America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo
di // pubblicato il 17 Aprile, 2008
Avete ancora tre fine settimana per farvi travolgere da "America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo".
Infatti, l'icona della mostra del Museo Santa Giulia di Brescia , è proprio la forza travolgente delle cascate del Niagara, olio su tela di grandi dimensioni cm.257,3x227,3 di Frederic Edwin Church, prestito della Natiolal Gallery of Scotland di Edimburgo.
Durante i mesi di programmazione una moltitudine di eventi collaterali, AmericaPiù, hanno fatto diventare l'esposizione un apppuntamento fra quelli che è assolutamente vietato perdere per la scelta di proposte legate alla sequenza di opere a cui si aggiunge un'esperienza cognitiva e sensoriale in un viaggio che transita, attraverso la pittura, nella conoscenza della storia e dei miti per arrivare all'emozione per la “natura che si dispone davanti all’occhio di colui che cammina come in uno scenario infinito e immisurabile”.

Oltre trecento opere testimoniano una realtà affascinante e tutta da scoprire non solo attraverso i dipinti, moltissimi di grande formato, tipico di quella stagione artistica, ma anche acquerelli, foto, sculture e preziosissimi manufatti, provenienti da due dei maggiori musei americani, abiti, mocassini, borse, ma anche copricapo piumati dei nativi e le selle dei cawboy.
Lasciandovi intatto il piacere di scoprire sale e salette dell’allestimento, la natura e lo spazio nella pittura americana del diciannovesimo secolo vi sorprenderà non tanto per la qualità delle opere (noi italiani siamo abituati a convivere in mezzo alle massime espressioni), ma per la testimonianza di una cultura tanto diversa delle realtà della vecchia Europa.
La pittura del lontano west, fatto di grandi spazi, e storie di vita per un’autentica riflessione di quelle tradizioni, contrapposta alla visione tecnologica e la rappresentazione del paesaggio negli anni ‘40-‘80.
E ancora: l’arte antica delle popolazioni indiane, l’Impressionismo americano, la pittura del ritratto quale fondamento di quella tradizione artistica, il valore del volto per le ragioni pratiche, ma anche ideologiche.
All’interno della mostra il visitatore può anche approfondire due tematiche attraverso specifici percorsi supportati, oltre la multimedialità, da rare fotografie d’epoca con documenti ufficiali e carte geografiche. Si tratta di Secessione e Frontiera. Francesco Golden ha curato la parte scientifica del progetto che prevede il coinvolgimento di diversi attori, con una mirata selezione dell’immenso repertorio iconografico associato ai due temi e rivolgendosi ai più autorevoli centri americani di documentazione e ricerca sulla storia degli Stati Uniti.

Il direttore generale dell'evento, Marco Goldin, ha avuto il coraggio di abbandonare, dopo grandi mostre di conclamato successo sull'amatissimo tema della pittura impressionista, realizzando questa sulla pittura americana del diciannovesimo secolo con opere di valore assoluto, ma di autori ignoti, o quasi.
Monumentale il catalogo, circa seicento pagine, la prima, vera pubblicazione in lingua italiana sul tema, con saggi di una ventina di studiosi americani integrati dalle schede di tutte le opere pittoriche, con il risultato di uno strumento prezioso, ma anche oggetto di felicità per qualsiasi adolescente.

Al tema della mostra, con il coordinamento scientifico dello stesso Goldin e di Barbara Weinberg, celebre curatrice della pittura americana al Metropolitan di New York, oggi e domani a Brescia, un convegno scientifico internazionale.
E adesso?
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