Acquistata una lettera di Canova per la realizzazione della statua di Napoleone
di // pubblicato il 16 Giugno, 2008
Adesso mettetevi comodi comodi che vi riferisco un frammento di storia decisamente interessante.
Vado?
Bene, ascoltate dunque.. lo scorso 10 giugno a Torino, a un'asta di Bolaffi, il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, Gino Famiglietti, con il contributo della casa editrice Electa e della società Civita, conessionari dei servizi aggiuntivi della Pinacoteca di Brera, ha acquistato la scrittura privata sottoscritta da Antonio Canova per la fusione in bronzo della statua di Napoleone situata nel cortile di Brera.
La neo Soprintendente di Brera, Sandrina Bandera, su suggerimento di Aldo Bassetti, presidente degli Amici di Brera, avendo appreso della presenza del documento nell’asta del 10 giugno ne ha favorito con entusiasmo l'acquisto quale segno augurale per Celebrazioni del Bicentenario della Pinacoteca del prossimo anno.

E' il 13 gennaio 1808 e, nella lettera di cui vedete la prima pagina, si attesta il contratto con il quale Antonio Canova e Francesco e Luigi Righetti si accordano privatamente, a Roma, per fondere in bronzo, entro l’anno 1808 e per il compenso di novemila scudi romani, la statua di Napoleone Bonaparte già realizzata dallo scultore in marmo (ora ad Apsley House, Londra, residenza del primo Duca di Wellington).
La statua in bronzo era stata commissionata al Canova dal principe Eugenio di Beauharnais.
Per motivi tecnici il risultato non ebbe felice esito (fusi i vecchi cannoni di Castel Sant’Angelo) e Canova si preoccupò di richiedere ai fonditori un secondo tentativo. La nuova statua pervenne a Milano nel 1812, assicurando alla capitale del Regno d’Italia il monumento atteso fin dal 25 marzo 1801 (giorno in cui Giovan Battista Sommariva, presidente del governo provvisorio della Repubblica Cisalpina, si era impegnato a ottenere per il Foro Bonaparte una scultura che raffigurasse il Generale trionfatore di Marengo).

Nell'aprile del 1809, in attesa della replica in bronzo, era intanto giunto il calco in gesso della statua in marmo (fatto acquistare il 12 febbraio con decreto di Eugenio di Beauharnais dall’abate Daniele Francesconi, bibliotecario dell’Università di Padova) subito fu collocato nel palazzo di Brera, presso l’Accademia di Belle Arti, ed eretto nella “nuova galleria reale”, corrispondente ai nuovi saloni napoleonici, al fine di poterne garantire le condizioni espositive richieste dall’autore (piedestallo alto non meno di tre piedi parigini e illuminazione proveniente dall’altezza di dieci piedi). Il gesso è ora conservato in un’aula della Scuola di decorazione dell’Accademia.
La commissione incaricata di studiare la collocazione della statua in bronzo nel Palazzo del Senato (formata da Luigi Cagnola, Luigi Canonica e Giocondo Albertolli) con relazione del 18 settembre 1812 indirizzata al Presidente dell’Accademia propose di situarla su un piedestallo nel primo cortile, sulla linea centrale della facciata, ma spostata verso il lato di fondo, per consentirne l’adeguata visione sia dal percorso stradale sia dall’interno del cortile.
Il Ministero dell’Interno approvò la scelta, ma il progetto non trovò alcun esito.

Travolta ormai la fortuna politica e militare del primo Bonaparte, il bronzo (assieme con il calco in gesso) fu abbandonato, pur verificandosi all’occasione ricorrenti e inefficaci riscoperte, nei depositi dell’Accademia, fino a quando "riemerse" all’epoca dell’arrivo in Lombardia di Napoleone III.
Nel 1859 fu innalzato su un basamento temporaneo nel cortile d’onore del palazzo braidense al di sopra di un piedestallo ornato con aquile e fregi progettato da Luigi Bisi, e fu inaugurato nel 1864.
La grande statua, imponente al centro del cortile, costituisce il simbolo riconosciuto universalmente del Palazzo e in particolare della Pinacoteca di Brera.