Adius Alfieri…con un ricordo di Piero Ciampi
di // pubblicato il 27 Febbraio, 2008
Venerdì 22 febbraio 2008 è stato un giorno triste per i fiorentini amanti del cinema di qualità. L'Alfieri, la storica sala di Via dell'Ulivo, infatti, ha chiuso definitivamente i battenti, malgrado la Cooperativa L'Atelier, in questi ultimi anni, abbia tentato in tutti i modi, sperimentando anche soluzioni diverse, di tenere in vita l'ultimo vero cinema d'essai della città.
Al suo posto, secondo le intenzioni del Comune di Firenze, proprietario dell'immobile, dovrebbe nascere uno spazio polivalente che ospiterà spettacoli, convegni e incontri culturali con tanto di caffè, postazioni internet e sale di lettura.
Una nuova vita dunque per l'Alfieri che Venerdì ci ha salutato con un suggestivo spettacolo organizzato da Arci Toscana e Arci Firenze sulle parole e i pensieri del cantautore livornese Piero Ciampi, scomparso il 19 gennaio 1980 a soli 46 anni.
Ha fatto da introduzione alla serata, la proiezione del filmato del regista Ezio Alovisi, già presentato durante l'ultima edizione del Premio Ciampi, quale anteprima del lungometraggio ancora in fase di montaggio “Adius, la festa è finita” che uscirà nelle sale prossimamente.
Un film non biografico, ma incentrato sul mondo dei cantautori, come stagione in cui si delineavano percorsi e traguardi, possibili e impossibili e prende spunto da uno degli ultimi testi di Ciampi “Adius”, invettiva verso una società che stava andando nella direzione opposta a quella dei due decenni precedenti, dove il filo dell'ironia mescola amare vicende trascorse a parole d'amore e rammenta quello che s'è perso per strada.
Una serie di personaggi del mondo della cultura ma soprattutto della canzone, amici e compagni di avventure del cantautore, tra cui Gino Paoli e Nada (che hanno interpretato spesso le sue canzoni negli anni'80), raccontano Piero Ciampi, mentre le immagini, anche di repertorio, mostrano episodi della vita dell'artista in un confronto diretto con la voce stessa del cantautore.
Canzoni e pensieri ricordati, storie sofferte di un dandy alto e magro vestito con lupetto nero e pantaloni antracite che la vita l'ha vissuta “con gli occhi di un bambino che sa ma non sa cosa deve fare”.
L'evento è proseguito con il raffronto dei versi di Ciampi con le pagine dello scrittore statunitense Richard Brautigan, padre occulto della beat generation. In chiusura la parte migliore dello spettacolo, con Nada che ha interpretato le canzoni dell'artista, rendendoci, nel gesto e nel suono, il senso delle sue parole. Per lei sua conterranea, a dispetto di Ornella Vanoni, Ciampi scrisse nel 1973 i testi del bellissimo album “Ho scoperto che esisto anch'io”.
Sul palco troneggiava la macchina delle utopie sessantottine, monumentale marchingegno che ha generato, a sorpresa, anche un temporaneo black out....monito per il futuro?