Assegnato il premio ‘Il Monito del Giardino’

di Amici in Visita // pubblicato il 30 Maggio, 2008

di Daniela Vannini

Ieri a Firenze nella splendida Villa Bardini sono stati premiati i quattro vincitori della prima edizione del premio internazionale ambientalista
Il Monito del Giardino.

Paul Polak, Giulia Maria Crespi, Giovanni Sartori e Paolo Galeotti,
a loro è stata consegnata la simbolica Stele d’Argento dal presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Edoardo Speranza, promotore del progetto con il supporto della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, e dal presidente della giuria Philippe Daverio.

Al filantropo canadese Paul Polak per il suo esempio di sensibilità, concretezza umana e scientifica è andato il premio in denaro di 30 mila euro che, come lui stesso ha ricordato durante la cerimonia di premiazione, saranno destinati “grazie al Monito del Giardino a salvare dall’indigenza altre 1800 famiglie del terzo mondo, dando un futuro a oltre 11 mila persone”.

Le due preziose edizioni antiquarie del Candide di Voltaire datate 1759 sono state assegnate a Giovanni Sartori, non solo per il suo impegno costante in campagne ecologiste ma anche per la sua battaglia laica e controcorrente a favore della pianificazione della natalità, e alla presidente del Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) Giulia Maria Crespi per la sua spinta innovatrice e il suo coraggio nella tutela del patrimonio naturalistico e artistico del nostro territorio. Anche se non è potuta essere presente all’evento, ha comunque lanciato un chiaro messaggio video non privo di spunti polemici: “L’Italia è il più bel paese al mondo e la Toscana la più bella regione d’Italia. Salviamole, iniziando col non fare, a Siena, il progettato aeroporto di Sovicille”. Al suo posto, ha ritirato l’antica stampa Maria Vittoria Rimbotti, responsabile del comitato FAI in Toscana.

Dal canto suo, anche il politologo Sartori – ha voluto scuotere la coscienza collettiva ricordandoci, in tono provocatorio, che “il problema ecologico, che è poi un problema di sopravvivenza del genere umano, ci sta esplodendo in mano senza che quasi nessuno – specialmente in Italia – ne avverta non solo la gravità, ma l’esistenza”.

Il Limone d’Argento, invece, è stato dato all’agronomo Paolo Galeotti che ha richiamato la nostra responsabilità nei confronti della natura e dell’ambiente che ci circonda, precisando che “il nostro compito è di proteggere il paesaggio e i giardini storici, che rappresentano un omaggio straordinario alla natura e all’intelligenza umana, e dai quali tanto si può imparare per salvare il pianeta”.

A premiarli una giuria di tutto rispetto con i filosofi della scienza Giulio Giorello e del paesaggio Massimo Venturi Ferriolo, il climatologo Giampiero Maracchi, l’esperto di sistemi d’acqua Pietro Laureano, il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, l’architetto di giardini Oliva di Collobiano, la giornalista di piante e fiori Rossella Sleiter, il giurista Carlo Alberto Graziani, la scrittrice e giardiniera Pia Pera, il giornalista Riccardo Monni in qualità di segretario.

Ma, vediamo più da vicino chi sono questi personaggi.

Ex coltivatore di fragole, psichiatra, imprenditore-mecenate ed ecologo, Polak ha salvato dalla miseria oltre 12 milioni di persone di otto paesi del sud est asiatico, del corno d’Africa e della fascia sub-sahariana. Ha fondato 25 anni fa l’International Development Enterprise (IDE), un’organizzazione che dall’India alla Birmania fino allo Zambia aiuta le popolazioni più povere a far nascere piccole imprese agricole strappandole a un’esistenza fatta di stenti, in zone dove le condizioni climatiche, la politica, la società e le condizioni di vita, questo miracolo non lo avrebbero consentito.

