorno della battaglia, fu vista librarsi sopra Firenze per proteggerla.)

Oltre alle aperture straordinarie, la programmazione, pone in evidenza iniziative volte a un Museo da vivere più che da guardare.
Il maggiore appuntamento sarà?per il?primo dicembre prossimo?(mettete subito in agenda?un viaggetto per una visita da non perdere?e di cui vi riferirò al momento). Si tratta di una?mostra che, attraverso le?collezioni provenienti?da scavi e?acquisizioni di Mesopotamia, Anatolia, Egitto, Cipro, Rodi, Creta,?Grecia e?altre località dell?Egeo (databili dal terzo al primo?millennio a.C.) con?i pezzi più rari e da?anni non visibili al pubblico, oltre al?doveroso omaggio?a Paolo Emilio Pecorella?le cui ricerche?hanno contribuito?a far conoscere nel mondo il patrimonio archeologico fiorentino.

?Vedere con le mani? è l?iniziativa prevista il prossimo?3 dicembre per la??Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità. I ragazzi non vedenti potranno conoscere una selezione degli oggetti del Museo attraverso l?esplorazione tattile.

La fattiva?collaborazione con un'altra storica istituzione fiorentina, l?Istituto degli Innocenti, fino alla primavera 2008, produrrà una singolare mostra, nel?Salone del Nicchio,?con?tema "Il gioco negli antichi Greci e Romani" con particolare spazio?al gioco nell?età dell?infanzia. Saranno esposti bronzetti, ceramiche e oggetti articolari relativi alle sepolture infantili.

La?rassegna teatrale ?Archeologia Narrante? con brani e opere di autori antichi, rivivranno associati ai materiali archeologici in sedi prestigiose e, oltre al?Museo Archeologico di Firenze, anche al Cantiere delle Navi Antiche di Pisa, all'Archeologico del Territorio di Populonia a Piombino e al Complesso Museale del Santa Maria della Scala a Siena.

Tornando all'Archeologico fiorentino, da novembre a gennaio 2008, un ciclo di conferenze porterà alla scoperta dei segreti dell?antico Egitto con incontri?aperti a tutti, di?giovedì pomeriggio alle ore 17.
Il primo appuntamento è per il 22 novembre con ?Le mummie egizie? con la presenza del?professor Gino Fornaciari, il?secondo appuntamento il 29 novembre con ?La mummia del museo di Trieste? illustrata dalla professoressa Marzia Vidulli.

Il patrimonio librario delle Soprintendenze Archeologiche italiane supera i cinquecentomila volumi, quello toscano?é il più ricco perché, al?patrimonio storico si aggiunge?quello dell?Istituto di Studi Etruschi ed Italici, con il quale coabita dal 1930.
Dal 1987 è iniziata la catalogazione informatica del materiale e, dopo?un lungo riordino, si è giunti anche alla pubblicazione di un catalogo. Il volume sarà?presentato il 23 novembre, durante una giornata di studio dal titolo ?Archeobiblio? con?il merito di accendere l?attenzione sull?immenso patrimonio librario delle Soprintendenze Archeologiche, sparpagliato per l?Italia e quindi spesso trascurato.

Subito dopo questo articolo, viene pubblicato quello di sul Monetiere del Museo e?invio al proseguimento della?lettura.

Come?dicevo nel titolo, un AutunnoInverno dove l'archeologia può essere protagonista, una valida alternativa nelle giornate fredde o piovose,?un modo stimolante per?educare i nostri ragazzi.
Nell'eventualità capitasse l'incontro con una bambina di dicassette mesi?mentre si guarda intorno incuriosita, potrete sempre chiedere, a chi le tiene la mano, di completare il racconto della battaglia che ha salvato Firenze dall'invasione barbarica!



Le foto pubblicate sono state gentilmente concesse dalla Soprintendenza Archeologica per la Tooscana di Firenze esclusivamente a corredo del?presente articolo



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