Agosto a Montefalco
di // pubblicato il 05 Agosto, 2008
Molto si è parlato di Umbria nella nostra rivista in questo ultimo periodo e a chi si trova a recarsi in questa regione, magari in occasione del prolungamento della mostra esposta alla Galleria Nazionale dell'Umbria su Pinturicchio , consiglierei di fare una sosta a Montefalco.
La città, definita “Ringhiera dell'Umbria” per la sua splendida posizione che domina la valle tra Perugia e Spoleto, fino al 19 agosto ospita la rievocazione della “Fuga del Bove”.
Tradizione antica della città, originariamente era chiamata “Caccia del Bove” e si svolgeva nella piazza del Comune poco prima del Natale.
Il gioco popolare consisteva nel provocare con stoffe rosse e pupazzi di pezza un toro reso incontrollabile dal vino e dal pepe, finché da cacciatore non si trasformava in preda e veniva attaccato, ormai sfinito, da una muta di cani appositamente addestrata che ne permetteva l’abbattimento. Questa vittoria collettiva sulla sua rabbia bestiale era poi celebrata il giorno di Natale, quando ogni tavola veniva imbandita con la sua carne.
Trasformata nel corso del tempo da “Caccia” a “Fuga” per le vie cittadine, questa pratica era caduta in disuso per la sua brutalità. Da ormai trent’anni però questa sfida rientra tra le rievocazioni storiche dell’Agosto Montefalchese per fortuna spogliata dei suoi aspetti più crudi.
Oggi la “Fuga del Bove” consiste in una gara di corsa tra tori appositamente addestrati e allenati che si svolge tra i quattro Quartieri della città: San Bartolomeo, San Francesco, San Fortunato, Sant’Agostino.
Il toro vincitore permette al proprio Quartiere di aggiudicarsi il “drappo”realizzato appositamente da un artista di Montefalco.

I quartieri cittadini furono creati durante il '400 da Niccolò Maurizi da Tolentino che riorganizzò l'assetto amministrativo della città, nel suo periodo di maggiore fioritura artistica e culturale nonché di floridezza economica. Da allora sono rimasti invariati e l'appartenenza al proprio quartiere è molto sentita dagli abitanti di Montefalco, specialmente in queste occasioni. Ma la “Corsa”, che si svolge il 19 agosto, non è che l’ultima tappa di un confronto più vasto tra i quattro Quartieri.
Accanto a questa, infatti, si svolgono quattro gare per il premio Falco d’Oro e che sono: corsa-staffetta nel centro storico, sfida tra sbandieratori ( conosciuti per la loro abilità a livello nazionale), sfida tra tamburini, prova d’abilità tra balestrieri.
Vivere queste esperienze dal sapore antico permette di tornare un po’ indietro nel tempo e scoprire anche tradizioni e particolarità della città e del suo bellissimo territorio. Non perdetevelo!
Se ci si reca a Montefalco non si può non visitare il bellissimo Complesso Museale di San Francesco, che oltre alla chiesa omonima comprende la Pinacoteca Comunale e da poco anche nuove sale espositive.
La Chiesa di San Francesco risale agli anni 1335/1338, quando fu fatta costruire dai Frati Minori, primo insediamento francescano all’interno delle mura cittadine e diventa in breve tempo centro devozionale di prestigio. A pianta longitudinale terminante in un’abside centrale e due absidiole laterali, contiene affreschi del pittore Benozzo Gozzoli a cui nel 1451 viene commissionata da fra Jacopo da Montefalco, guida del convento, la realizzazione delle Storie della vita di San Francesco nell’abside centrale.
Gli episodi della vita del santo sono distribuiti su tre registri divisi in dodici riquadri e sono ben individuabili grazie alle spiegazioni in latino collocate al di sotto di ciascun riquadro; in una fascia separata, sono ritratti i frati più conosciuti dell’Ordine. Altro contributo di Benozzo si può trovare nella prima cappella della navata minore, forse commissionata dallo stesso fra Jacopo e dedicata a San Girolamo. Ma all’interno della Chiesa si possono trovare opere dei maggiori artisti umbri, tra i quali Pietro Vannucci detto il Perugino che vi ha dipinto una Annunciazione e un Presepe.

Divenuta proprietà del Comune di Montefalco nel 1863, dal 1895 è sede del Museo Civico. Il progetto museale odierno risale al 1990 con la ricontestualizzazione dei locali adiacenti alla Chiesa, parte dell’ex convento, e la creazione di tre aree espositive: quella della chiesa, quella della pinacoteca, con opere provenienti dal territorio e da altre chiese, e quella della cripta, alle quali si aggiunge anche un piccolo museo lapidario. Dopo il restauro degli affreschi nel 2000 a cantiere aperto, grazie ad accordi con la Regione e il Ministero per i Beni Culturali è stato possibile recuperare i locali esistenti sotto la pavimentazione della Chiesa per adibirli a mostre temporanee. Il fermento attorno a questo complesso testimonia il grande interesse delle autorità cittadine per valorizzare e rendere il museo il più possibile all'avanguardia, garantendone la conservazione ma anche aprendogli una via verso il futuro.
Le sale espositive, infatti, da quando sono state inaugurate nel 2006 ospitano mostre di arte contemporanea, unico esempio del genere nella regione. Questa apertura di un museo storico alla realtà odierna risulta di notevole importanza, specialmente in relazione alla difficile situazione dei musei in Italia, tacciati spesso di conservatorismo e di immobilità culturale.
Prima di un ciclo di tre mostre allestite in questi spazi è Odissea da Camera di Nicola Maria Martino, a cura di Maurizio Coccia, presente dal 5 luglio al 24 settembre.
La mostra è dedicata agli ultimi lavori dell'artista che dopo una prima esperienza concettuale e sperimentale, nei primi anni '70 è approdato alla pittura rimanendovi fedele fino ad ora e partecipando anche alla Biennale di Venezia nel 1980.
I quadri esposti sono frutto di una riflessione sui temi della memoria e dell'esperienza, visti come elementi chiave per la creazione della Storia, degli avvenimenti e dei processi che permettono l'evoluzione della civiltà: una ricerca, quindi, di dialogo con la storia che avvia un percorso a parer mio da imitare.
Per maggiori informazioni sugli eventi a Montefalco: www.montefalcodoc.it