Con il contributo economico del Monito del Giardino, la IDE prevede entro il 2015 di far uscire dalla povertà 27 milioni di persone. “Il nostro lavoro all’IDE - ha detto Polak - aiuta i piccoli agricoltori in paesi come l’Etiopia, il Bangladesh e il Myanmar a creare nuovi minuscoli giardini di 1000 metri quadrati per produrre frutta e verdura fuori stagione che creano un nuovo reddito netto di 500 dollari all’anno, abbastanza per farli uscire dalla povertà per sempre e farli entrare nella classe media. C’è molto che possiamo imparare gli uni dagli altri”.
Interessante è il suo libro Out of poverty (Fuori dalla povertà) appena uscito negli Stati Uniti e in Canada che racconta come con investimenti relativi di capitali è possibile offrire a milioni di persone la possibilità di costruirsi un futuro dignitoso ed economicamente accettabile. Per ora il testo è disponibile solo in lingua inglese. Per l’edizione italiana bisogna aspettare.

Politologo per professione, polemista per vocazione, ambientalista per convinzione, Giovanni Sartori è considerato uno dei massimi esperti di sistemi costituzionali.
Fiorentino di nascita, laureato in Scienze politiche all’Istituto Cesare Alfieri, Sartori ha inziato qui la sua carriera accademica che lo ha portato poi a salpare oltre Oceano approdando nelle prestigiose università americane di Stanford, Yale, Harvard, Columbia. Oggi è professore emerito a Firenze e New York.
In uno dei suoi saggi bestseller, Sartori scrive: “Il mercato non calcola e non sa calcolare il danno ecologico. Se abbatto alberi, il mercato contabilizza soltanto il costo di tagliarli, non il danno prodotto dall’abbattimento delle foreste. Se surriscaldiamo l’atmosfera, il mercato registra, tutto giulivo, solo un boom di condizionatori d’aria”.

Tesori monumentali, artistici, ambientali abbandonati: sono la passione di Giulia Maria Mozzoni Crespi.
Erede di una dinastia di imprenditori tessili, paladina dell’agricoltura biodinamica, editrice del Corriere della Sera, (che Indro Montanelli chiamava amichevolmente Zarina, per il suo carattere forte e risoluto) a lei, oggi ultraottantenne, si deve la nascita della FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, che presiede fin dalla sua fondazione nel 1975. Un’impresa sorta con un’unica prerogativa: “salvare il salvabile dei tanti tesori monumentali, artistici e ambientali altrimenti lasciati a destini inesorabili da un Belpaese senza risorse sufficienti, ma anche culturalmente pigro e imprevidente”.
Nel suo intervento di ieri ha insistito sul tema caldo dei “Comuni che non hanno sufficienti mezzi. Perché già in passato erano stati tolti ai Comuni dei mezzi e questi che cosa dovevano fare per far rifare la palestra, per mettere a posto la fognatura, per riparare il tetto della scuola etc. Per avere dei mezzi trasformavano un territorio agricolo in territorio costruibile e con gli oneri di lottizzazione e le nuove Ici si rimpannucciavano un pochetto. Ora hanno tolto l’Ici. Sarà stata una manovra giusta ma i poveri Comuni che cosa diavolo possono fare? Già prima erano in sofferenza ora saranno ancora più in sofferenza”.

Autore di bestseller internazionali, Paolo Galeotti, nato a Firenze - ci tiene a dirlo - è autodidatta, uno che “ha imparato sul campo” con la grande passione per la botanica, la storia e le antiche tradizioni.
Diplomato all’Istituto Tecnico Agrario delle Cascine, Galeotti è membro del consiglio direttivo di Pomona Onlus per la tutela e la valorizzazione delle biodiversità e insegna Conservazione e Restauro dei Giardini Storici al Centro Europeo del Restauro.
E’ uno dei giardinieri più ricercati, specialista di agrumi, conosciuto per aver riportato al suo antico splendore la leggendaria Bizzarria e recuperato il giardino che fu per Botticelli fonte di ispirazione per la sua Primavera. Cura le collezioni botaniche della Villa Medicea di Castello e della vicina Villa Corsini.

“Il Monito del Giardino ne è un’espressione, un simbolo legato al recupero di splendidi parchi per offrirli come luogo di delizia. Il premio vuole indicare esempi preziosi di attenzione e impegno per salvare e valorizzare la natura, secondo la concessione umanistica dell’Ente” così ha chiosato il presidente Edoardo Speranza alla fine della premiazione.

Daniela Vannini

 

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